Parla un legale...
chissà perchè i thread interessanti me li perdo sempre.
o arrivo tardi!!
Hanno più o meno detto tutti la loro, e riconoscendo che la precisazione di Peter è esatta, resta ilfatto che se acquisto un prodotto che non è di importazione americana, e gode di garanzia europea, ho diritto alla copertura.
In che modo? vado ad informarmi se il centro assistenza sotto casa mia è convenzionato col distributore italiano o ha contatti + in alto; per cui se posso, faccio ricorso a lui, sennò rispedisco indietro dove ho comprato, e ci DEVE pensare lui(col tempo che ci vuole).
Questo è quanto: l'errore ed il conseguente sdegno che ne può derivare da quel bannerino(ma dico: la infocus prima di invitare a pubblicare certe cose ha chiesto ad un legale se ciò che scriveva era corretto a stretto rigor di legge?

), sta nel fatto che vengono dette alcune cose non veritiere, le quali sfociano in una vera e propria affermazione di confine tra la diffamazione ed una affermazione raggirante(elemento che saprete essere alla base della truffa).
Quindi, quantomeno, da legale, inviterei la infocus a modificare il banner, e questo lo dico ad Emidio, vista le responsabilità diretta(o oggettiva che dir si voglia , unica che resta in vigore nel codice penale italiano; appunto quella del direttore editore di una testata di pubblicazione....) che ha un direttore(in questo caso amministratore), per ora sospenderei quel banner in attesa di un chiarimento da parte di persone + informate.
Inoltre mi sembra di aver letto che coloro che stanno dall'altra parte son stati avvertiti da qualcuno (Ma non si è sempre cercato di avvertire l'altra campana quando la si attaccava?O almeno era questo che ci veniva sempre predicato: in questo caso perchè no?!?).
Ebbene se decidono di agire....
Discorso ricarico:
qualche settimana fa mi sono attaccato duramente col distributore del centro sud della Soundstream perchè ho trovato su internet un Tarantula a meno di 1/4 del prezzo di listino da loro applicato(400 EUro a fronte di un listino di 1500/1600).
Sul Sub stavamo anche peggio: 140 dollari a fronte di 1400 euro
I termini coi quali definivo questa politica son stati al limite della vera e propria ingiuria, ANZI CALUNNIA: ovviamente anche lui ha risposto per le rime, anche perchè finalmente aveva davanti fisicamente uno di quei tipi occhialuti e saccenti che chiedono il prezzo, poi vanno su internet lo comprano altrove e fanno poi gli sciccosi intelligenti e dannoo dei fessi imbroglioni ai distributori.
Sbullonatici dalle nostre rispettive posizioni ci siam messi al tavolino davanti ad un pc per capire il fenomeno.
I prezzi riportati da me son veri, ma in realtà il Tarantula in Usa prezzo di listino stava ad 800 dollari, x cui aggiungiamo il dazio del 20%, le spese di invio, il ricarico dell'importatore italiano esclusivista(si paga), poi l'invio nel negozio, il ricarico del negozio, a 1200 euro, 1300 ci siamo quasi.
Tutto il resto è quello che si mangia ad uffa(da chi? ), ma per averlo sotto casa mia ci può stare: invece di sbattermi in imprese arrischiate.
Stesso discorso per il sub: partendo dal listino ufficiale che c'è in usa, ed aggiungendo le varie voci, arriviamo "QUASI" al prezzo di listino applicato dall'importatore italiano.
A questo punto tre considerazioni finali:
La scelta e le storture
1) Inutile imbullonarsi su chi faccia meglio:
1A) se mi va di rischiare e non patisco troppo le attese ed i tempi morti, e mi piace il rischio, e godo di una utilità marginale più alta sui soldi da me spesi, allora ricorro allo strumento internet(risparmiando in modo considerevole: e magari alla stessa cifra mi compro due volte e + lo stesso prodotto!)
