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amplificatori HT con calibrazione acustica

KYU

New member
ciao a tutti, mi sta sorgendo un dubbio amletico: gli attuali ampli HT top di gamma Pioneer Yamaha Denon riescono veramente a risolvere problemi di acustica anche in ambienti irregolari?(domanda generale)
(domanda specifica) con uno di questi ampli posso secondo voi migliorare
la resa sonora creata con un pre Lexicon DC2 V.4 con finale Parasound 140w. THX a sette canali con software Logic 7 ?
sono curioso di conoscere esperienze in merito prima di cambiare apparecchi.
 
Kyu ti rispondo alla prima domanda. L'autocalibrazione (io posso dirti per Yamaha) funziona egregiamente se non bene, ma alla fine una regolazione di "fino" devisempre dargliela tu, in concomitanza col tuo udito / gusti. Ciao.
 
Secondo me questa roba della auto calibrazione acustica è solo fumo negli occhi che ti fa aumentare il prezzo dell'ampli.
Ma vuoi che il microfonino in dotazione, il cui costo industriale sarà di pochi centesimi di euro al chilo, riesca a sentire meglio dell'orecchio umano?
Meglio spendere l'equivalente del costo di questi aggeggi in un ampli di qualità superiore, la regolazione lasciale al tuo orecchio. ... "senti" a me... :D
 
Lokutus.a ha detto:
Secondo me questa roba della auto calibrazione acustica è solo fumo negli occhi che ti fa aumentare il prezzo dell'ampli.

Quoto integralmente. Nonostante abbia usato come base di partenza i risultati di calibrazione del mio 3805.

Ora sto pensando a strumenti più evoluti... e comunque già ad oggi ho stravolto il setup di base, ad orecchio..
 
Lokutus.a ha detto:
la regolazione lasciala al tuo orecchio. ... "senti" a me... :D
Quoto in pieno... effettivamente il cosiddetto "fine tuning" DEVE necessariamente essere fatto dal nostro orecchio in base alle nostre esigenze/gusti musicali e la calibrazione elettronica potrebbe essere un valido punto di partenza ma giammai di arrivo.
 
Forse la verità sta nel mezzo delle precedenti osservazioni.

La correzione acustica di un ambiente va fatta in base a ben precisi risultati che, una volta ottenuti, possono essere eventualmente ritoccati, ma molto poco.

Altrimenti si corre il rischio di fare una regolazione che soddisfa il nostro orecchio, ma che ha poco a che spartire con una riprouzione esatta del messaggio musicale.

Certe risonanze possono essere piacevoli e colorare il suono in modo tale da renderlo più accattivante, ma ciò non toglie che siano risonanze che non hanno nulla a che fare con il suono originale e vanno tolte, anche se al nostro orecchio piacciono.

Quanto alla validità dei sistemi automatici inseriti negli attuali ampli credo possano dare una base minima, non di più; credo che un minimo di correzioni passive, in questo caso, possano aiutare.

Per il costo delle capsule impiegate: ricordo che alcune di esse hanno ottima linearità e risposte confrontabili, specialmente se viene effettuata una piccola selezione e impiegate quelle che rientrano in certi parametri.

Quello che incide sul costo di un microfono di misura, oltre all'affidabilità, è la calibrazione individuale, ma poichè per i nostri scopi non interessa sapere esattemente la misura del livello sonoro, si possono tranquillamente utilizzare; lo scarto nella risposta di frequenza non supera il paio di dB, ampiamenti sufficienti per lo scopo cui sono impiegate.

Personalmente, invece di pagare di più un ampli perchè possiede tale caratteristica, preferisco impiegare tale somma in un semplice sistema di correzione attiva a parte, tipo i soliti Behringer e un buon software apposito; dovrò impiegare un po' di tempo, ma lo dovrei fare ugualmente anche con gli ampli di cui si parla, ed avrei qualcosa di più versatile.

