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BABEL

Giandegian ha detto:
Un film sui figli, bellissimo!
ehm...veramente è un film sull'incomunicabilità.tra culture ,tra padre e figlia ,tra marito e moglie.questo è il filo conduttore del film.che poi ci siano dei figli nel caso della giapponesse è speculare alla storia(geniale il fatto che sia muta),nel caso dei figli di Pitt è casuale
 
luctul ha detto:
ehm...veramente è un film sull'incomunicabilità.tra culture ,tra padre e figlia ,tra marito e moglie.questo è il filo conduttore del film.
La bellezza di un film o di qualsiasi altra opera o creazione è quella di essere molto soggettiva agli occhi di chi l'osserva. Quello che scrivi spero sia ciò che hai ricavato da questo bel film, io ad esempio non leggo quasi mai recensioni di giornalisti o altri cosiddetti esperti, non cerco di influenzarmi e mi guardo un film, o leggo un libro o ascolto musica, vergine :cool: da ogni opinione esterna. In questo film per me esistono fondamentale quattro storie di genitori e figli, la solitudine e la disperazione della figlia e del padre giapponese, la solitudine dei figli marocchini e la disperazione del padre, la solitudine e la disperazione dei figli della coppia americana e la disperazione dei genitori in un altro angolo del mondo (il pensiero naturalmente è per i figli), la felicità e la disperazione poi della signora messicana al matrimonio del figlio. In tutto il film traspare la solitudine, l'incomunicabilità (come hai detto giustamente te) la disperazione di quattro famiglie sparse per il mondo.
 
ok come vuoi tu.ma ti assicuro che io me ne frego delle recensioni.e credo di aver capito abbastanza bene il messaggio del film confortato dalla lettura di un'intervista al regista che confermava quello che ho capito e cioè che è un film sull'incomunicabilità.quindi sono disposto ad accettare ogni visione soggettiva ma di oggettivo rimane quello che il regista ha voluto trasmetterci e che in questo caso è il problema dell'incomunicabilità.ciao
 
Struttura narrativa vecchia e stantia (dopo America Oggi ogni regista dovrebbe pensarci un pochino prima di fare un film del genere) accompagnata da una trama "esagerata" in molti passaggi. Comprendo la volontà del regista di "trasmettere" allo spettatore, ma con certe scelte, se il film non ha un'impronta surreale, si rischia di finire nel grottesco.

Doppiaggio al limite dell'imbarazzo.


io dico basta a questo genere di film veramente troppo forzati.
Già crash, per essere sempre politicamente corretto, risultava ridicolo ma questo....
 
naked ha detto:
Già crash, per essere sempre politicamente corretto, risultava ridicolo ma questo....

Non mi toccare Crash :) . Tra l'altro imho non si può definire certo politicamente corretto, cioè non è un film da "gli indiani sono buoni e i bianchi cattivi"...
 
In effetti e' una tipologia di film un po' abusata.Tra l'altro sono film difficili da seguire e in genere lunghi,lasciano mentalmente un po' esausti...
 
lukpeta ha detto:
....Tra l'altro imho non si può definire certo politicamente corretto, cioè non è un film da "gli indiani sono buoni e i bianchi cattivi"...

si ma se ci fai caso la regia è sempre attenta alle situazione e agli eventi tanto da risultare finta.

almeno questa è l'impressione che ho avuto.
 
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