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John Williams in Vienna Dolby Atmos
John Williams in Vienna Dolby Atmos
Marco Cicogna - 02 Ottobre 2020
“La DG sbanca con il grande concerto di John Williams a Vienna. Una suite di colonne sonore in CD, file audio, Blu Ray (audio e video) e un doppio vinile da collezione. Un prodotto discografico per tutte le stagioni e per ogni appassionato. Qualunque sia il vostro formato d'elezione, il suono dei Wiener Philharmoniker saprÓ affascinarvi”
Pagina 1 - L'ascolto di Marco Cicogna


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Con John Williams gli audiofili  vanno a lezione di grande orchestra!

Battute a parte è vero che grazie a questo album molti appassionati di audio e non pochi appassionati di Home Video hanno potuto apprezzare il suono della grande orchestra. E non una orchestra qualsiasi, ma la Filarmonica di Vienna, con il suo smalto prezioso ed il suo prestigio. Ci voleva “E.T.” per regalare ai non appassionati di classica le sonorità avvolgenti della sala del Musikverein di Vienna? In tal senso l'operazione è perfettamente riuscita, confezionando la Deutsche Grammophon un prodotto artisticamente ineccepibile e tecnicamente allo stato dell'arte. La ciliegina sulla torta della traccia in Dolby Atmos (sia per il concerto con le immagini che per la versione in studio senza pubblico) rappresenterà il riferimento d'ascolto per la prossima stagione. 

Non mi imbarazza dunque raccontare che erano anni che non mi capitava di attendere con tanta trepidazione l'arrivo di un disco. Avevo già la versione CD, ma poi ero andato ad acquistare la versione in file (stereo) 24/96. Ma il pezzo forte era la versione “deluxe” che mette assieme CD e Blu Ray. Ascoltare la Filarmonica di Vienna nello splendore del multicanale non capita tutti i giorni. Cogliere quell'acustica che ho imparato a conoscere ed amare con il conforto e la suggestione di un  “immersive audio” di qualità costituisce uno step ulteriore verso il completo godimento musicale. C'è poi il Dolby Atmos, a rappresentare lo stato dell'arte della tecnologia. Per non parlare del coinvolgimento offerto dalle immagini.


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Ma procediamo con ordine. Non mi aspettavo che il Blu Ray contenesse in effetti due programmi distinti. Il video con il concerto completo di 19 brani, ovviamente quello con il pubblico, spesso in delirio, a volte a rendere una meritata “standing ovation”. Poi c'è la sezione che potrei dire “Blu Ray Audio”, con il contenuto del CD (quello che trovate anche in PCM 24/96 su diversi siti), l'ampia selezione senza pubblico che raccoglie i 13 pezzi principali. Non ci sono gli applausi alla fine di ogni pezzo e il suono è ancora più definito, con le pause immerse nel silenzio che offre il respiro intatto della sala. Perfetto per gli audiofili.

C'è la musica di John Williams, che ovviamente non è Beethoven o Mahler ma che nell'immaginario collettivo rappresenta l'espressione orchestrale prestata alle emozioni del grande schermo. Pagine immancabili per chi ama il bel suono, a prescindere dal genere musicale. Le abbiamo un po' nel cuore. Si tratta di una prima volta anche per l'orchestra; i Wiener Philharmoniker rappresentano l'apice della musica sinfonica a livello mondiale e non mi risulta che abbiano mai affrontato la musica per il grande schermo. Loro che nel DNA hanno Mozart e Beethoven e Mahler esibiscono uno smalto di prestigio assoluto, che mette in evidenza le prime parti, l'espressione degli archi e quando occorre una potenza di fuoco che trova ottoni pieni e consapevoli con una sezione di (otto) corni che conosce veri “momenti di gloria”.


