Visto oggi. Il film mi è piaciuto molto e concordo con chi dice che sia una critica al fondamentalismo religioso e non necessariamente a quello cristiano.
In generale, però, si rivolge a tutti i tipi di integralismo, non soltanto religiosi. Posizione chiaramente suggerita da Ipazia stessa, quando afferma che, come scienzata, il suo compito e dovere è quello di mettere tutto in discussione, mentre il religioso (a cui si sta rivolgendo) non può farlo, perché costretto ad accettare tutto quello in cui sostiene di credere (quindi, una metafora sviluppata a partire da una questione religiosa - con chiari riferimenti anche al rapporto tra il potere dello Stato e quello della religione - ma credo sia limitativo rinchiudere il discorso dentro questi confini).
Molto buono anche sul versante tecnico, che vanta un quadro dettagliato con una fotografia tendenzialmente sovraesposta, penso per scelta, con colori poco saturi ma con un contrasto ben calibrato, considerato il livello del nero molto basso.
Un film, a mio avviso, coraggioso, da consigliare in questi tempi dove l'omologazione è un po' troppo imperante...