@ emidio
come da accordi torno sulla questione per l'ennesima volta perchè tutta la discussione ha preso la direzione sbagliata ma a buttarla in caciara non sono stato io o cmq non sono stato soprattutto io come da te sostenuto. il mio intento ero attirare l'attenzione sul un dll criticato da tutti e difeso (in parte) solo da un forumer e da chi lo ha proposto.
non escludo che deviare la discussione facesse piacere a qualcuno che si dichiara di destra, aspirante pubblicista e laureato in economia e commercio. ovviamente a lui crediamo sulla parola.
ti sei anche lamentato per il tempo che ti avrei fatto perdere, mi permetto di ricordarti che amministrare questo forum è il tuo lavoro, quindi al più il tempo l'ho perso io che faccio altro per vivere.
sai benissimo quanto ti stimo e quanto ci tengo a questo forum.
ci ho postato più di mille interventi sempre alla ricerca di novità che servissero ad arricchirlo.
ho instaurato anche qualche rapporto cordiale che temo presto perderò.
questa è casa tua, le regole le gestisci tu a tuo insindacabile giudizio.
non mi considero un visitatore occasionale ma un ospite, se non sono gradito per me non è assolutamente un problema. ti ho già chiesto più volte di esprimerti in tal senso.
tu sei l'amministratore e chiaramente la discussione con te si pone su livelli diversi, tu hai un potere che io non ho ma certo non mi tiro indietro ben sapendo che alla fine la "ragione" sarà insindacabilmente sempre e comunque la tua.
le discussioni che abbiamo avuto in passato credo che abbiano condizionato il tuo attuale atteggiamento nei miei confronti.
appena iscritto francamente non mi attenevo molto al regolamento, ma poi le cose sono cambiate.
nella tua mail hai fatto riferimento a mie precedenti sospensioni.
ne ricordo due ma potrebbero anche essere di più.
di quelle che ricordo uno era dovuta a ragioni "ideologiche" in contrapposizione ad un moderatore, l'altra ad un battibecco con un caro amico personale di un altro "moderatore".
non mi permetto di sindacare.
come amministratore hai giustamente e correttamente difeso l'operato dei tuoi collaboratori. ci mancherebbe.
mi chiedo per quanto tempo ancora dobbiamo tirare in ballo questa faccenda.
lo stesso vale per il problema del costo di internet in america.
all'inizio di questa discussione ho accennato al fatto che sapessi che internet in america era gratis.
mi hai duramente fatto notare che fosse falso ed io ho
immediatamente rettificato. in seguito hai continuato a rinfacciarmi questa cosa almeno altre tre volte continuando a chiedermi spiegazioni.
nel momento in cui ho immediatamente rettificato perchè ci ritorni sopra?
perchè continuare ad insistere?
ti ho detto più volte che hai ragione, cos'altro devo fare?
è un aspetto tanto importante in questa discussione?
il costo di internet in usa è così tanto determinate per la formazione dell'opinione sul ddl di cui parliamo?
il costo di internet in america credo che sia un particolare del tutto irrilevante in questa discussione, era un dettaglio in più ma non determinate per il nocciolo della questione eppure ci hai molto ricamato su.
cmq per curiosità ho telefonato al mio amico per chiedere spiegazioni (credendo di aver capito male) e lui ha insistito dicendomi che non solo a new york navigava gratis ma che anche le telefonate distrettuali non erano a pagamento. lui era ospite di suoi parenti e mi ha detto che quando li sentirà si informerà meglio.
ad ogni modo
credo a te in quanto considero la tua esperienza più attendibile.
ti basta? sei soddisfatto?
torniamo a bomba.
dopo aver postato vari link con tutte le mie fonti, il solito forumer nel post n. 3
senza citare alcuna fonte ha detto che lo scopo e la natura del ddl sarebbe quello di equiparare il potere di diffamazione di internet e quello della carta stampata. questa cosa è assolutamente falsa.
quello è il pretesto, lo scopo è la natura è ben altra dalla lettera del testo si evince chiaramente.
inoltre il commento degli stessi ministri chiude la faccenda a qualsiasi altra ipotesi interpretativa.
infatti che pertinenza avrebbe la diffamazione con l'obbligo, per chi gestisce siti d'informazione, di dotarsi di una società editrice e di avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile (pena il rischio di incorrere in responsabilità penali anche rilevanti)?
cioè il reato penale si configurerebbe (uso il condizionale) automaticamente anche in assenza di diffamazione.
siccome ho sempre citato le mie fonti, continua a farlo:
da beppegrillo.it:
"
La legge Levi-Prodi obbliga chiunque abbia un sito o un blog a dotarsi di una società editrice e ad avere un giornalista iscritto all’albo come direttore responsabile.