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Il video, s'intende, offre l'emozione dell'evento live, ci rende partecipi delle sensazioni del pubblico, ci regala la commozione dello stesso John Williams che interviene con un breve saluto e poi presentando la violinista Anne-Sophie Mutter e infine nella sentita introduzione delle musiche da “E.T.” Descrive, e non è un discorso di circostanza, quanto si sia sentito onorato per essere stato chiamato  a dirigere la propria musica con questa orchestra e in questa sala. Ben oltre di un educato saluto al pubblico. Appassionante la sua presentazione di Anne Sophie Mutter. Del resto con la grande violinista aveva recentemente inciso l'album con arrangiamenti dei suoi temi in una versione concertante per violino e orchestra dal titolo “Across the Stars”, un album decisamente consigliabile soprattutto nella sua versione in file PCM 24/96.


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Qui la Mutter ci commuove con le “riminiscenze da Schindler's List”, ma sorprende con questa versione dei grandi temi da Harry Potter, che diventano una sorta di fantasia virtuosa per violino e orchestra. Prendendo spunto dal commento quanto mai azzeccato di un appassionato lettore, Augusto Venezia, che scriveva: “Il violino della Mutter diventa la vera bacchetta magica di questo concerto”, appare evidente che il contributo della celebre violinista tedesca rappresenta la ciliegina sulla torta di una serata davvero riuscita. Questo concerto rappresenta anche il summit artistico di un compositore che ha raggiunto un successo planetario, affidando qui la sua musica all'orchestra più celebre. Quanta strada ha fatto John Williams, un successo anche commerciale che da appassionati di grande musica vorremmo augurare a tutti i bravi musicisti. Leggere la sua storia e gli inizi musicali con una difficile gavetta è commovente e stimolante al tempo stesso.


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L'altro aspetto, fondamentale per i pochi lettori che seguono queste pagine, è certamente quello della ripresa sonora. Già avevo colto nell'invio stampa del semplice CD l'eccellente cornice tecnologica offerta a questo evento. Capita spesso di notare come le edizioni concepite per il video suonino davvero bene, un tema sul quale dovremo tornare. Non sempre l'acustica del Musikverein, spettacolare dal vivo, risulta altrettanto smagliante nella versione discografica. Qui siamo davvero ai massimi livelli, come già appare in tutta evidenza nella versione due canali in 24/96, da non mancare da parte di quegli audiofili tradizionali che il video proprio non lo sopportano. Un assaggio del programma lo trovate nei video ufficiali di presentazione su “YouTube”, ma il suono attraverso un impianto è ben altra cosa.


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Innanzitutto il timbro, ovvero il colore strumentale, che configura nel suo equilibrio l'attendibilità sonora delle diverse sezioni orchestrali. Le partiture di John Williams prevedono un'ampia formazione sinfonica, generosa negli ottoni, con un ottetto di corni che si copre di gloria. Entrano in gioco, questi corni, in più parti e trionfano nei temi di Star Wars, forse i più celebri, ma rappresentano in tanti affascinanti momenti la voce nobile della scrittura del compositore americano. Gli archi, punto di forza nell'espressione musicale della formazione viennese, sono dipinti con il giusto smalto, omogenei e generosi, corposi anche nel registro medio-basso che viene reso con un senso di calore e coinvolgimento che tutti sapranno apprezzare. Notevole anche il sostegno delle percussioni, un plauso alla resa del brillante tono metallico del glockenspiel e più ancora, sono certo, apprezzerete la solida presenza della grancassa. La vediamo quasi appoggiata al fondo della sala e dunque particolarmente incisiva. Se l'attacco della “Imperial March” è giustamente imponente, il suono ampio, solido ed omogeneo si apprezza in ogni parte. Tutto questo, s'intende, anche nella semplice riproduzione due canali. Non sono attrezzato per il Dolby Atmos, ma vi assicuro che l'ascolto in multicanale regala anche in questo album quel maggior senso di realismo che abbiamo indicato in più occasione. Non è soltanto la scena ad aprirsi in una scatola sonora effettivamente tridimensionale, ma il rilievo di ciascuno strumento assume caratteri più spontaneo privo di artificiosità, tanto da far apprezzare l'emissione senza costrizioni, limitazioni e compressione dinamica anche a livelli davvero sostenuti. Sempre, s'intende, che l'impianto abbia la giusta potenza a garantire il giusto respiro espressivo.

