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Capodanno senza botti....

maurocip

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Non è farina del mio sacco, ma mi è piaciuta, la ritengo giusta e mi è sembrato giusto inserirla in un thread per condividerla con voi, magari per sensibilizzare qualcuno anche fuori da questo forum.



Ci sono momenti in cui il silenzio è una necessità più che un dovere.
Momenti in cui non si può chiudere il mondo dietro la porta di casa, lui là
fuori, noi qui dentro a festeggiare. Perché questo non è un Capodanno come
gli altri. Il mondo, fuori, ci è entrato in casa senza bussare: è così che
fa, quando la gente muore. Il mondo sfonda la porta, ci mette davanti agli
occhi le tremende fotografie dei giornali, le strazianti immagini della
televisione. Non è possibile restare indifferenti a quel mondo che bussa e
muore, magari con una bottiglia di spumante in mano e un petardo nell'altra.

Non si tratta di retorica, né di astratta carità mentale. La necessità del
silenzio, come momento di riflessione sulla nostra storia e sul nostro
destino di uomini - che in un attimo può trasformarsi nel destino di tutti e
viceversa (il destino è capriccioso e non si cura dell'indifferenza) -
riguarda chiunque abbia occhi e cuore.

E allora pensiamo che stavolta sia giusto non fare rumore, non festeggiare
il nuovo anno con i botti e i fuochi: sarebbe come urlare in presenza di chi
soffre. Condividere un dolore non vuol dire diventare tristi, ma rispettare
quel dolore e chi lo sta vivendo.
Anche se si trova dall'altra parte del mondo: e poi, la tragedia del Sudest
asiatico ci ha spiegato che il mondo è diventato proprio piccolo, e che lo
si percorre in un attimo. Può accadere di essere turisti in vacanza esotica,
e in un istante trasformarsi in vittime o testimoni di un cataclisma.

Dunque, il silenzio di Capodanno è anche un modo per riflettere su di noi,
non solo per essere un po' più vicini a "loro", ai lontani, agli sventurati.


Una festa senza fuochi (che, tra parentesi, ogni anno mozzano mani e
oscurano occhi, di bambini e ragazzi soprattutto) è un segno di profonda
umanità, di semplice ma vissuta partecipazione. Aspettare il secondo che fa
scoccare il nuovo anno, e pensare che chi sta male non è solo: proviamoci,
stavolta. Sarà una maniera, anche, per augurarci di non essere soli quando
potrebbe toccare a noi star male.

Si parla tanto di globalizzazione e di confini più vicini, in questa nostra
inquieta modernità, e così viviamo nel mondo che aspetta il nuovo anno.

Proviamo a farlo nel silenzio e nel rispetto del dolore, così anche il
nostro pensiero potrà essere un po' più globale, se riuscirà a occuparsi
dell'uomo.

Cioè gli altri, cioè noi.
 
Mi giunge ora notizia che il Comune di Padova, nella persona dell'Assessore alla Cultura dr.ssa Monica Balbinot (mia cara ed esimia collega di lavoro che con grande competenza sta prestando servizio in questa carica politica delicatissima), ha deciso di non fare la tradizionale festa dei fuochi d'artificio a Prato della Valle la notte del 31 dicembre 2004 in ricordo dell'immane tragedia dell'Asia.
Un esempio da seguire.
C.
 
maurocip ha scritto:
Non è farina del mio sacco, ma mi è piaciuta, la ritengo giusta e mi è sembrato giusto inserirla in un thread per condividerla con voi, magari per sensibilizzare qualcuno anche fuori da questo forum...

Nonostante ne avesse già parlato CarloZed qui , la tua rimarcazione è quanto mai gradita...
 
Re: Re: Capodanno senza botti....

