vincent89 ha detto:
Bene parliamo del solare: la centrale fotovoltaica di Serre (PA) occupa una superficie di 5 ettari e ha una potenza di picco di 3.3 MW contro i 1000 MW (di media) di potenza continua di una centrale nucleare.
Secondo: evitiamo la cattiva informazione. Le centrali nucleari sono tra le fonti più pulite che esistano, e hanno il rapporto combustibile/efficenza tra i più alti.
In realtà il nucleare è una falsa soluzione al contenimento delle emissioni di CO2: i reattori presenti nel mondo forniscono solo una quota inferiore al 6,5% dell'energia consumata dal pianeta, e due terzi di quest'energia è dispersa nell'ambiente come calore di scarto.
Raddoppiare il numero di impianti nucleari per diminuire le emissioni è impensabile perchè vorrebbe dire inaugurare una centrale ogni due settimane! Immaginate i costi incalcolabili di tale strategia! Inoltre...nessuno è a conoscenza del fatto che le risorse di Uranio sono pari a circa 3,3 milioni di tonnellate e che con gli attuali livelli di consumo questo può bastare per altri 70 anni massimo??
Costruire altri reattori dimezzerebbe la scorta utile di Uranio da 70 a 35 anni. Basta pensare che i nuovi impianti denominati di 3a generazione (e qui si dovrebbe aprire un capitolo a parte) sono progettati per funzionare non più di 60 anni. Questo basta a comprendere che il nucleare non è UNA SOLUZIONE DEFINITIVA al problema energia.
Terzo: le centrali attuali sono assolutamente sicure. Ma quì di certo non posso mettermi a spiegare da zero le caratteristiche tecniche di una centrale nucleare.
Tralasciando il principio di funzionamento ad acqua pressurizzata del reatore EPR che si vorrebbe costruire, tra l'altro ne stanno costruendo uno in Finlandia (il primo al mondo) e i costi sono lievitati da 3,2miliari di euro previsti a oltre 5 e potrebbero aumentare ancora, parliamo di sicurezza.
Anche se ben progettato, un reattore nucleare è vulnerabile ai terremoti, fenomeno che come tristemente sappiamo riguarda buona parte del nostro bel paese. Il pericolo che corre un impianto nucleare in caso di terremoto è stato dimostrato dalla scossa sismica che ha investito il Giappone nel 2007. Sette reattori (Kashiwazaki Kariwa) hanno avuto perdite di radioattività non quantificate è sono rimasti fermi oltre 2 anni per valutare i danni effettivi.
A questo va aggiunta l'incognita terrorismo assieme al capitolo incidenti. Per quanto la probabilità di incidenti alla centrale sia, effettivamente, molto basso, la possibile entità delle conseguenze su un territorio tanto particolare (l'Italia è lunga e stretta) e densamente abitato potrebbe significare dover evacuare un numero elevato di cittadini.
Ma ragazzi, sensatamente, senza pregiudizi di sorta vi faccio una domanda...: perchè vivere con questa angoscia sulle spalle e soprattutto consegnare alle future generazioni (ricordiamo che le scorie nucleari sono un problema irrisolto in tutto il mondo) un fardello del genere?