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John Williams in Vienna Dolby Atmos

Recensione di Marco Cicogna , pubblicato il 02 Ottobre 2020 nel canale AUDIO

“La DG sbanca con il grande concerto di John Williams a Vienna. Una suite di colonne sonore in CD, file audio, Blu Ray (audio e video) e un doppio vinile da collezione. Un prodotto discografico per tutte le stagioni e per ogni appassionato. Qualunque sia il vostro formato d'elezione, il suono dei Wiener Philharmoniker saprŕ affascinarvi”

Il punto di vista di Fabio Angeloni


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Tra i miei tanti difetti c'è anche quello di non amare particolarmente il tono complessivo delle incisioni Deutsche Grammophon. Sì, lo so: è gravissimo. Ma dopo aver passato tanti anni nella vergogna per aver anche solo mentalmente adombrato un pregiudizio del genere sul marchio per eccellenza della musica classica (presente sul mercato dal 1898) intendo fare outing su questo controverso argomento, ben sapendo di espormi inutilmente al pubblico ludibrio.


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Ricordo però che, decine di anni fa, all'ascolto delle prime e tanto decantate incisioni su CD in DDD della DG, che sulla carta in quel momento storico erano tecnicamente all'apice in quanto effettuate completamente nel dominio digitale (ripresa microfonica esclusa, chiaramente), seguiva un qual certo senso di frustrazione dovuto come alla mancanza di qualcosa rispetto al raggiungimento della sempre piuttosto inafferrabile perfezione sonora. Sarà stato per via della gioventù del sistema di campionamento e della catena di trattamento del suono digitale, ma quei dischi mi apparivano - certo - sempre silenziosissimi e sonicamente quasi neutri, ma con un lieve e al contempo udibilissimo viraggio sonoro sulle tonalità fredde. Questa sorta di marchio di fabbrica stampato (idealmente, ma anche oggettivamente) su ogni prodotto DG negli anni ha rappresentato per me (ma, credo, anche per altri) un impedimento non certo a comprare quei meravigliosi CD (ambientati in prestigiosi auditorium, suonati da ottime orchestre composte da apprezzati interpreti e guidate da direttori di elevatissimo standing internazionale), piuttosto poi a riascoltarli frequentemente quanto il pregiato contenuto artistico avrebbe suggerito di fare. (Esattamente il contrario mi è sempre capitato con i prodotti Telarc, che proponevano interpreti e sale da concerto forse meno celebri, ma maestosamente immortalati da incisioni sublimi, il cui ascolto ogni volta rappresentava una vera e propria festa per le orecchie e per la mente.)


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Ebbene, sulla base di queste radicate convinzioni era improvvisamente risorto in me un vago senso di scetticismo quando, circa un mese fa, Marco Cicogna iniziò a solleticare l'interesse della redazione con la notizia che di lì a breve sarebbe stata commercializzata questa registrazione. La sicumera con cui si poneva sulla questione aveva subito messo in moto una sorta di silenziosa competizione tra tutti noi volta ad ottenere per primi, magari ordinandoli da posti lontanissimi e piuttosto improbabili, una copia del disco, in qualsiasi formato fosse; manco a dirlo, stravinta a mani basse da Marco che in un fiat aveva collezionato prima di tutti il CD, poi il file in formato FLAC ad alta risoluzione 96kHz/24 bit, poco dopo il blu ray ed infine il doppio LP (anche se, a guardare il capello, forse gli manca ancora la versione UHQCD-MQA): insomma, ci aveva elegantemente ma oggettivamente surclassato al suo modo, quasi provando a far finta di nulla.


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Il formato che ho scelto è il blu ray, intanto poiché contiene la raccolta di brani più completa (le edizioni de luxe hanno a loro interno 6 tracce in più), poi in quanto contiene anche la parte visiva (1080 interlacciato/720 progressivo, ma su questo sono certo che si profonderà alla pagina seguente Emidio) che trovo ancor più coinvolgente se riprodotta in una adeguata catena A/V, ancora in quanto unico prodotto presentato in multicanale, infine in quanto contiene le codifiche non compresse DTS-HD MA 24bit/96kHz a due canali e 24bit/48kHz in multicanale 5.1, oltre alla Dolby (TrueHD/MLP) Atmos 9.1.4 (suppostamente una 24bit/48kHz), che finalmente scendono adeguatamente in gamma bassa. Su quest'ultima codifica mi limiterò a dire che in questo periodo storico ascolto con grande piacere materiale in Dolby Atmos in tutte le sale attrezzate a riprodurre il suono immersivo, vale a dire nei set dotati di un sintoamplificatore o un preamplificatore adeguato e almeno un paio (o magari addirittura due coppie) di altoparlanti suppletivi posizionati a soffitto, con relativi finali di amplifcazione. Fatto sta che ho deciso di non scaricare la versione offerta da Amazon Music HD, preferendo procedere all'acquisto del supporto fisico.


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Non scenderò nel dettaglio, in quanto l'articolo di Marco, meglio di quanto potrei fare io, dà conto esaustivamente dell'altissima qualità complessiva della registrazione, che per parte mia mi sentirei di definire da riferimento assoluto: Deutsche Grammophon, insomma, è tornata e il mio pregiudizio non ha potuto che dissolversi come neve al sole.

Certo è che poter assistere alla magia di un uomo che fa eseguire le famosissime musiche da lui composte dirigendo alla veneranda età di 88 anni l'orchestra dei Wiener Philharmoniker sul palco della loro Goldener Saal nella elegante cornice del Musikverein (a ben 150 anni dalla sua costruzione) è uno spettacolo il cui biglietto di ingresso non dovrebbe avere prezzo.


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Ci tengo però a sottolineare che quest'opera piacerà in generale agli appassionati della qualità sonora tout court (in particolare per un conturbante multicanale lossless DTS-HD MA ed un Dolby Atmos dalla realistica spazialità ambientale), potrà essere acquistata dai cinefili per rivivere i momenti salienti dell'enorme quantità di blockbuster americani il cui commento sonoro è stato curato da Williams, ma costituisce un documento letteralmente imperdibile per gli amanti delle colonne sonore nude e crude. A chi volesse un assaggio del contenuto artistico del concerto consiglio di visualizzare alcuni excerpts già presenti su YouTube o di assistere sul tubo alla prima del "Main Title" tratto da "Star Wars: a new hope" venerdì 2 ottobre alle ore 18. Vedere e ascoltare "John Williams in Vienna" è un'esperienza assolutamente da non perdere, credetemi!