• La terza tappa del confronto tra TV OLED e proiettori si terrà a Milano 2, nella bella showroom Spazio 2M di Fabio De Angelis. Al piano superiore saranno a confronto il TV Sony Bravia 8 II con tecnologia QD-OLED e il nuovo Panasonic Z95B con pannello OLED-WRGB, mostrati sia in default che dopo una accurata calibrazione.

    Nella sala cinema si sfideranno i proiettori JVC DLA-NZ500, Epson EH-QB1000 e BenQ W4100i. Sessioni venerdì 28 dalle ore 15:30 alle 19:00 e sabato 29 dalle 9:30 alle 12:30 e poi dalle 14:30 alle 18:00.

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Wonder Woman 1984 | la recensione

Redazione

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Il seguito del film del 2017, ci trasporta negli ipercolorati anni ‘80 in cui l’avere veniva prima dell’essere. La sfida tra Gal Gadot e Kristen Wiig, sorta dall’invidia, sfocia in una follia che mira a una probabile catastrofe globale iniziata dall’altro villain interpretato da Pedro Pascal. Con esiti altalenanti.

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Visto ieri sera, il problema direi comune a molti di questi cinecomic, è l'eccessivo appiattimento di storia e personaggi. Tutto scorre a una frequenza media (un po' soporifera) senza alti e bassi, i supereroi appaiono senza una reale umanità, non si instaura quell'empatia che rende gli spettatori partecipi. Tra l'altro queste sensazioni vengono amplificate dalla durata del film (150 minuti).

Ma, come detto, ciò è comune a diversi di questi cinecomic in cui, probabilmente per non voler scontentare nessuno, si cade in questo appiattimento generale. Ciò che invece mi ha davvero sorpreso è la pochezza degli effetti visivi. Il modo in cui wonder woman corre, vola o si lancia con il suo lazo della verità è davvero pietoso.
 
Credo sia il peggior film di supereroi di sempre.
Un concentrato di sessismo misto a razzismo misto a banalità di una pochezza esemplare, 2 ore e 31 minuti di "maccosa" dove sono riusciti pure a infilare a forza, fuori contesto e quindi depotenziandola, la battuta più famosa di "Una donna in carriera", ma ovviamente sessualmente ribaltata.
La protagonista non ha il minimo carisma, vaga sullo schermo senza spiccare sugli altri attori, i cattivi, che sono cattivi perché maschi bianchi e/o plasmati da essi, sono macchiette patetiche che fanno cose spinti da desideri imbarazzanti; gli unici maschi buoni sono il fidanzato ritornato ma con la mente di un 8enne (perché alla donna del 2021 piace il maschio bambino, vero Patty ;) ), il mendicante perché è nero e il figlio del cattivo perché è asiatico.
Questo dovrebbe essere un film che parla di emancipazione femminile, di girl power??? Veramente???
Era il 1979 (42 anni fa) quando una tostissima Ellen Ripley incarnava il mito del supereroe tutto femminile ed era il 1986 quando il soldato Vasquez rispondeva "No e a te?" al soldato Hudson che le chiedeva: "Ehi Vasquez, ti hanno mai scambiato per un uomo?", altri film, altri tempi, altra stoffa.
 
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