Aumentare frequenze bassi. E' possibile?

non sapevo che i mcintosh avessero il loudness, come mai se questa caratteristica non è audiofila una casa come mcintosh la implementa ancora?
 
Confermo, i McIntosh hanno da sempre sia i controlli di tono che il Loudness; tra l'altro il Loudness è del tipo a controllo separato continuo, ovvero non asservito al controllo di volume, ma regolabile indipendentemente, quindi si può regolarne l'intervento in modo separato da volume di ascolto.

La risposta alla tua domanda potrebbe essere duplice, ovvero:

- per gli audiofili veri e puri i McIntosh non sono veri ampli Hi-Fi, tantomeno da prendere in considerazione,

- Mc e tutti gli altri appassionati, invece, ritengono che si possano benissimo implementare, facendo le cose per bene, poichè possono servire, in particolare il Loudness, poichè compensa una caratteristica comune a tutte le orecchie umane, comprese quelle audiofile, la perdita di sensibilità ai bassi livelli.

E' ben vero che l'audiofilo vero non percepisce i buchi di 15 dB magari a 35 Hz presenti nel proprio ambiente e il calo di altrettanti in gamma bassa man mano che scende il livello di ascolto, però stranamente riesce a percepire le differenze tra un cavo di alimentazione ed un altro, persino tra una spina di alimentazione ed un'altra.
 
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se me lo cambiassero, su consa potrei indirizzarmi a qualla cifra (799 euro) o con qualche spicciolo in più per avere le caratteristiche che a me pèiaccioni di più: suono meno frizzante, bassi più profondi ecc.......
vi ringrazio

Non l'ho mai avuto, ma l'ho ascoltato con vari diffusori...il sugden a21.
Unica cosa che credo costi un po' di più...
 
Su loudness vs audiofili: l'idea di "equalizzare" l'orecchio dell'ascoltatore è di per sé fuorviante, l'obiettivo è riprodurre fedelmente il suono così come era in origine, alterarlo per compensare i limiti dell'orecchio dell'ascoltatore fa perdere il requisito di fedeltà.

Su fedeltà vs musica elettrica/elettronica/computerizzata: il limite di quanto sopra esposto è che alcuni suoni non esistono in natura, rendendo astratto il discorso; si può comunque fare riferimento come "originale" al suono sulle casse monitor usate dal compositore / esecutore ecc

Su loudness vs utente non audiofilo: fermo restando che il loudness dovrebbe compensare la inefficienza dell'orecchio ai bassi volumi, è sempre stato molto diffuso l'uso di tenerlo sempre attivo a prescindere dal volume (sempre che non vi fosse collegato automaticamente) per ottenere da impianti per lo più mediocri un suono gradevole. Una specie di Bose-style fatto in casa... :sofico:
 
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Su loudness vs audiofili: l'idea di "equalizzare" l'orecchio dell'ascoltatore è di per sé fuorviante, l'obiettivo è riprodurre fedelmente il suono così come era in origine, alterarlo per compensare i limiti dell'orecchio dell'ascoltatore fa perdere il requisito di fedeltà.

Se permetti, è molto fuorviante invece questa storia di "non alterare"…. probabilmente non hai idea di quante "alterazioni" (come le definiscono gli audiofili) subisce una registrazione in fase di mixing…

Il vero problema del loudness è a mio avviso uno solo: il software o l'elettronica che lo applica non ha la più pallida idea di quale sia il livello reference (per ogni brano) in base al quale calcolare la compensazione, con il risultato che tale compensazione diventa piuttosto arbitraria…. Nel mondo del cinema esistono standard che permettono di saperlo, ma non nel mondo hi-fi.
 
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