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[BD] PHILADELPHIA

  • Autore discussione Autore discussione alpy
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alpy

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Genova
Finito di vedere poco fa: trasferimento magistrale da parte di Sony, per me è un 4K anche se non ufficialmente dichiarato, con una nitidezza quasi sempre strepitosa, così come la resa cromatica e la grana finissima. Un 35mm con la precisione e la stabilità del digitale.
Per il resto poco da dire. Insieme a Schindler's List non lo vedevo dall'uscita al cinema, visto "l'impegno" emotivo. Un BD da avere, soprattutto visto il prezzo stracciato!!
 
Visto stasera per la prima volta, il film è molto bello anche se me lo aspettavo ancora meglio vista la fama che lo accompagna.

Le tematiche ovviamente sono di importanza capitale, trattate veramente molto bene, gli attori straordinari entrambi (meritato l'Oscar per Hanks, assolutamente), più di tutto mi è piaciuto il percorso di D. Washington dall'inizio alla fine del film.

Quadro chiaramente fedele al girato, totale assenza di filtri...a me il video ha entusiasmato meno rispetto agli amici che hanno commentato in precedenza, ma credo sia più che altro dovuto alla fotografia del film...i colori mi sono parsi un po' "slavati", anche se l'immagine è molto compatta e la grana molto fine; insomma, sicuramente l'ho trovato un buon video, ma non sono rimasto particolarmente impressionato.

Audio funzionale al tipo di film.

Sicuramente acquisto consigliato, e per il film e per il prezzo stracciato a cui si trova
 
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La fotografia è un po' cupa (cosa che non mi meraviglia, visto il tema) ma ricordo che anche nelle scene senza colori accesi, spesso salta fuori qualche colore molto forte che contrasta nella scena.
 
Blu-ray eccellente, credo sia difficile vedere meglio questo film, la tonalità scura della fotografia magari non esalta il supporto, ma avercene così di trasferimenti.
Audio italiano in dolby surround, nella media, non ho sentito quello originale ma leggo nelle specifiche 5.0 DTS-HD MA...5.0??

Il film è molto bello, fra i migliori di Demme, con cast di grandi nomi in ottima forma.

Consiglio poi a chi ha ancora l'edizione doppio dvd di tenersi stretto il dvd 1, quello col commento del regista e dello sceneggiatore, che qua sul bd puntualmente è scomparso.
Sarà un caso, ma è successa la stessa cosa in altri recenti bd della Sony, come Qualcosa è cambiato e Come eravamo: commento audio presente sul vecchio dvd, depennato sul bd...qualcuno sa perchè?
A me viene anche da pensare che in quei commenti venivano dette cose non molto gradite alla Sony...certo che è un peccato fare belle edizioni video ma sempre incomplete.
 
In compenso ho visto l'altra sera gli extra (cosa che faccio quasi mai sinceramente) e li ho trovati quanto mai interessanti ma allo stesso struggenti...il documentario che racconta le storie reali delle persone malate di AIDS (che certamente non ci sono più) è un pugno nello stomaco, toccante veramente
 
Si quello è vero, c'è diversa roba che non ho visto come quel documentario che immagino sarà bello...comunque il commento degli autori in un film è una cosa penso sempre interessante...io dico hanno parlato "troppo" :D
 
De gustibus, io ho sentito i commenti del regista (e degli sceneggiatori e produttori) solo per Lost, quando ero da ricovero per questa serie...onestamente non credo mi metterò mai a vedere un film sentendo parlare il regista per tutta la durata, non l'ho fatto neanche per film che amo tantissimo (ad esempio i vari di Eastwood e Qualcuno Volò sul Nido del Cuculo)...

A mio parere stare a sentire due ore il perché e il per come di ogni singola inquadratura leva la magia di un film, un conto sono gli extra ma non rivedere un film sentendo parlare il regista e/o il produttore.

Ovviamente imho eh...
 
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Per me prima di tutto viene il film, e per fortuna han fatto un bel lavoro...poi per gli extra ci vorrebbe tempo.
Immagino però che a qualcuno dia fastidio quando manca roba che sul dvd c'era, vedi il commento degli autori.
Per questo mi son limitato a segnalare di tenersi il dvd se interessa tale cosa...per chi ovviamente ce lo aveva.
 
Ancora oggi, nel 2013, assistiamo ad una profonda discriminazione in campo comunicativo delle problematiche sociali, alcune tematiche sono assolutamente tabù, altre sono volutamente ignorate, altre circoscritte, difficile dar voce a chi non vien permesso di parlare, negato poter affrontare e trattare liberamente di un "male" se considerato la "piaga sociale" del momento. Nei primi anni 90' l'AIDS faceva ancora innumerevoli vittime in occidente, lo spauracchio di un nemico invisibile era fortemente di attualità, parlarne era difficile, accettarlo ancora meno, affrontare un tale tema in ambito cinematografico sembrava impossibile, troppi i rischi, troppa la paura di offender qualcuno. Jonathan Demme ( non nuovo a queste tematiche ) prese le redini di un progetto tanto ambizioso quanto complesso nel 1993, non può essere considerato un "precursore" della tematica ( addirittura già affrontata da Fellini 30 anni prima ) ma certamente l'artefice di una equilibrata e super partes analisi non solo sull'omosessualità ma anche su quella immonda bestia che è il pregiudizio (dis)umano. Ritratto annebbiato e caotico di una società perbenista, intollerante e discriminante il titolo in questione sfoggia una rappresentazione magistrale, valida e lucida su una tremenda malattia e le sue agghiaccianti conseguenze fisiche e sociali, una finestra diretta non solo su un'evidente appassimento del corpo, ma anche dello spirito, un film polisemico, che affronta infatti la morte non solo di un uomo e della sua dignità ma anche della stessa collettività di cui fa ( ? ) parte. Per esser credibile questa "finzione filmica" necessitava di una star in grado di affrontare con divina devozione un ruolo così complesso, mai scelta fu più giusta, Tom Hanks riveste con incredibile realismo i panni del giovane Andrew Becket, brillante avvocato licenziato a causa della sua malattia. Un vortice di animalesca cattiveria e indicibile incomprensione sarà cornice di un film delicato e toccante, narrativamente tendente al prolisso e all'esagerazione, ma che c'entra appieno il bersaglio raggiungendo un alchimia perfetta tra dramma sociale e thriller giuridico. Menzione d'onore per una straordinaria colonna sonora firmata dal pluripremiato Howard Shore, che accompagna con naturale "dignità" ogni passo del film, a partire dalla canzone di apertura ( streets of Philadelphia di Bruce Springsteen ). Tutti, tutti dovrebbero vederlo, per capire, per RIFLETTERE ...

Disco eccezionale, anzi perfetto sotto il profilo video, una pulizia dell'immagine incredibile, nessun filtro o alterazione della pellicola originale, audio ottimo anch'esso

FILM 9
VIDEO 10
AUDIO 8,5
 
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