Falchetto ha detto:
con lo svantaggio di scaldare e consumare molto
Con conseguente aumento delle dimensioni e del peso.
Oltre a non fornire grandi potenze, se non a fronte di costi veramente elevati, cosa che si risolve con il dover usare diffusori molto efficienti, che, magari, non incontrano i gusti personali.
Oltre a questo c'è da dire che il progettare un ampli in Classe A non vuol dire automaticamente ed in ogni caso ottenere dei risultati migliori, vuol solo dire che,
teoricamente, si è avvantaggiati, ma si può benissimo vanificare il tutto con un progetto non a regola d'arte.
Per finire, un circuito in Classe A per lo più ha bisogno di un trasformatore di uscita, costoso, pesante e ingombrante (e sarebbe il meno), ma che influisce pesantemente sul risultato finale e progettare e realizzare un buon trasformatore non è un'arte, ma quasi, richiede una profonda esperienza nel settore, con piccoli e grandi segreti maturati nei lunghi anni, non basta avvolgere due avvolgimenti su un nucleo, la cosa funzionerà perfettamente ed infatti moltissimi trasformatori di uscita oggi sono realizzati così, ma sicuramente i risultati saranno ben diversi da quelli ottenibili con trasformatori avvolti con strutture abbastanza complicate; alcune (poche) ditte li fanno in tal modo, magari perchè è da decine di anni che lo fanno; discorso che si può allacciare alla miriade di costruttori valvolari spuntati come funghi per cavalcare l'onda del revival valvolare e che, magari, utilizzano trasformatori di uscita realizzati da una ditta che sino a poco tempo costruiva solo trasformatori di alimentazione.
La frase "la Classe A è meglio" è equivalente ed a ha la stessa valenza (nulla) del dire: "le valvole sono meglio", in entrambi i casi "dipende".
La domanda iniziale di Gabry74 era però volta a conoscere le differenze tra i tipi di amplificazioni citati (ne esistono molti altri).
La cosa richiederebbe parecchio spazio, tempo e anche qualche grafico, vedo se riesco a fare a meno di tutto (sono noto per i miei interventi "concisi"

).
Semplifichiamo il tutto e parliamo di amplificare una sola e semplice onda sinusoidale (che sempre un suono è).
Nella Classe A, solitamente contraddistinta da un solo componente attivo in uscita (valvola o transistor che sia) l'onda di cui sopra viene amplificata tutta insieme, facendo in modo che il trasferimento dall'ingresso all'uscita del dispositivo avvenga nella parte in cui il componente suddetto sia il più possibile lineare.
In tale circuito l'alimentazione ed il relativo consumo del dispositivo attivo è fissa, per cui la dissipazione è sempre la stessa, che ci sia o meno segnale, da qui gli inconvenienti descritti all'inizio, oltre al fatto che con un solo dispositivo di amplificazione non si possono ottenere grandi potenze.
Pertanto si pensò di usare due dispositivi, facendo amplificare ad uno solo la semionda positiva ed all'altro quella negativa.
Perfetto, il problema però sorge nel momento in cui avviene il passaggio da una semionda all'altra, nel punto zero.
Se non è fatto esattamente si crea una distorsione (detta di crossover o di incrocio), particolarmente avvertibile
ai bassi livelli di uscita.
Nei dispositivi a stato solido, ad esempio, si ha una zona, tipicamente da 0 a 0,6 V, in cui il dispositivo non conduce.
Questa sarebbe la Classe B, grande potenza e distorsione elevata, non per usi musicali.
Si è allora pensato di far sempre condurre un pochino i due dispositivi in modo da evitare i problemi descritti minimizzando la distorsione di incrocio, questa è la famosa "polarizzazione" degli stadi in Classe AB, chiamati così perchè prendono qualcosa da entrambe le Classi.
Il consumo è molto ridotto, poichè la polarizzazione fissa è molto bassa ed a riposo l'assorbimento è minimo.
Si è poi studiato un sistema, per circuiiti a stato solido, per eliminare il trasformatore di uscita.
Sono poi stati realizzati circuiti che lavorano in Classe A a bassa potenza e passano in AB quando si sale di livello.
La potenza viene poi aumentata mettendo più dispositivi in parallelo.
La Classe D è completamente diversa.
Il segnale, da analogico, viene convertito in una serie di onde quadre che hanno larghezza e periodo proporzionali alla frequenza ed ampiezza del segnale originale.
In questo modo lo stadio di uscita lavora in commutazione (solo acceso o solo spento) con il risultato che la dissipazione (riscaldamento) è minima, altrettanto l'ingombro.
Il problema è quello di ritrasformare le onde quadre in uscita in segnale sinusoidale.
Questo viene fatto con un filtro passa-basso, tipicamente una bobina ed un condensatore.
Il tutto sta in questo filtro, che deve eliminare il più possibile i residui ad Alta Frequenza senza introdurre peggioramenti.
Si sono fatti passi da gigante ed ora esistono ampli degni di nota anche con questa tipologia.
Ciao