Il 99% chiuderebbe.
Il fortunato 1% della Rete rimasto in vita, per la legge Levi-Prodi, risponderebbe in caso di reato di omesso controllo su contenuti diffamatori ai sensi degli articoli 57 e 57 bis del codice penale. In pratica galera quasi sicura.
quindi quel forumer ha detto un falso palese che tu non hai commentato puntando l'attezione su di me legittimando i successivi attacchi.
hai continuato a tenere un tono accusatorio solo nei miei confronti (cosa che ribadisco: sei liberissimo di fare). te ne rendi conto? è voluto o è dovuto alla fretta?
per quanto riguarda i sistemi dittatoriali da me citati (cuba, cina e birmania), non mi sono assolutamente permesso di accostare nessuno a quelle dittature, ma nel post numero 23 ho semplicemente chiesto ad un forumer se per lui i suoi modelli fossero quelli.
un discorso sono le affermazioni o le accuse, bel altra cosa sono le domande. l'interessato ad oggi non ha ancora risposto chiaramente nè ha preso apertamente le distanze da quelle dittature dissociandosene in modo
palese ed
inequivocabile. tu ancora una volta, chiaramente, hai "attaccato" solo me nel post n. 26.
inoltre quel riferimento a quei paesi l'ho fatto solo perchè è argomento di attualità infatti anche questa volta ho citato la fonte ovvero un articolo recentissimo de "la stampa".
ad oggi quel tipo di leggi c'è solo lì, è colpa mia?
ecco il link:
http://coranet.radicalparty.org/pressreview/print_right.php?func=detail&par=13431
andiamo avanti cito il post 27 dello stesso personaggio:
"Per quanto riguarda, invece, la resposanbilità dell'amministratore circa il contenuto pubblicato da qualche cialtrone di turno, credo che nulla cambierà rispetto adesso."
ancora una volta disinformazione in campo giuridico. opinioni personali basate sul nulla che non trovano alcun riscontro nel ddl ma si basano su un "credo". nessuna fonte. tu hai taciuto senza verificare o approfondire.
nel post 36 torni ancora su internet e mi inviti a fare una ricerca sui costi americani di connessione. l'utilità e la pertinenza di questa ricerca con la discussione fatico ancora a capirla. poi dici:
"Hai ragione quando riferisci che in USA (ma anche in UK) gli hot-spot aggratise sono molti di più rispetto all'Italia.
Ma non è affatto vero che tutti gli hotspot USA sono gratis. Questa è altra disinformazione."
chi ha mai detto questo? in quale discussione avrei asserito una cosa simile? disinformazione è la tua che interpreti in modo arbitrario e
prevenuto le mie parole mettendomi in bocca cose che non ho detto. scusami se sono franco ma è la verità.
sempre in un tuo post, il 37, la situazione peggiora.
in merito all'ordine dei giornalisti asserisci che avrei parlato per "sentito dire". falsissimo. anche in merito alla costituzionalità dell'ordine ho parlato citando sempre le fonti. ne ripropongo una fra tutte: un prestigioso testo di illustri giuristi e costituzionalisti di indiscusso prestigio nazionale.
ho citato titolo, autore, casa editrice. ma ho fatto anche altre citazioni.
nello stesso post dici:
"Ecco a cosa serve un ordine professionale: a far sì che uno iscritto a tale ordine si comporti in maniera professionale e sia costretto a verificare la notizia". non hai nulla da aggiungere ora?
ti faccio notare una paio di cose.
la nostra costituzione (nel bene o nel male) parla di diritto d'informazione.
in italia è un diritto costituzionale l'informazione qualunque esse sia.
la dignità di diritto costituzionale non riguarda l'informazione corretta e veritiera. nella costituzione non si parla da nessuna parte di diritto alla verità.
la differenza tra un diritto costituzionale e un diritto delle leggi ordinarie è fondamentale e se avessi studiato diritto capiresti di cosa parlo.
l'ordine dei giornalisti non tutela e non garantisce il diritto alla verità che non è tra l'altro un diritto di rango costituzionale.
pensa a quanti giornalisti nel recensire un prodotto tecnologico, un automobile, un vestito o un libro si lasciano condizionare da certe "lusinghe". come interviene l'ordine? semplice non interviene perchè non può.
....continua....