Psychorunner ha scritto:
Nonostante ne avesse già parlato CarloZed qui , la tua rimarcazione è quanto mai gradita...
Mannaggia, ho cercato per vedere se non c'erano doppioni, ma francamente il link mi era sfuggito.
Però ritengo che sia sufficientemente valido per avere "vita a sé", in quanto è una iniziativa che andrebbe pubblicizzata.
ciao
 
Non sono d'accordo. A me sembra strumentale e demagogico.
Quanti bambini muoiono ogni anno di fame e malattie ?
Quante persone vengono massacrate per colpa di guerre e genocidi ?
Quanti turisti andranno tra qualche tempo in quei luoghi in vacanza a divertirsi magari camminando sopra le fosse comuni ?

La partecipazione ed il rispetto per questi ed altri morti si dimostra con azioni costruttive, come aiuti, interventi strutturali che possano prevenire ed evitare altre catastrofi.

Ale
 
alex_co_99 ha scritto:
La partecipazione ed il rispetto per questi ed altri morti si dimostra con azioni costruttive, come aiuti, interventi strutturali che possano prevenire ed evitare altre catastrofi.

Ale
Su questo concordo, ma il ricordo, il "minuto di silenzio", non solo atti solo demagogici, ma sono comunque il fermarsi un attimo e (chi ci crede) pregare per le vittime di questa immane tragedia.
Io preferisco un minuto di silenzio, l'evitare di sparare i botti al nulla....
Poi gli atti di solidarietà seguono altre strade e non sono mutuamente esclusive, non trovi?
ciao
 
alex_co_99 ha scritto:
Non sono d'accordo. A me sembra strumentale e demagogico.
Quanti bambini muoiono ogni anno di fame e malattie ?
Quante persone vengono massacrate per colpa di guerre e genocidi ?
Quanti turisti andranno tra qualche tempo in quei luoghi in vacanza a divertirsi magari camminando sopra le fosse comuni ?
La partecipazione ed il rispetto per questi ed altri morti si dimostra con azioni costruttive, come aiuti, interventi strutturali che possano prevenire ed evitare altre catastrofi.
Ale

Mi trovi d'accordo, ma solo parzialmente.

Se è infatti vero che l'aiuto, nell'accezione più concreta del termine, si manifesta (o, meglio, sarebbe preferibile si manifestasse) con atti materiali, è pur vero, d'altro canto, che esiste (e resiste) l'imprescindibile libertà individuale di scegliere il silenzio quale intimo atto di contrizione e rispetto: posizione, questa, che fisiologicamente assume maggior clamore laddove il momento contingente (leggasi Capodanno, evento sportivo o quant'altro vi sia di stridente con un evento così grave) presumerebbe atteggiamenti generali di festosità.

Naturalmente - e qui mi trovo in perfetta sintonia con quanto da te affermato - ciò non toglie che gran parte delle valutazioni e/o discussioni che sono state fatte - e che inevitabilmente verranno in futuro - su casi emblematici come quello attuale, siano espresse con superficiale e tristissima demagogia.
 
Il fatto che, come nel caso del Comune di Padova, non si facciano spettacoli pirotecnici per devolvere i relativi soldi agli aiuti umanitari, mi sembra un caso di non-demagogia molto concreto. Lo stesso dovremmo fare noi se siamo soliti spendere decine o centinaia di Euro per festeggiare il Capodanno: almeno un po' destinarne in aiuti concreti (i modi possono essere molteplici e tutti, per ora, sembrano dire che servono soldi...).
Ciao!
C.
 
ciesse ha scritto:
Il fatto che, come nel caso del Comune di Padova, non si facciano spettacoli pirotecnici per devolvere i relativi soldi agli aiuti umanitari, mi sembra un caso di non-demagogia molto concreto. Lo stesso dovremmo fare noi se siamo soliti spendere decine o centinaia di Euro per festeggiare il Capodanno: almeno un po' destinarne in aiuti concreti (i modi possono essere molteplici e tutti, per ora, sembrano dire che servono soldi...).
Ciao!
C.

Infatti questo è un esempio di azione concreta.

Ale
 
alex_co_99 ha scritto:
Non sono d'accordo. A me sembra strumentale e demagogico.
Quanti bambini muoiono ogni anno di fame e malattie ?
Quante persone vengono massacrate per colpa di guerre e genocidi ?
Quanti turisti andranno tra qualche tempo in quei luoghi in vacanza a divertirsi magari camminando sopra le fosse comuni ?

