La presentazione dell’Epson EH-TW9000 in 2D
Andrea Manuti (www.htprojectors.com) e Nicola D’Agostino (Digital Video HT)
Si è trattato di una approfondita disamina di circa un’ora incentrata sulle caratteristiche della macchina in 2D e focalizzata sulle misure e sui risultati della sua calibrazione.
Il proiettore è dotato di 3 pannelli 1920 X 1080 pixel che vengono allineati sul percorso ottico. La macchina è dotata di un buon obiettivo Fujinon. Dalle misure effettuate risulta un innalzato livello di blu, più tipico della presentazione aggressiva dei DLP che della morbida degli LCD. Progettato per l’home theater, fa parte di una categoria di prezzo media, quindi può essere considerato una sorta di vero e proprio “controtelevisore”.
E' dotato di una funzione di correzione “micrometrica” dell’allineamento meccanico dei pannelli, normalmente riservata a prodotti di livello e costo più alti. Tale possibilità è mascherata nel menu di servizio ed accessibile solo grazie ad una specifica sequenza segreta. La macchina aveva a bordo il firmware 1.0.4, quella di cui disponeva Andrea Manuti a casa era invece 1.0.1. In questo caso il firmware onboard fa la differenza. La macchina è dotata di iris dinamico, che reagisce al livello di nero dell’immagine. Il livello del nero offerto dal firmware 1.0.4 è sensibilmente più alto di quello garantito con la release 1.0.1, probabilmente perché l’ultima uscita consente di dare più vigore al 3D. Un baco del firmware 1.0.1 (poi corretto nelle successive release) rende impossibile fare la convergenza dei pannelli con la macchina rovesciata. Dunque la versione 1.0.4 va preferita solo per l'uso 3D o in caso di posizionamento rovesciato a soffitto del VPR.
Dopo la parte più tecnica relativa ai risultati delle misurazioni, il duo ha voluto mostrare la differenza tra la pessima qualità del materiale (propalato come HD) scaricabile dalla rete, che emerge particolarmente su grande schermo (mentre appare anche decente su quelli piccoli), e quella offerta da un film come Anonymous. Con tutta franchezza (pur possedendo un “incisissimo” DLP, al tempo osannato da Emidio e da Andrea) devo ammettere che i bavaglini merlettati della “vecchia” del film apparivano particolareggiatissimi in tutto il loro splendore grazie alla notevolissima nitidezza offerta da questo bell’Epson.
Altro materiale visivamente incredibile è apparso quello contenuto in un nuovo blu-ray di un vecchio film, La conquista del West, ripreso in Cinerama esattamente mezzo secolo fa, nel 1962, con una tecnica con la quale le scene venivano girate contemporaneamente da tre cineprese e poi proiettate da tre macchine diverse per ottenere il massimo dettaglio e un grande senso di profondità, in sala (allora) favorito dall’apposito schermo di visione leggermente curvo ai lati: l’immagine è praticamente sempre tutta a fuoco e possiede una meravigliosa profondità di campo, quasi innaturale.
Al termine di tutta questa meraviglia ed in orario di smobilizzo, un ragazzo presente (giustamente, dal suo punto di vista) fa la fatidica domanda: “mettete su" (“è lui o non è lui", direbbe Greggio) "The Avengers”. Sottilissima, praticamente impalpabile irritazione del duo abilmente ed immediatamente dissimulata con una svolta ironica. Considerato il debolissimo livello di isolamento acustico fra le due sale di presentazione 2D-3D, che condividevano la parete su cui erano posizionati gli schermi, Andrea bussa di là (sala 3D) con un romanesco: “
Che c’avete gli Avengers, ma 2D, non 3D”. E di là, in risposta: “
Il 2D ce l’abbiamo allo stand; qui abbiamo solo il 3D”. E Andrea, di rimando: “
E allora vallo a pià” (n.d.t. “vai a prenderlo”). Il ragazzo, per niente intimorito e forse vagamente inconsapevole del significato del simpatico siparietto (nemmeno tanto velatamente) ironico, insiste per la visione di materiale che già conosce… Andrea si avvia a concludere spiegando che forse quel film non aveva le caratteristiche di naturalezza oggetto del seminario, ma che se il ragazzo se lo fosse procurato non ci sarebbe stato certo alcun problema a proiettarlo. Sipario. (Anzi, in questo caso, "siparietto".)
La presentazione dell’Epson EH-TW9100 in 3D
Gian Luca Di Felice (AV Magazine), alla presenza di Massimo D’Alfonso (Epson)
L'esemplare il sala del 9100 (non W, wireless) è il preserie proveniente dall’IFA.
