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Ancora tradito dal ciclismo....

Appena tratto da Repubblica

L'attacco di Cunego. Parole durissime pure da parte di Damiano Cunego, altro campione della bicicletta nostrana e ultimo italiano, prima di Riccò, a rivestire la maglia bianca di miglior giovane nel Tour del 2006. "La positività al doping di Riccò conferma che il ciclismo è sempre allo stesso punto - ha tuonato il veronese - si annuncia di aver intrapreso la strada giusta per risollevarsi ma evidentemente non è così". Lo scalatore ha poi proseguito appoggiando la decisione di fermare Riccò, definendolo "un provvedimento giusto".

Aggiungo io:
se Cunego scoppia in salita, scoppiassero pure gli altri e chi scoppia più tardi vince la tappa.

Daje Damiano!!!
 
Cerchiamo per una volta di essere seri:
Nel ciclismo i controlli li fanno; e li fanno sul serio!!!!!
vorei vedere se applicassero gli stessi controlli che fanno nel ciclismo ad altri sport, tanto per fare un esempio al CALCIO.
Andate a leggere che fine hanno fatto alcuni giocatori che militavano nei nostri campi di calcio negli anni '70.

A Riccò avrei una cosa sola da dire:
"almeno stai zitto!!"

Saluti
 
papazli ha detto:
Cerchiamo per una volta di essere seri:
Nel ciclismo i controlli li fanno; e li fanno sul serio!!!!!
Diciamo che ci provano.
Tu giureresti che tutti quelli che stanno correndo ora il Tour sono puliti?
Io sono convinto che perfettamente regolari non ce n'e' manco uno.
Giusto comunque il richiamo agli altri sport. E' ovvio che negli sport individuali il doping assume un peso diverso.
Resta il fatto che stiamo vivendo in una enorme ipocrisia e non si capisce come se ne possa uscire.
 
Riccò è stato trovato positivo all'EPO di terza generazione, ovvero attualmente la più difficile da scoprire ai test... significa che da parte delle case farmaceutiche c'è un continuo investimento in R&S per produrre farmaci del genere, che poi saranno pure utili a fini terapeutici come vogliono sostenere... ma credo si possa tranquillamente dire che ad esempio nel ciclismo vince chi ha il "farmacista" migliore, che sa scegliere alla perfezione i tempi di assunzione delle sostanze in modo tale che "svaniscano" in caso di eventuali controlli post-gara... la realtà è questa e gli atleti non sono altro che cavie da laboratorio, con la prospettiva comunque esaltante della ribalta e del successo e si possono ritenere puliti solo quelli che hanno prestazioni nella norma o che appunto ogni tanto scoppiano... i "mostri" sono appunto mostri della chimica.
 
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