Constatata l'interessante "deriva" che sta prendendo la discussione, non posso che portare i miei 2 centesimi: premetto infatti che l'argomento della mia tesi di laurea in marketing, nel 1995, era il cosiddetto "Disney touch" e gli elementi ad esso correlati...
Molto sinteticamente e senza andare troppo OT, si può affermare che ciò che ha decretato il successo universale delle pellicole non è solo la mera tecnica, ma soprattutto - appunto - l'esplorazione di suggestioni a cavallo tra psicologia, filosofia e letteratura classica. Alcune di esse possono essere rintracciate anche fisicamente nei parchi di divertimento, che si rivelano luoghi 'effettivamente' fiabeschi proprio attraverso il lavoro subliminale effettuato dagli "imagineering" (quella figura mediana inventata dalla Disney sintesi fra ingegnere/scenografo/arredatore, cui compete la realizzazione di habitat fuori dal tempo basati sulla fusione concetto-architettura).
Da Biancaneve a Pinocchio, da alcuni episodi di Fantasia sino ad arrivare al Re Leone, è stimolante rintracciare tra le righe dei diversi plot riferimenti più o meno palesi al complesso di Edipo o alla competizione madre/figlia, senza dimenticare i sottolissimi elementi 'sensuali' che rendono attraenti e coinvolgenti le immagini sia per i bambini che per gli adulti in modo analogo (ad esempio, in Peter Pan la gelosia di un'avvenente Trilli per Wendy, il bagno nel fiume nella "Pastorale" di Fantasia o il Grillo Parlante tra le figurine femminili degli orologi in Pinocchio).
Il Re Leone stesso, del resto, attinge a piene mani e in modo palese da tragedie come "Amleto" ed "Edipo Re".
Nello specifico, quello che rende a suo modo unico Bambi non è solo la morte violenta della madre, non mostrata ma immaginata e, proprio per questo, più inquietante agli occhi dello spettatore; il film infatti è divenuto modello storico in psicologia per l'importanza ricoperta dal padre e dal ruolo-guida da esso svolto sulla formazione dei figli.
In tal senso è ormai leggendario
il giudizio che ne ha dato Quentin Tarantino... regista sì "pulp" ma rimasto indelebilmente segnato dalla visione infantile della pellicola.
Argh: scusate la lunghezza del post....!
P.S.: a proposito di tristezza... le mie figlie mi hanno fatto "riscoprire" alcune scene veramente devastanti in Bianca & Bernie (ovvero quando nell'orfanotrofio la bimba vede scelte solo altre fanciulle dai potenziali genitori, piangendo sul davanzale della finestra)!