Nell'attesa di utilizzare questo programma in una futura dimostrazione di ascolto anche in Dolby Atmos, cogliamo la suggestione di questa musica che porterà il suono dei Wiener Philharmoniker nelle case di molti appassionati.

Buon ascolto

Pagina 2 - Il punto di vista di Fabio Angeloni


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Tra i miei tanti difetti c'è anche quello di non amare particolarmente il tono complessivo delle incisioni Deutsche Grammophon. Sì, lo so: è gravissimo. Ma dopo aver passato tanti anni nella vergogna per aver anche solo mentalmente adombrato un pregiudizio del genere sul marchio per eccellenza della musica classica (presente sul mercato dal 1898) intendo fare outing su questo controverso argomento, ben sapendo di espormi inutilmente al pubblico ludibrio.


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Ricordo però che, decine di anni fa, all'ascolto delle prime e tanto decantate incisioni su CD in DDD della DG, che sulla carta in quel momento storico erano tecnicamente all'apice in quanto effettuate completamente nel dominio digitale (ripresa microfonica esclusa, chiaramente), seguiva un qual certo senso di frustrazione dovuto come alla mancanza di qualcosa rispetto al raggiungimento della sempre piuttosto inafferrabile perfezione sonora. Sarà stato per via della gioventù del sistema di campionamento e della catena di trattamento del suono digitale, ma quei dischi mi apparivano - certo - sempre silenziosissimi e sonicamente quasi neutri, ma con un lieve e al contempo udibilissimo viraggio sonoro sulle tonalità fredde. Questa sorta di marchio di fabbrica stampato (idealmente, ma anche oggettivamente) su ogni prodotto DG negli anni ha rappresentato per me (ma, credo, anche per altri) un impedimento non certo a comprare quei meravigliosi CD (ambientati in prestigiosi auditorium, suonati da ottime orchestre composte da apprezzati interpreti e guidate da direttori di elevatissimo standing internazionale), piuttosto poi a riascoltarli frequentemente quanto il pregiato contenuto artistico avrebbe suggerito di fare. (Esattamente il contrario mi è sempre capitato con i prodotti Telarc, che proponevano interpreti e sale da concerto forse meno celebri, ma maestosamente immortalati da incisioni sublimi, il cui ascolto ogni volta rappresentava una vera e propria festa per le orecchie e per la mente.)


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Ebbene, sulla base di queste radicate convinzioni era improvvisamente risorto in me un vago senso di scetticismo quando, circa un mese fa, Marco Cicogna iniziò a solleticare l'interesse della redazione con la notizia che di lì a breve sarebbe stata commercializzata questa registrazione. La sicumera con cui si poneva sulla questione aveva subito messo in moto una sorta di silenziosa competizione tra tutti noi volta ad ottenere per primi, magari ordinandoli da posti lontanissimi e piuttosto improbabili, una copia del disco, in qualsiasi formato fosse; manco a dirlo, stravinta a mani basse da Marco che in un fiat aveva collezionato prima di tutti il CD, poi il file in formato FLAC ad alta risoluzione 96kHz/24 bit, poco dopo il blu ray ed infine il doppio LP (anche se, a guardare il capello, forse gli manca ancora la versione UHQCD-MQA): insomma, ci aveva elegantemente ma oggettivamente surclassato al suo modo, quasi provando a far finta di nulla.


