Ancora sulla multiamplicazione (semi) attiva

il Carletto

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Ancora sulla multiamplificazione (semi) attiva

Buongiorno a tutti, da un po' di tempo sono alla ricerca del modo migliore per pilotare le mie amate Martin Logan.
Sto dismettendo la sezione HT per concentrarmi sull'ascolto in stereo. A questo punto mi ritrovo con un finale Krell Kav 500 che utilizzo in biamplificazione passiva, con quattro canali dei cinque disponibili collegati ognuno agli ingressi delle ML.
Rispetto alla configurazione precedente, con solo due canali collegati in semplice biwiring, ho avuto un grande incremento delle prestazioni sulla parte bassa.
Alternativamente uso il mio valvolare Michaelson & Austin, che mi soddisfa moltissimo sui medioalti ma con una parte bassa un po' troppo "gommosa" rispetto al Krell (ovvio...).
Volendo unire i pregi dello stato solido Krell a quelli delle valvole inglesi, ho provato la passiva con entrambi i finali ma con pessimi risultati, dovuti all'evidente squilibrio di potenze e impedenze.

Mi resta la voglia di provare la biamplificazione attiva, ma mi spaventa l'idea di dover modificare i diffusori con l'esclusione del crossover interno.
La mia domanda era: se io utilizzassi un crossover digitale, tipo un classico Boheringer, per filtrare a monte dei finali il segnale che poi gli mando, quali inconvenienti andrei ad incontrare nell'uso congiunto di un cross esterno e di quello interno dei diffusori?
Fondamentalmente vorrei far lavorare il valvolare solo sul range di frequenze dove dà il meglio di se.

Spero che i più tecnici di voi non mi vogliano linciare :)
 
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Andrebbe verificato lo schema del crossover interno in modo da realizzare un crossover attivo da installare a monte dei diffusori che simuli una risposta analoga nel caso il crossover passivo interno ai diffusori abbia qualche cella particolare che lo differenzia dai tagli "classici". Fatto ciò, sarebbe rigoroso eliminare il crossover interno al fine di non alterare le pendenze dei tagli scelte dal Progettista.
Nel caso occorrerebbe, comunque, che gli amplificatori finali avessero la stessa potenza su entrambe le vie (salvo che nel crossover interno non sia prevista qualche attenuazione ma, nel caso, potrebbe non essere banale ottimizzare il tutto in termini di sensibilità). Amplificatori di potenze diverse sulle varie vie si installano in ambito pro in caso di trasduttori con efficienze diverse (es. un woofer da 103 db/2.83Vm abbinato ad un driver a compressione da 110 db/2.83Vm).
Considerato che le tue belle Martin Logan sono ibride, non è da escludere che il crossover non sia semplice semplice in quanto accoppiare un trasduttore dinamico con un trasduttore elettrostatico è, in generale, tutt'altro che banale.
Io lascerei i diffusori così come sono ed installerei due amplificatori per canale della stessa potenza e con identico guadagno. Trovo che sia la soluzione che riduce al minimo le variabili e, pertanto, ti permette di non infilarti in un molto probabile ginepraio.
Ciao, Enzo
 
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Grazie Enzo, speravo in una tua risposta :)
La soluzione da te prospettata è quella che sto utilizzando in questo periodo, con i quattro canali del Krell che possono essere assimilati a due finali stereo identici.
Purtroppo non sono davvero soddisfatto della resa in quanto ora la gamma bassa ha una preponderanza esagerata rispetto a prima. Inoltre vorrei un suono più raffinato in gamma alta, proprio quello che il mio valvolare mi regala. In un impianto rivelatore come il mio il Krell svela la sua natura HT, per quanto sia considerato uno dei più musicali della categoria.

Avevo pensato alla biamp attiva dopo aver letto che Roger Sanders (c'è il suo zampino nelle Martin Logan, in quanto ha inventato il pannello elettrostatico curvo) nel suo System prevede di serie, oltre ai suoi diffusori, proprio un cross Boehringer unito a due finali specifici, uno per il pannello e uno per il woofer dinamico.