La partecipazione ed il rispetto per questi ed altri morti si dimostra con azioni costruttive, come aiuti, interventi strutturali che possano prevenire ed evitare altre catastrofi.

Ale

e allora visto che si è sempre fatto cosi non apriamo gli occhi.
tanto è troppo tardi.
pensiamo a ingrassarci nei nostri bei cenoni di capodanno .
festeggiamo spensierati questa ***** di 2004 e abbracciamo con gioia un 2005 che inizierà sicuramente peggio.
the show must go on

fa fatica eh guardare in faccia la realtà?
fa fatica pensare che noi mentre ci pappiamo le nostre lenticchie gli altri stanno in un mare di disperazione .
e la fatica ancora piu dura è pensare che questo è sempre successo ...quindi perchè preoccuparsene
continuiamo cosi va... visto che l'abbiamo sempre fatto effettivamente sia prima che dopo questo evento la gente morirà di fame di stento e malattie evitabilissime a decine di migliaia .
d'altronde che ci possiamo fare.


un saluto a tutti

fefochip
 
Che ci possiamo fare?

Trattenere quello che mi verrebbe da dire, mi costa una fatica enorme ma è meglio che lo tenga per me.

Rigardo i botti, mi sembra una bella iniziativa: anche se non avrei sparato nulla comunque (odio i botti ed i quattrini me li "sparo" in modo più costruttivo e/o soddisfacente), consideratemi idealmente aderente.

Ciao. Aurelio
 
per quanto riguarda i botti festeggio da una vita. :D

trovo veramente triste dover eccedere (nell'alcol , nel mangiare , nel rumore .... i botti) per forza per potersi divertire.

che si faccia ogni tanto ok anzi si vive pure per fare qualche cazz_ta ....ma che ogni anno bisogna fare le stesse sciocche cose per divertirsi per forza è veramente triste.

per quanto riguarda il trattenere le cose da dire ho imparato una cosa....mi viene il malditesta se non le dico ....è un discorso di salute.

ciao fefochip
 
maurocip ha scritto:
Non è farina del mio sacco, ma mi è piaciuta, la ritengo giusta e mi è sembrato giusto inserirla in un thread per condividerla con voi, magari per sensibilizzare qualcuno anche fuori da questo forum.



Ci sono momenti in cui il silenzio è una necessità più che un dovere.
Momenti in cui non si può chiudere il mondo dietro la porta di casa, lui là
fuori, noi qui dentro a festeggiare. Perché questo non è un Capodanno come
gli altri. Il mondo, fuori, ci è entrato in casa senza bussare: è così che
fa, quando la gente muore. Il mondo sfonda la porta, ci mette davanti agli
occhi le tremende fotografie dei giornali, le strazianti immagini della
televisione. Non è possibile restare indifferenti a quel mondo che bussa e
muore, magari con una bottiglia di spumante in mano e un petardo nell'altra.

Non si tratta di retorica, né di astratta carità mentale. La necessità del
silenzio, come momento di riflessione sulla nostra storia e sul nostro
destino di uomini - che in un attimo può trasformarsi nel destino di tutti e
viceversa (il destino è capriccioso e non si cura dell'indifferenza) -
riguarda chiunque abbia occhi e cuore.

E allora pensiamo che stavolta sia giusto non fare rumore, non festeggiare
il nuovo anno con i botti e i fuochi: sarebbe come urlare in presenza di chi
soffre. Condividere un dolore non vuol dire diventare tristi, ma rispettare
quel dolore e chi lo sta vivendo.
Anche se si trova dall'altra parte del mondo: e poi, la tragedia del Sudest
asiatico ci ha spiegato che il mondo è diventato proprio piccolo, e che lo
si percorre in un attimo. Può accadere di essere turisti in vacanza esotica,
e in un istante trasformarsi in vittime o testimoni di un cataclisma.

