Beh, vallo a spiegare a chi produce AVR da svariate migliaia di euro
In ogni caso la mia era una curiosità tecnica, so bene che non poss......, Arcam, Denon, Marantz, Onkyo, Rotel, giusto per citarne qualcuno a caso, che hanno predisposto una boiata sui loro prodotti visto che prevedono questo tipo di collegamento e poi fammi sapere cosa ti rispondono
Se sono onesti ed in privato ti risponderebbero:
"Tengo famiglia, inserire quella possibilità costa praticamente nulla, ma se lo indico bene nella brochure posso farne un valore aggiunto e ci guadagno di più, sai bene che qualcuno che segue la moda del Pinco Pallo di turno lo si trova sempre".
Triste, crudele, ma è la realtà.
La multiamplificazione (chissà perchè poi fermarsi alla "bi", i diffusori per lo più sono a 3 vie, se si è convinti della validità di questo metodo di installazione perchè implementarlo solo in parte?) è nata nell'ambiente dell'audio pro, più in particolare in quello che si occupa della sonorizzazione degli aventi live (concerti).
La diffusione sonora in questi eventi avviene usando cluster di diffusori separati per le varie vie, ad esempio si hanno muri di woofer nelle torri ai lati del palco e cluster di mid e high a tromba sistemati in alto, a volte non vicini ai woofer, poi magari ci sono subwoofer e tanta altra roba, su più torri, ecc. ecc.
In pratica si collega ad ognuno di questi blocchi un ampli, per rendere più comodo il collegamento, per rendere veloci gli interventi in caso di guasto (se salta un ampli si cambia al volo quello mentre tutto il resto continua a funzionare), per questioni di potenza necessaria, ecc.
Può anche darsi che nell'ambito dello stesso tour si debba modificare quale installazione, riducendola od aumentandola, quindi togliendo o aggiungendo cluster di diffusori, anche solo relativi ad una gamma.
Il tutto deve essere flessibile ed affidabile.
Inoltre, parte molto importante, si fanno precedere i vari gruppi di ampli da appositi crossover, regolati in modo da adattarsi a quella particolare conformazione (tagli, Fase, ecc.) tenendo conto di tutto quanto l'allestimento, se si cambiano numero e disposizione dei vari diffusori, magari è necessario modificare qualcosa anche qui.
Il tutto per il massimo della flessibilità oltre agli altri vantaggi già citati.
Ora, se siete ancora svegli e siete arrivati sino qui, veniamo all'uso in un ambiente domestico, in una stanza di dimensioni nella media degli alloggi: così ad occhio non mi risulta che ci sia la necessità di fare gli interventi che ho descritto.
Esiste solo il guru autoproclamatosi tale che su qualche oscuro forum ha pontificato che la bi-amplificazione risolve tutti i problemi del mondo audio, guai se non la si adotta, magari mantenendo il crossover originale, forse perchè il cambiarlo/escluderlo, come sarebbe corretto, è cosa che sicuramente non è alla portata del guru citato pertanto la si ignora, collegare un ampli in più lo sa fare pertanto limitiamoci a questo, poi basta usare un bel po' di aggettivi imaginifici e siamo a posto.
Certamente usando 2 ampli si risolve il problema di un ampli asfittico, anche se non è certo la gamma alta che "mangia" potenza, anche un solo ampli, fatto bene
e di potenza adeguata, non avrà alcun problema.
Qualcuno solleverà il problema della "intermodulazione", teoricamente esiste, ma siamo al solito punto: se l'unico ampli che si userebbe normalmente è fatto con tutti i crismi non ci sarà questo problema già in partenza.
Rimane ancora da dire una cosa, sembrerà antipatico, ma è la verità.
Se proprio si vuole usare la bi-amplificazione la cosa potrebbe avere un senso nel caso di impianti di livello (costo) molto elevato con cui si intende sonorizzare un grosso salone, magari con diffusori non molto sensibili.
Personalmente ritengo che scegliendo in modo accurato l'ampli finale non ci siano problemi, ma, se proprio si vuole, OK, usiamo due ampli di classe top, pilotati da un pre adeguato e spariamo qualche centinaio di Watt nel salone delle feste del nostro castello.
Leggo che si parla di IL Tesi 561, un onesto diffusore, economico, italiano, di buona fattura, ma che non è certo un diffusore di classe elevata, men che meno top, sarà pilotato da un ampli di pari qualità, usando una parte di questo ampli per realizzare la bi-amplificazione cosa cambierebbe? Rimarrà sempre un diffusore di classe medio-bassa pilotato da un ampli della stessa classe, il suono rimarrà il medesimo, specialmente se non vorremo
ascoltarlo a livelli per cui non stato concepito.
Se l'intento è questo è molto meglio cambiare ampli con uno di classe superiore, ma poi ci sarà il problema dei diffusori che saranno di livello inferiore all'ampli.....e si ricomincia.