Loudness War e declipping

castoro66

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Sappiamo tutti che da tanti anni sono in circolazione CD con livello audio esageratamente alto e conseguente dinamica ridotta (uno dei motivi per il quale in tanti ancora ascoltano il vinile). Recentemente ho scoperto che su internet si trovano alcuni programmini per eseguire il declipping (algoritmi matematici basati sugli ultimi bit prima del taglio e sui primi bit dopo il taglio utilizzati per ricostruire una scena sonora "migliore" o comunque con meno distorsione e più dinamica). Qualcuno ha avuto esperienze in questo ambito? Pur non essendo (presumo) la panacea di ogni male, effettivamente rendono più gradevoli da ascoltare registrazioni altrimenti irrimediabilmente compromesse? Vorrei provare a fare qualche esperimento in tal senso, ma non so se valga veramente la pena e soprattutto quali strumenti siano i più indicati per ottenere risultati udibili e soddisfacenti. Qualche consiglio?
 
Darò una occhiata, magari qualcun altro ha più tempo per fare delle prove.

Appena avevo letto il post di inizio mi era venuta in mente una riflessione del tipo: "Se un segnale è clippato non c'è nulla da fare, si può rimodellarlo immaginando come poteva essere in origine, ma sarà comunque sempre qualcosa di diverso dall'originale".

In un commento nel tuo ultimo link ho letto, guarda caso: "Don’t expect wonders, once a signal is clipped / saturated / overclipped / distorded, you can’t go back to a clean signal." (Non aspettatevi miracoli, una volta che un segnale è clippato, saturato, distorto, non si può tornare indietro ad un segnale pulito").

Cosa che contrasta con i toni trionfalistici con cui invece vengono presentati i primi due programmi.
 
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Lo puoi fare con audacity, pero prima di devi abbasare il livelo almeno di 3dB, meglio 6dB, per avvere il headroom sufficiente. Se mi riccordo bene la opzione si chiama normalize.Ovviamente il segnale ricostruito e una approssimazione.

Ps
Ignorate gli errori della ortografia che da ipad mi sono sparite le accentuate.:ncomment:
 
Si, ne sono convinto anch'io. Ho provato ad approfondire il discorso e ho anche scaricato dei sample trattati con i vari programmi che poi ho confrontato con gli originali. La prima impressione è stata quella di ascoltare degli mp3. In effetti il segnale appare più pulito e meno distorto, però sembra anche che manchi qualcosa, con dei tagli alle alte e basse frequenze. Probabilmente l'interpolazione fa quello che può per ricostruire una scena sonora che però può solamente immaginare, in quanto semplicemente non c'è nella registrazione di partenza e l'intervento non è così indolore come dicono (come quando si applicano gli algoritmi di compressione tipici dei formati lossy). In sostanza temo rimanga unicamente un "desiderata" più che una opzione realmente percorribile.
 
Ciao,

è oramai da qualche hanno che mi sto baloccando con lo stesso problema e lo strumento principale è proprio Perfect Declipper/Stereo Tool.

Bisogna impostarlo correttamente però...

Ho postato una sorta di tutorial su DIYAudio, cerca 'De-mastering smashed recordings', andrebbe aggiornato ma potresti trovare delle info interessanti.

Una delle prime cose da sapere è che in realtà, purtroppo, solo una parte delle vittime della loudness war è effettivamente clippato (quindi RECUPERABILE), il grosso delle tracce sono soft-limited (ovvero il picco viene 'ridotto' in altezza senza clipparlo) e quindi irrimediabilmente compromesse.
 
1
effettivamente clippato (quindi RECUPERABILE)

2
il picco viene 'ridotto' in altezza senza clipparlo) e quindi irrimediabilmente compromesse.

Non mi è chiaro questo concetto (ma è sicuramente un mio limite), a prima vista direi che è esattamente il contrario: se una forma d'onda vien troncata ad un certo punto (1) non si può sapere che ampiezza e che forma avrebbe avuto la parte mancante, se la stessa forma d'onda rimane con lo stesso inviluppo, ma solo ridotto in ampiezza (2), questo può essere aumentato mantenendo la forma originale.

Altro punto: clippando un segnale si generano armoniche di vario ordine e ampiezza (per lo più di ordine dispari) che entrano a far parte della registrazione, posso anche ricreare l'onda originale, ma di queste armoniche extra che ne faccio? Le vado a cercare una ad una e le elimino, sapendole distinguere da altre che hanno invece pieno diritto di esistere?
 
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...ma di queste armoniche extra che ne faccio...


Mi sembra di capire che la elaborazione digitale ricostruisca la forma dell'onda lavorando letteralmente sulla rappresentazione grafica della stessa: le armoniche (vuoi del segnale ex ante che del segnale "restaurato") esistono solo dopo il passaggio nel DAC, in analogico. Ciò spiegherebbe anche perché un segnale compresso (con un compressore di dinamica) anziché clippato non possa essere trattato con questi algoritmi ma solo (eventualmente) con un circuito di espansione di dinamica.

Spero tuttavia che gli estensori di questi algoritmi di restauro digitale li abbiano realizzati meglio di come li immagino io perché la ricostruzione di ciò che non si vede sarebbe un po' come le ricostruzioni immaginate per braccia della Venere di Milo...

img18.jpg
 
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Un compressore di dinamica interviene sul segnale secondo un ben preciso algoritmo, bella parola che fa sembrare la cosa molto complessa ed importante, in pratica si limita il livello del segnale oltre una certa soglia (si "limita" come se si abbassasse la manopola del volume, non si "taglia") e, in certi usi, si alza il livello del segnale al di sotto di una certa soglia (come se si aumentasse il volume con la stessa manopola di cui sopra), in questo modo si è così ottenuta una diminuzione della dinamica.

In fase di riproduzione si può operare esattamente al contrario, sapendo esattamente dove si deve intervenire (ovvero le due soglie di livello che erano state prefissate,(come se si usasse nuovamente la manopola del volume, mal a contrario del precedente intervento).

Il segnale contiene ancora tutte le informazioni precedenti, non è stato cambiato l'inviluppo sonoro, non c'è nulla da ricostruire, ma si è ripristinata la dinamica originale.

Procedimento abbastanza semplice, tanto è vero che i compressori, anche ottimi, esistono da tantissimo tempo, già in era analogica; oltre all'uso classico in fase di registrazione/trasmissione radio-TV per far entrare la dinamica di un segnale in quella permessa del mezzo di supporto o trasmissione, ricordo l'uso fatto come riduttore di rumore, ad esempio da DBX, con i propri modelli DBX II 122 (o 124) sicuramente migliori come risultato del (molto) sopravvalulato, ma (molto) pubblicizzato, DolbyB.
 
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