Comunque hai ragione , la possibilità di ficcarsi in un ginepraio è altissima
 
Sì: alle elettrostatiche non la si racconta... Sono molto esigenti nei confronti di ciò che gli sta a monte (sorgenti, pre e finali) ed intorno (ambiente) e, se ben ottimizzate, regalano sensazioni che pochi diffusori danno. Hai visto come hanno selezionato i dac: non gli sono piaciuti né il Goldenote né l'Exposure. Lo hanno detto loro alle tue orecchie cosa preferivano. Per tua fortuna non ne hai ascoltati di estremi, altrimenti, sarebbero stati guai grossi.
Per quanto sopra, tornando alla biamplificazione, sono sempre guai anche volendo ridurre le variabili (installare quattro finali identici o due stereo identici). L'ideale sarebbe trovare un negoziante che ti presti vari amplificatori da provare perché solo così, nel tuo ambiente con i tuoi diffusori, puoi trovare il finale che meglio si presta al non facile compito.
Ciao, Enzo
 
È vero, le elettrostatiche sono esigentissime, ma quando si riescono a soddisfare le loro richieste regalano emozioni esaltanti. Certo, bisogna amarle perchè non sono certo diffusori perfetti (ma esistono?).
Il nuovo arrivato, il Nad M51, è stato accolto benissimo, ma se usato anche come pre e non solo come dac. Il quel caso la sua neutralità e trasparenza sono state estremamente gradite, sia con le valvole che con lo stato solido.

Probabilmente inizierò a cercare un finale che sia a metà strada fra l'irruente e cinefilo Krell e il compassato britannico TVA-1.
Vedo che hai un consistente setup basato su amplificazioni Classè, che so essere più dolci rispetto ai Krell. Potrebbe essere una buona opzione per venire incontro alle mie esigenze. Tempo fa mi era stato proposto un CA300. Lo conosci?
 
Ci sono il CA-M300 che è mono ed il CA-2300 che è stereo.
Ne ho sentito parlare bene ma l'ho ascoltato solo al TAV (non ricordo se fossero 4xCA-M300 o 2xCA-2300 che pilotavano, in biamplificazione, due B&W 802 Diamond) in condizioni tutt'altro che ottimali. Dicono che siano più raffinati del precedente CA-2200 (il CA-M200 mono non c'era). Comunque, se riesci, cerca di ascoltarlo in casa prima di acquistarlo perché qui siamo in un campo più minato del solito....
Ciao, Enzo
 
Quello che mi proposero, ora non è più disponibile.
Uno è in vendita in questi giorni sulla baia (CA300 stereo), però se mi dici che è pericoloso...
Perchè dici che è un "campo minato"?
 
Penso che il campo sia minato proprio per il fatto che le elettrostatiche sono molto rivelatrici ed hanno il loro carattere, pertanto, l'abbinamento penso che vada ben collaudato nel proprio ambiente e con le proprie elettroniche: non si tratta di un abbinamento Classè-B&W extra collaudato ed ottimizzato anche se ci sono tutti i motivi di ritenere che dovrebbero andare molto bene anche le Martin. Mi spiego: le Avalon che ho sono molto veloci e rivelatrici: per certi versi possono assomigliare un po' a delle elettrostatiche e, con i CA-M400, si sposano molto bene. Forse (ma forse) Viola, Spectral e Pass-Labs andrebbero meglio ma, certo, visto i costi, li dovrei provare a casa prima di acquistarli.
Ciao, Enzo
 
Tu escluderesti per cui un abbinamento con un valvolare sul genere ARC? Un paio di questi finali li potrei forse avere in prova, così come un Jeff Rowland, che dovrebbe essere relativamente simile ai Classè come impostazione sonora, mi pare.

Le elettrostatiche avrebbero bisogno di amplificatori che lavorino molto bene in tensione e con un fattore di smorzamento elevato, cosa che in teoria metterebbe fuori gioco la quasi totalità degli amplicatori valvolari. La realtà parrebbe diversa, a sentire la miriade di audiofili soddisfatti dall'abbinamento.
 
Non lo escludo affatto: potrebbe essere un abbinamento che va bene. Visto che hai l'occasione di provarli, provali.
Riguardo Jeff Rowland so che adesso fa molti finali in classe D. Non saprei.
Ciao, Enzo
 
Avendo un attimo di tempo, e di voglia di ricablare, ho riprovato la biamplificazione passiva con il Krell sui bassi e valvole M&A sul pannello elettrostatico. Questa volta non ho mischiato, come in precedenza, tipologie diverse di connessioni e ho utilizzato, come da voi giustamente consigliato, due splitter rca sui ognuno dei canali in uscita dal pre.
Molto, molto meglio in termini di ronzio, ma una cosa mi lascia perplesso: mi aspettavo uno squilibrio sul lato dei bassi, essendo il Krell nominalmente più potente, e invece i medioalti sono più in evidenza di prima, al punto che sul Kav500 ho agito sullo switch che aumenta il guadagno +6db e pure sullo stesso tipo di switch che aumenta, o meglio riporta a zero, il guadagno del woofer dinamico delle mie Martin Logan.
Ora l'equilibrio sembra ok, ma è possibile che ci fosse una differenza così notevole?
 
