[BD] L'Armata Brancaleone

MastroTJ

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Qualcuno lo ha acquistato (edizione Eagle / Titanus)? si nota una grana abbastanza decente (forse un po' di freeze ogni tanto), colori filmici, quello che invece non mi convince è il quadro, sembra tutto ingrandito, senza armonia nella composizione, a mio parere manca una fetta di film su tutti i lati (piedi tagliati, torri tagliate, soggetti che sembrano ravvicinati rispetto al buon senso dell'inquadratura), però è solo un'impressione, non ho riscontro, anzi anche su IMDB alcune immagini sembrano confermare alcune inquadrature (ma non ne conosco la fonte).
 
L'ho acquistato e me ne sono pentito, avevo notato anch'io qualcosa di strano ai bordi ma quello che non sopporto più è la personale visione cromatica che impone la cineteca di Bologna/immagine ritrovata, che in questo restauro è all'ennessima potenza. Allucinante, a mio gusto.
 
Su questo non mi trovi d'accordo, i colori sono filmici dell'epoca, trovo anzi asettici e poco filmici quelli brillanti che spesso ci ritroviamo, ricalibrati per piacere sui luminosi oled.

Diciamo poi che la cineteca è composta da persone che hanno una immensa competenza cinematografica e le scelte possono ovviamente non piacere, i gusti sono gusti, ma chi poi distribuisce il supporto fisico può variare la colorimetria in fase di compressione, sicuramente non c'è nessuna imposizione, è solo che quella è la strada giusta per rispettare il prodotto di un'altra epoca.

Poi alcuni prodotti tipo il primo Fantozzi, li trovo eccessivi anche io, però le predominanti esistono in natura, ovunque, specialmente negli ambienti chiusi, i colori sempre uguali, i contrasti "fighi" ovunque sono sbagliati e spesso viene fatto proprio questo tipo di lavoro che non condivido.
 
Stento veramente a crederci che la colorimetria fosse quella di questo bluray...col cielo che è verde acqua per non dire verde, e l'erba che forse proviene da un pianeta alieno.... tanto per fare due esempi.
Proprio nei contenuti speciali di Fantozzi (restauro 2021) c'è un direttore della cineteca che spiega bene la loro filosofia.
Che sarebbe quella di dare ai film l'esperienza di visione che si aveva guardando la pellicola proiettata nelle sale all'epoca. Quindi con le alterazioni cromatiche derivate dalla stampa, dalla qualità delle pellicola delle copie di proiezione e dalle lampade dei proiettori. Questa per me non è filologia, è un interpretazione nostalgica personale, un imposizione che non corrisponde alla scelta artistica di regista/direttore della fotografia di un film.
 
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