Più diffusamente, il contrasto dinamico è aumentato per l’implementazione del nuovo iride automatico in 2D e 3D e conseguente miglioramento del nero. È stato installato un chip di conversione 2D-3D che adotta un nuovo algoritmo. Si percepisce una aumentata luminosità in 3D per via dei pannelli pilotati a 480 hertz, della riduzione del tempo di blanking e per la tecnologia lamp plus, che però non produce impatti negativi sulla durata della lampada. Gli occhialini funzionano ora in RF e non più con l’IR. L’effetto è un aumento della portata (dai 5 ai 10 metri) ed un segnale non più direzionale: consistente anche la riduzione del loro peso, passato dai 56 ai 36 grammi. Finalmente sono dotati di batterie ricaricabili: a piena potenza la durata è di 40 ore, ma se completamente scarichi soli 5 minuti di carica consentono loro una autonomia di due. Fino a 50 occhialini gestibili. Le versioni W hanno onboard il nuovo transmitter wireless HD: ben cinque ingressi HDMI (3D), uscite HDMI ed ottica, pop-up funzionalità anteprima e picture-in-picture (PIP). I pannelli sono passati dal 0,61 a 0,74 pollici e garantiscono un maggiore contrasto. L’ottica ha una palpebra motorizzata che protegge l'obiettivo dalla polvere. Il lens-shift (basculamento) è regolabile orizzontalmente e verticalmente.
Dopo aver presentato in dettaglio le altre macchine della nuova serie, tornato al 9100 Gian Luca ha informato di aver percepito un aumento della definizione e risoluzione del proiettore, ascrivendolo (non essendo cambiata l’ottica) ad una implementazione effettuata al livello di percorso ottico o dei pannelli. In 3D, il difetto di cross-talk (il fenomeno che si determina quando filtra un po’ di luce - nel momento in cui si chiude una lente e si apre l’altra - dell’altra lente degli occhiali, una sorta di alone, di effetto fantasma) è notevolmente diminuito: il collo di bottiglia in questo momento non sono né i VPR né i TV, ma gli occhialini. Nel menu è presente una interessante regolazione denominata (per semplicità) “luminosità 3D”, che in realtà interviene sul blanking. Diminuendo il blanking, aumentano la luminosità ed anche il cross-talk (regolazione “luminosità alta”); con “luminosità bassa” si produce l’effetto opposto: in realtà la regolazione è molto soggettiva. Nel mondo reale, peraltro, il fenomeno è molto contenuto per via del progressivo miglioramento del software reso disponibile. Prima di passare alla visione di un film, Gian Luca si è soffermato sulla questione offset, regolazione che sposta la profondità 3D. Ha mostrato ai presenti l’effetto di questa regolazione (molto interessante, ma per me particolarmente fastidiosa), che può rivelarsi utile per fare una regolazione fine su film che avessero un 3D particolarmente spinto.
Il film in 3D si rivela essere (incredibile!) The Avengers, capitolo del combattimento. Gian Luca precisa che il 3D non è nativo, ma è particolarmente ben realizzato.
GENTE DEL TAV
Emidio si aggira per i corridoi con l’immancabile macchina fotografica a tracolla
Non fatevi trarre d'inganno: quei due giocatori di pallacanestro
Airgigio (sx) e
KTM (dx) sembrano più alti di me solo perché io ero in ginocchio e loro si issavano sulle punte dei piedi...
Felicemente incontrati (oltre a
Nordata e al "fotografo"
Grezzo72) anche
Superslide,
Stratosfera e
johnmup.
CONCLUSIONI
Non amo particolarmente redigere classifiche. Per togliermi d'impaccio direi che il miglior schermo del mio weekend è stato quello della sala Arcadia di Melzo dove venerdì abbiamo visto Prometheus: semplicemente mostruoso (30 metri X 16,5 metri, per 500mq di superficie) con due proiettori in stack e un audio di qualità notevolissima anche solo considerando il fatto che deve "inondare" un ambiente immenso. Solo per dare un'idea, posto una fotina di questo schermo alto come un palazzo...
Mentre
la cosa più bella vista in quei giorni è stata senza dubbio la seguente...
Congratulazioni agli scaltri e fortunati svizzeri di "Geneva", quelli - per intenderci - che producono e commercializzano anche il famoso "wooferone cubico" con cui si dà letteralmente nuova vita ad iPod, iTouch e iPhone. (Sono peraltro certo che il vostro occhio sia andato dritto verso lo stand in basso a destra...). E ora nanna: si son fatte le 04:00.