Pensavo di essere sovrastato dai bassi e invece succede il contrario, nonostante il M&A sia accreditato di 75W, contro i 120W del Krell (due canali).
Quando misi in biamp quattro canali di quest'ultimo infatti accadde proprio quello, troppi bassi, nonostante i finali fossero assolutamente identici.
Mah, evidentemente i dati di targa non sono tutto in una configurazione del genere.
Ora comunque l'equilibrio sembrerebbe ok. Continuo ad essere incredibilmente impressionato dalle doti della sezione preamp del dac Nad M51. Oramai ha scalzato il mio Krell.
 
Tra 75 W e 120 W la differenza è di soli +2 db (sempre che la potenza del multicanale sia reale perché, di solito, è di fantasia). Potrebbe essere che il Krell abbia 10 db di sensibilità in meno che vuol dire che bisogna dargli in ingresso una tensione pari a 3 volte la tensione in ingresso al TVA-1 per avere la stessa tensione in uscita.
Ciao, Enzo
 
Toglimi solo una curiosità, cosa intendi con "biamplificazione passiva"?

Così, a lume di naso, mi sembra che per fare una multiamplficazione si debba utilizzare un ampli per ciascuna via (l'ideale) o gruppi di vie (ad esempio: woofer e mid+tweeter).

Poichè gli amplificatori sono necessariamente componenti attivi, a quanto mi risulta, cosa sarebbe il "passivo"?

L'unica cosa che mi viene in mente è il crossover, poichè in ambito consumer si utilizza solitamente quello interno ai diffusori, mentre in campo pro o in impianti particolarmente sofisticati si utilizzano crossover elettronici, ma in ogni caso la multiamplificazione è fatta, per forza di cose, allo stesso modo: sempre e solo attiva.

Al più si può distinguere se si impiega una filtratura passiva o attiva, ma non c'entra nulla con l'amplficazione, sono due cose ben distinte.

Ciao
 
Generalmente si intende biamplificazione (o multiamplificazione nel caso sistemi 3/4 vie) attiva quella in cui il segnale è filtrato da un crossover elettronico a monte dei finali, i quali lavorano solo sul rispettivo spettro di frequenze specifico determinato dal taglio impostato.
La biamplificazione passiva prevede che due (o più) finali ricevano dal pre l'intero spettro, senza interposizione di un crossover a monte, e alimentino singolarmente i morsetti di un diffusore predisposto per il biwiring.
Si può dedurre che nel primo caso le prestazioni saranno teoricamente superiori, in quanto i finali dedicati alla gamma alta non dovranno occuparsi di lavorare anche sulla gamma bassa e viceversa. Fermo restando le difficoltà legate al settaggio corretto del crossover elettronico.

È piuttosto frequente la biamplificazione con un finale a valvole sui medioalti e uno a stato solido per i bassi, in modo da godere dei pregi di entrambe le tipologie di amplificazione.
Proprio quello che sto cercando di fare :)
 
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Grazie per confermato quanto avevo appena scritto, rimane solo quel "Generalmente" che hai utilizzato, direi che generalmente si usa il termine attivo riferendosi alla filtratura.

Ciao
 
Allora: per consuetudine si utilizza il termine multiamplificazione passiva quando ci si riferisce alla filtratura passiva.
Da trent'anni che mi interesso di hi-fi ho sempre sentito riferirsi a ciò in quel modo, ovviamente sottintendendo quel che dici tu.
Anche Cadeddu in questo vecchio articolo parla di bi-amp passiva

http://www.tnt-audio.com/adeste/biwiring.html
 
Da oltre 45 anni in campo pro ho utilizzato e sentito usare terminologie differenti., compresi ponderosi testi di elettronica/acustica, poi non so cosa si scriva sui mille siti e blog in rete.

Ciao
 
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