Dunque, il silenzio di Capodanno è anche un modo per riflettere su di noi,
non solo per essere un po' più vicini a "loro", ai lontani, agli sventurati.


Una festa senza fuochi (che, tra parentesi, ogni anno mozzano mani e
oscurano occhi, di bambini e ragazzi soprattutto) è un segno di profonda
umanità, di semplice ma vissuta partecipazione. Aspettare il secondo che fa
scoccare il nuovo anno, e pensare che chi sta male non è solo: proviamoci,
stavolta. Sarà una maniera, anche, per augurarci di non essere soli quando
potrebbe toccare a noi star male.

Si parla tanto di globalizzazione e di confini più vicini, in questa nostra
inquieta modernità, e così viviamo nel mondo che aspetta il nuovo anno.

Proviamo a farlo nel silenzio e nel rispetto del dolore, così anche il
nostro pensiero potrà essere un po' più globale, se riuscirà a occuparsi
dell'uomo.

Cioè gli altri, cioè noi.
mai stato così in accordo con te.
la massima solidarietà per i popoli colpiti.
 
maurocip ha scritto:Su questo concordo, ma il ricordo, il "minuto di silenzio", non solo atti solo demagogici, ma sono comunque il fermarsi un attimo e (chi ci crede) pregare per le vittime di questa immane tragedia. Io preferisco un minuto di silenzio, l'evitare di sparare i botti al nulla.... Poi gli atti di solidarietà seguono altre strade e non sono mutuamente esclusive, non trovi? ciao
Perfettamente d'accordo con te. Ogni altra parola rischia di essere superflua.

Ogni tanto, fermarsi solo per un attimo e meditare (più o meno religiosamente) è un esercizio, assai poco costoso, che permetterebbe a tanti di cambiare prospettiva su molti aspetti della nostra esistenza.

Saluti Francesco.
 
botti

sentendoli, ieri sera mi sono talmente irritato che avrei voluto pestarli di botte, tutti quegli idioti che trovano sfogo con un boom.
che c......i.:( :(
 
fefochip ha scritto:
e allora visto che si è sempre fatto cosi non apriamo gli occhi.
tanto è troppo tardi.
pensiamo a ingrassarci nei nostri bei cenoni di capodanno .
festeggiamo spensierati questa ***** di 2004 e abbracciamo con gioia un 2005 che inizierà sicuramente peggio.
the show must go on

fa fatica eh guardare in faccia la realtà?
fa fatica pensare che noi mentre ci pappiamo le nostre lenticchie gli altri stanno in un mare di disperazione .
e la fatica ancora piu dura è pensare che questo è sempre successo ...quindi perchè preoccuparsene
continuiamo cosi va... visto che l'abbiamo sempre fatto effettivamente sia prima che dopo questo evento la gente morirà di fame di stento e malattie evitabilissime a decine di migliaia .
d'altronde che ci possiamo fare.


un saluto a tutti

fefochip

Personalmente gli occhi li ho tenuti sempre aperti e la realtà la guardo si con fatica, ma perchè mi ferisce, è terribile, è triste ed essendo un tipo sensibile non posso non esserne ferito.
Quello che non sopporto sono le ipocrisie, chi sfrutta queste tragedie per schifosa propaganda e demagogia. Come si fa a dire 2 giorni prima del 31 che non si spareranno botti e che la somma sarà devoluta a quelle popolazioni quando le amministrazioni hanno già stipulato i contratti con le ditte fornitrici ? Pagheremo sia per l'uno e per l'altro ?
E allora perchè non hanno annullato i concerti ? Forse perchè il popolo si sarebbe inca**ato in barba alla solidarietà ?
'E lecito festeggiare a metà, sacrificando però quello che costa meno ?
NO, ragazzi, sono stufo di farmi prendere per i fondelli. Così come l'IVA sugli SMS: ci avevano provato....
E così come le finte facce appese di chi fa ascolto intervistando i superstiti come se non sapessimo già abbastanza della tragedia.
Se penso che ancora oggi paghiamo un contributo per il terremoto del Belice.......
Mah....

Ale
 
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