Ciao
 
Scusate, ma di cosa state parlando con precisione ?
L'autocalibrazione, in genere, riguarda :
1) i livelli
2) l'equalizzazione
3) i ritardi
Sui primi due punti, gli aggiustamenti ad orecchio sono sicuramente da operare dopo l'auto-calibrazione, secondo gusti ed esigenze personali, ma sul punto 3, davvero vi mettete a smanettare ???:confused:
IMHO, il vero valore aggiunto dell'auto-calibrazione dei nostri sinto-ampli sia proprio il calcolo preciso dei ritardi in base alle distanze "virtuali", basato su un semplice ma efficace sistema di feedback, che calcola facilmente i risultati, senza il quale sarebbe necessari complessi calcoli geometrici/ matematici, da far fare ad un apposito programma software dopo aver "modellato" la vostra stanza, muri e mobili inclusi.
 
nordata ha detto:
Personalmente, invece di pagare di più un ampli perchè possiede tale caratteristica, preferisco impiegare tale somma in un semplice sistema di correzione attiva a parte, tipo i soliti Behringer e un buon software apposito; dovrò impiegare un po' di tempo, ma lo dovrei fare ugualmente anche con gli ampli di cui si parla, ed avrei qualcosa di più versatile.

D'accordo su tutto.. ma ormai l'autocalibrazione nei sintoAV è una feature che costa pochissimo.. sicuramente meno di un behringer.
 
Principalmente parlavo dell'equalizzazione.

Per quanto riguarda il livello, fatta una regolazione di base, so bene che ognuno poi si regolerà i livelli, particolarmente dei surround, a poprio gusto.

Per l'equalizzazione credo che, salvo casi particolari, di persone con orecchio particolarmente allenato ed esperto, se la si fa in base ai propri gusti, si corre il rischio di utilizzare il sistema solo come un sofisticato controllo di tono multibanda.

Ciao
 
Lokutus.a ha detto:
Secondo me questa roba della auto calibrazione acustica è solo fumo negli occhi che ti fa aumentare il prezzo dell'ampli.
Ma vuoi che il microfonino in dotazione, il cui costo industriale sarà di pochi centesimi di euro al chilo, riesca a sentire meglio dell'orecchio umano?
Meglio spendere l'equivalente del costo di questi aggeggi in un ampli di qualità superiore, la regolazione lasciale al tuo orecchio. ... "senti" a me... :D
il microfono da pochi centesimi al kg riesce sicuramente a tracciare un grafico dei vari livelli di emissione alle varie frequenze ed agire nei punti giusti con la relativa equalizzazione, é questo lo scopo dell'equalizzazione automatica. Ad orecchio nessuno potrá mai capire se c'è un eccesso di frequenze ad esempio 5000 hz in un determinato ambiente....
 
calibrazione acustica

discussione molto interessante analizzando i pareri sembre che i livelli
siano l'unico punto che può essere aggiustato ad orecchio essendo molto
soggettivo, specialmente su "effetti posteriori" infondo già qualche anno
fa con i primi ampli HT si consigliava l'acquisto di un radio microfono per
regolare le emissioni dei singoli canali.
per quanto riguarda l'equalizzazione il discorso si fa molto più difficile
vorrei fare qualche prova, forse acquisterò un ampli HT di seconda fascia
e lo userò come pre collegandolo poi al mio finale, funzionerà la calibrazione ? nessuno ha fatto prove del genere?
kyu
 
KYU ha detto:
vorrei fare qualche prova, forse acquisterò un ampli HT di seconda fascia
e lo userò come pre collegandolo poi al mio finale, funzionerà la calibrazione ? nessuno ha fatto prove del genere?
kyu

E' la mia attuale configurazione. Con tutti i limiti di cui abbiamo parlato.. l'autocalibrazione funziona.
 
differenze tra autocalibrazioni acustiche

ciao a tutti , vorrei se possibile delle opinioni sulla differenza che ci può essere fra i sistemi di calibrazione delle macchine HT top e quelli degli amplificatori di fascia medio alta, e capire se ci siano forti differenze di resa acustica specialmente come precisione.

kyu
 
Danny65 ha detto:
Scusate, ma di cosa state parlando con precisione ?
L'autocalibrazione, in genere, riguarda :
1) i livelli
2) l'equalizzazione
3) i ritardi

io aggiungerei un punto 4
4)distanze dei vari diffusori dal punto di ascolto.
E non virtuale ma anche realistica.
 
Sì ma i settaggi dei ritardi possono essere usati anche per altre cose e non solo in base alle distanze dei diffusori. Per questo meglio mettere la distanza "fisica" come quarto punto.
 
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