Ieri pomeriggio ho visto il nuovo film di M. Night Shyamalan con protagonisti Will Smith e suo figlio Jaden.
Premesso che sono stato un grande estimatore del regista indiano il quale però mi aveva estremamente deluso nelle sue ultime fatiche ("Lady in The Water" praticamente osceno, "E venne il giorno" concretamente inconcludente, "L'ultimo dominatore dell'Aria" molto superficiale e fine a se stesso), sono andato al cinema alquanto titubante e diffidente.
"After Earth" si basa su un soggetto di Will Smith che non brilla certo per originalità e per capacità di osare ma almeno ha impedito al regista indiano di collezionare l'ennesima figura barbina.
Senza rivelare chissà quali spoiler (la trama è lineare e non contiene nessun colpo di scena), il film concretamente narra del rapporto padre-figlio che, solo per caso, viene ambientato in un mondo fantascientifico (lo stesso tipo di rapporto poteva essere inserito in qualsiasi contesto ambientale).
Il padre è un Generale dei "Ranger" conosciuto da tutti e rispettato per la sua grande capacità di essere uno "spettrale" (volutamente non voglio spiegare di cosa si tratta), un soldato tutto d'un pezzo che ha combattuto tante battaglie (in particolare contro una razza aliena decisamente ostile verso i terrestri) in modo eroico ed esemplare per tutti; la sua carriera militare e il suo prestigio lo hanno, molto spesso, tenuto lontano dalla famiglia (la moglie, la figlia maggiore e, appunto, il figlio minore che diventerà il protagonista del film) per svariati anni tanto che il figlio, praticamente, conosce suo padre solo per la fama e il prestigio e non in qualità di erede biologico.
Kitai (questo il nome del personaggio interpretato da Jaden Smith) sogna di entrare nei Ranger ma tutti i suoi sforzi falliscono; parallelamente Cypher (Will Smith) ritorna a casa in attesa di partire per l'ultima missione e dopo un breve incontro con Kitai decide di portarlo con se per cercare di ricostruire un rapporto che, di fatto, non è mai esistito...
"After Earth" non mi ha deluso ma nemmeno mi ha particolarmente entusiasmato; lo Shyamalan regista è decisamente meglio dello Shyamalan sceneggiatore e proprio il soggetto di Will Smith evita, per quanto possibile, eventuali cadute di stile; la trama è lineare ma non ci si annoia anche se il rapporto padre-figlio viene analizzato nella maniera più scontata possibile (il padre diffidente nei confronti del figlio e quest'ultimo che fa di tutto per impressionare positivamente il padre).
E' presente anche una tematica ecologica/ambientale che risulta anch'essa abbastanza scontata e prevedibile.
Sono presenti molti paesaggi che s'ispirano dichiaratamente a quelli di "Avatar" e, di fatto, l'intero ambiente dove si sovlge il film richiama, più volte, l'universo creato da Cameron.
Decisamente all'altezza gli effetti speciali mentre la colonna sonora non è nulla di trascendentale.
Voto: 6,5
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