Salve a tutti,
vorrei intervenire anch'io nella discussione.
A prescindere dalla tecnologia usata per generare la sua potenza, transistori, triodi, pentodi, tetrodi, mosfet e via dicendo, un amplificatore tende a raggiungere più facilmente la saturazione quanto più piccola è questa potenza massima erogabile. Questo indipendentemente dalla qualità del suo suono. L'ingegner Giussani su questo punto (e non solo su questo) ha perfettamente ragione. La Musica incisa da alta fedeltà ha una dinamica molto elevata, mi riferisco principalmente a musica classica e jazz, ché la musica pop sta clamorosamente scendendo sotto quota 5 db, al solo scopo di far suonare un disco sempre a tutto volume. La dinamica normale dei dischi "buoni" supera i 15 db e in alcuni casi i 20 db. Può sembrare poco, ma significa questo: ascoltando con una potenza media di 1 solo watt con 20 db di dinamica si avranno picchi di 100 watt richiesti all'amplificatore e non è detto che i diffusori ne escano vivi, specialmente se dotati di un woofer da 13 cm di diametro, c'è solo da sperare che i 100 watt erogati dall'amplificatore non riguardino frequenze inferiori ai 100 Hz, altrimenti saranno dolori...
Comunque sia, supponiamo che i woofers siano in grado di sopportare la potenza massima dell'amplificatore a qualsiasi frequenza della banda udibile. Tornando ai 20 db di dinamica, si capisce subito che un amplificatore con 100 watt nominali di potenza erogabile potrà essere usato soltano a 1 watt di potenza media di programma musicale e se si usano diffusori con 85 dB di sensibilità questo sarà anche il livello medio di pressione sonora erogata a 1 metro, quindi non moltissimo.
Usando un amplificatore da 10 watt la sua potenza utile media sarà di 0,1 watt, appena sufficienti per un ascolto di sottofondo.
Cosa asserisce l'ingegner Giussani: più sarà elevata la potenza massima erogabile dall'amplificatore, più questo lavorerà nel suo campo di sicurezza e sarà lontano dalla saturazione. Ma non lo asserisce solo l'ingegner Giussani, lo asserisce in modo matematico la fisica.
Un amplificatore da 10 watt usato con un diffusore da 85 dB arriverà alla saturazione in men che non si dica, erogando distorsioni di armoniche superiori a tutto spiano, con grave rischio per i tweeters dei diffusori, che non potranno sopportare potenze continue elevate ad alta frequenza. Notate che 10 watt erogati a frequenze superiori ad alcune migliaia di hertz con durate superiori a 100 ms sono letali per la grande maggioranza dei tweeters, le cui leggerissime e sottolissime bobine mobili si scaldano immediatamente, rischiando la fusione per segnali che non siano musicali e indistorti. Invece per segnali indistorti e di durata non superiori ad alcune decine di millisecondi i tweeters sopportano potenze anche superiori a 1000 watt!
Cosa si può dedurre da quanto ho scritto? che maggiore è la potenza dell'amplificatore e meglio è, tanto per segnali musicali non si brucia nulla nel diffusore. Quello che si rischia è di vedere zompettare fuori dalle casse le membrane dei woofers, se si ha la mania di ascoltare le casse con i pannelli parapolvere montati, perché deve essere l'occhio (ma anche l'orecchio) attento dell'audiofilo a capire quando le membrane dei woofers si stanno agitando troppo. E' ovvio che se si sta ascoltando con woofers del diametro di 46 cm difficilmente ci si potrà preoccupare della loro escursione, in quel caso ci si dovrà preoccupare maggiormente della sopportazione dei vicini!
Quanto elevata possa essere la qualità audio di un amplificatore da 500 watt di costo terreno questo è un altro paio di maniche, ci sono quelli che ascoltano felici con amplificatori di potenza professionali di costo veramente basso, ci sono quelli che ascoltano solo con amplificatori a triodi del costo di 10000 euro. Tutto dipende dai gusti personali e nel decidere a quale livello sonoro si voglia ascoltare. Con 200 watt disponibili si può essere sicuri di ascoltare a volumi medi anche elevati con qualsiasi tipo di diffusore, compresi gli elettrostatici da 80 dB di sensibilità, che notoriamente difficilmente possono superare i 100 dB di pressione acustica massima.
Con venti watt disponibili gli elettrostatici daranno una pressione massima di 93 dB, che non sono pochi in assoluto, però la pressione media sarà di soli 70 dB circa, un po' poco anche per sentire suonare un violino nella stanza al suo volume reale (un violino suonato "bene" in una stanza di 30 mq arredata come un normale salotto, fa un macello bestiale, provare per credere, per non parlare di un sassofono!).
Normalmente con i triodi da 10 watt si usano diffusori da almeno 93 dB di sensibilità o più, per esempio le Tannoy Canterbury, che però hanno il difetto di essere un po' costose... I giapponesi con i triodi usano diffusori a tromba spaventosi come costo e come qualità, con sensibilità superiori ai 100 dB.
Quindi, se si vuole ascoltare a volume di sottofondo o poco più, basterà un onesto Nad da 40 watt e un diffusore da 85 dB di sensibilità, praticamente il 90% dei bookshelf con woofers da 13-15 cm. Al limite anche un valvolare da una ventina di watt non sfigurerà, questione di gusti personali. Aumentando il volume sembrerà che i diffusori suonino comunque forte, ma sarà solo la sensazione dovuta all'elevata distorsione, che darà fastidio alle orecchie, in realtà il suono sarà appiattito dalla saturazione dei finali e se si insisterà si potrebbero rompere i tweeters.
Se si vuole ascoltare ad alta dinamica, allora sarà meglio usare diffusori da almeno 90 dB di sensibilità e amplificatori da almeno 100 watt, riferiti all'impedenza nominale delle casse.
Fermo restando, ovviamente, il fatto che con 10 watt e 85 dB di sensibilità delle casse si potrà ascoltare ugualmente buona musica!
Chiedo scusa se mi sono dilungato un po'.