Carina!
Concordo con la perplessità.
In certi ambienti si è talmente data tanta importanza ai cavi che ormai sono considerati la panacea universale.
Se c'è un problema nell'ascolto la prima domanda che si fa circa una eventuale soluzione è relativa ai cavi, se c'è una risonanza in gamma bassa perchè i diffusori sono stati posti negli angoli il consiglio è: "prova il cavo XY che sicuramente li asciuga", se l'ambiente ha un riverbero eccessivo allora la soluzione è il cavo ZX, ci sono risonanze qua e là? Allora bisogna scegliere il cavo che "equalizza", che magicamente sa a quali frequenze intervenire e di quanto diminuirle o aumentarle singolarmente (miracoli delle nanotecnologie: cavi che cambiano la propria struttura configurandosi automaticamente come flitri parametrici, magari anche con un piccolo intervento alla fase, cosa che non guasta).
Tutte le descizioni riguardanti l'apporto dei cavi, alimentazione compresi, sono sempre espresse in termini più che entusiastici, aggettivi che farebbero arrossire il tifoso di calcio più sfegatato: miracoloso, sorprendente, fatnastico, indescrivibile e via con altri superlativi (salvo poi vedere svanire tutte le certezze alla richiesta di una minimo test controllato).
Non nego che in certi casi ed a certe condizioni un cavo, per lo più di potenza, possa togliere (apportare,
mai, essendo un componente passivo) qualcosa, ma solo e sempre in termini minimi, a meno che non sia veramente una schifezza o fatto apposta per dare un "suono che piace", ma qui si dovrebbe parlare di Hi-Fi.
Ciao