1B) se odio rischiare, se in realtà quei soldi spesi in più per me son pochi(utilità marginale ridotta: dipende tutto dalle proprie personalissime disponibilità), se odio le attese e non mi va di scervellarmi troppo, allora resto fedele al negoziante sotto casa, (col quale ci son pure amico , magari!)
Il vero problema è quando questo teorema viene smontato non nella prima parte, dove appunto le prese in giro o i veri e propri raggiri sono accettati e insiti nella scelta(non sempre però....), ma quando nella seconda scelta ci troviamo di fronte a maleducazione, a reticenze degne di un furbastro di serie C, o ad attese estenuanti ed inspiegabili, quando all'atto dell'acquisto era stato proprio lo spauracchio per dissuaderci della spesa su internet.
Insomma, tutte le situazioni che ti fanno rimpiangere di non aver fatto ricorso al giochino della opzione 1A).
Ecco da qui a volte la Ns. inkavolatura: perchè noi, più di altri, siamo ben consci della prima opzione e abbiamo tutti gli strumenti necessari a fare ricorso alla prima opzione(sapere, carta di credito e collegamento a internet).
MA chi ci mangia?
Fatti tutti i calcoli, le pur degne spiegazioni dell'Andrea nazionale, lasciano il tempo che trovano quando il rapporto costi/prezzo finale, non corrisponde affatto con quanto calcolato. In altri termini: se un prodotto
NELLO STESSO MERCATO(scusate: ma tutto quello che Prodi ci ha fatto cacciare anni addietro e che non ci ha più restituito era per farci entrare in cosa? COMUNITA' ECONOMICA EUROPEA o no? che poi si chiamava MERCATO COMUNE EUROPEO, ma così era troppo palese , e così negli anni '70, guarda là appena internet sorgeva..., lo cambiarono il nome...)in un paese costa 400, come mai al paese mio costa 1600

???
in tal caso, o sperano che nessuno sappia(italiano, popolo che conosce meno di tutti l'inglese, ecco come sperano di turlupinarci!!), o si avventurano in pindariche spiegazioni che soddisfano l'italiano pigro(uno che non impara la lingua inglese figurati se capisce l'italiano, lingua ancora più prolissa e complessa!), ma che alla persona di cultura medio elevata (che sa l'inglese, legge internet, e capisce bene l'italiano) non va proprio giù.
Ecco la nostra indignazione. Noi siam l'avanguardia della cultura elettronica in Italia, e che qualcuno venga a scomodarsi fino a casa nostra per spiegarci (nel modo maldestro in cui l'ha fatto) queste cose, ovvio che a noi non vada giù.
Dove sta il furbo?
Torniamo all'esempio Soundstream: allora da dove arriva quel sub a 140 dollari perfettamente identico a quello venduto nel negozio sotto casa al decuplo del prezzo?
Il distributore soundstream, spingeva nell'affermare che era un ladro quel venditore: ma se a me arriva il prodotto identico dentro casa, e se mi si rompe e rispedendolo me lo ripara la fabbrica, allora chi ha permesso che lo stesso prodotto sia stato venduto sotto costo rispetto ai prezzi consigliati dalla stessa fabbrica?
Son pronto a scommettere che alla Philips quando seppero che si vendevano i 963sa a 400 euro qualche testa è saltata.
Qui la mia analisi si ferma: potrei pensare a elementi all'interno del magazzino conniventi, ad altro , ma qui io proprio non posso arrivarci!!
Pensierino finale: siamo in epoca internet, e se si vuol sapere una cosa(figuriamoci il prezzo di un prodotto venduto al pubblico), la si può sapere.
Chi sta nel commercio inizi ad accettare questo stato di cose e non faccia il reazionario nobile della restaurazione di Vienna del 1815.
Non può più fare certi giochini, ed i veri vincitori saranno chi sapranno capire il nuovo strumento prima e meglio degli altri!!
Avanti avanguardia!!!
(mi sembra di vivere MAtrix!!)
walk on
sasadf