Biamplificazione passiva verticale

manuvlf

New member
Sto approfondendo il marchio Accuphase nell'ottica del futuro integrato stereo che acquisterò, non nascondendo che tale marchio è attualmente la mia prima scelta.
Ho scoperto che la casa è fautrice della cd. "biamplificazione passiva verticale" e che i suoi integrati (almeno quelli di fascia alta, cioè l'E460 e l'E560) sono preposti in tal senso. Se non ho capito male si fa riferimento al collegamento (purtroppo tramite rca e non xlr) di un finale di potenza, ad esempio in classe A quale l'A30/A35, da utilizzare per l'amplificazione dei canali medi ed alti di un diffusore.
Vorrei chiedere se qualcuno di voi ha avuto esperienze con questo tipo di biamplificazione (non necessariamente con casa Accuphase) nonché le vostre opinioni, tecniche e non, a riguardo.
A prima vista mi sembra più una trovata commerciale che alto, ma non avendo esperienza a riguardo mi piacerebbe saperne qualcosa di più.
Dall'altro lato mi pare strano che un marchio "affidabile e serio" come Accuphase "sponsorizzi" qualcosa a valenza esclusivamente commerciale.

A voi la parola .....
 
Con la biamplificazione passiva, servono (servirebbero) finali identici.
Impiegando finali diversi, quindi con diversa sensibilità in ingresso, diversa erogazione in funzione del caico, il diffusore collegato suonerà con squilibri percepibili all'ascolto.
E' possibile o sperimentabile se almeno uno dei finali ha un controlo gain in ingresso.
 
Ultima modifica:
purtroppo tramite rca e non xlr
Non capisco il purtroppo, a meno che tu non debba installare una amplficazione per grossi eventi, magari con le distanze tra pre (magari un mixer) e finali di decine e decine di metri, in ambienti casalinghi non vedo motivo per usare il bilanciato, a meno che tu non abiti sopra ad una stazione di trasformazione delle rete di distribuzione elettrica, quindi in una ambiente elettromagneticamente molto rumoroso.

A parte questo la biamplifcazione ha sicuramente un suo perchè (molto più del bi-wiring), sia quella attiva che quella passiva, poichè separa l'amplificazione della gamma bassa da quella media-alta riducendo così i pericoli di distorsione di intermodulazione.

Solitamente in Hi-Fi si ricorre a quella passiva, sfruttando il crossover dei diffusori, cosa che richiederebbe l'uso di ampli tutti uguali, per semplificare il setup finale, nel settore pro viene invece solitamente utilizzatata quella attiva impiegando dei crossover attivi posti a monte dei vari gruppi di amplficatori; in questo modo si ottiene la massima libertà di installazione e composizione dei vari array di diffusori, componendoli con diffusori di tipo diverso a seconda della posizione e impiego.

Ciao
 
Grazie Nordata.
Il "purtroppo" è dovuto più a mia ignoranza che altro ... leggendo sui vari forum sembra che il collegamento xlr sia da preferire a prescindere, ma da quello che dici mi pare di capire che non è così.

Ti ringrazio per le spiegazioni.

Hai/avete esperienze di biamplificazione passiva nella configurazione da me indicata (integrato stereo più finale, magari in classe A, per la gamma media-alta) ? Mi interesserebbe capire se può portare ulteriori miglioramenti oppure se sono "solo trovate commerciali" ....
 
Ultima modifica:
Secondo me, per valutare la convenienza o meno della multiamplificazione passiva senza fare prove, occorrerebbe conoscere l'andamento dell'impedenza in funzione della frequenza di ciascuna sezione del diffusore (di solito bassi e medioalti) separata dalle altre. Senza tale dato, penso che si rischi solo di buttar via dei soldi in quanto non è detto che il miglioramento ottenibile sia significativo. Dipende molto da diffusore a diffusore.
Ciao, Enzo
 
Top