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Il formato che ho scelto è il blu ray, intanto poiché contiene la raccolta di brani più completa (le edizioni de luxe hanno a loro interno 6 tracce in più), poi in quanto contiene anche la parte visiva (1080 interlacciato/720 progressivo, ma su questo sono certo che si profonderà alla pagina seguente Emidio) che trovo ancor più coinvolgente se riprodotta in una adeguata catena A/V, ancora in quanto unico prodotto presentato in multicanale, infine in quanto contiene le codifiche non compresse DTS-HD MA 24bit/96kHz a due canali e 24bit/48kHz in multicanale 5.1, oltre alla Dolby (TrueHD/MLP) Atmos 9.1.4 (suppostamente una 24bit/48kHz), che finalmente scendono adeguatamente in gamma bassa. Su quest'ultima codifica mi limiterò a dire che in questo periodo storico ascolto con grande piacere materiale in Dolby Atmos in tutte le sale attrezzate a riprodurre il suono immersivo, vale a dire nei set dotati di un sintoamplificatore o un preamplificatore adeguato e almeno un paio (o magari addirittura due coppie) di altoparlanti suppletivi posizionati a soffitto, con relativi finali di amplifcazione. Fatto sta che ho deciso di non scaricare la versione offerta da Amazon Music HD, preferendo procedere all'acquisto del supporto fisico.


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Non scenderò nel dettaglio, in quanto l'articolo di Marco, meglio di quanto potrei fare io, dà conto esaustivamente dell'altissima qualità complessiva della registrazione, che per parte mia mi sentirei di definire da riferimento assoluto: Deutsche Grammophon, insomma, è tornata e il mio pregiudizio non ha potuto che dissolversi come neve al sole.

Certo è che poter assistere alla magia di un uomo che fa eseguire le famosissime musiche da lui composte dirigendo alla veneranda età di 88 anni l'orchestra dei Wiener Philharmoniker sul palco della loro Goldener Saal nella elegante cornice del Musikverein (a ben 150 anni dalla sua costruzione) è uno spettacolo il cui biglietto di ingresso non dovrebbe avere prezzo.


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Ci tengo però a sottolineare che quest'opera piacerà in generale agli appassionati della qualità sonora tout court (in particolare per un conturbante multicanale lossless DTS-HD MA ed un Dolby Atmos dalla realistica spazialità ambientale), potrà essere acquistata dai cinefili per rivivere i momenti salienti dell'enorme quantità di blockbuster americani il cui commento sonoro è stato curato da Williams, ma costituisce un documento letteralmente imperdibile per gli amanti delle colonne sonore nude e crude. A chi volesse un assaggio del contenuto artistico del concerto consiglio di visualizzare alcuni excerpts già presenti su YouTube o di assistere sul tubo alla prima del "Main Title" tratto da "Star Wars: a new hope" venerdì 2 ottobre alle ore 18. Vedere e ascoltare "John Williams in Vienna" è un'esperienza assolutamente da non perdere, credetemi!

Pagina 3 - Il giudizio di Emidio Frattaroli


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L'emozione dell'acquisto, nell'attesa e all'arrivo del cofanetto del concerto dei Viener diretti da John Williams, non la provavo da molto tempo. Del resto il mix perfetto tra la meravigliosa acustica del Musikverein di Vienna, il repertorio popolare e l'esclusivo direttore, sarebbero irresistibili per chiunque. E in effetti l'acquisto non è stato dei più semplici. Il cofanetto, con CD e Blu-ray Disc, è andato esaurito rapidamente. Io l'ho acquistato su amazon.de, ad un prezzo sensibilmente più basso rispetto a quello medio "italiano"; misteri del mercato globale...


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Le caratteristiche audio sono di gran pregio, non soltanto per la presenza di tre mix differenti - ovvero stereo, multicanale classico e Dolby Atmos - ma per la qualità della produzione, con mix caratterizzato da equilibrio timbrico e dinamica all'altezza delle aspettative. A pochi giorni dall'arrivo l'ho già ascoltato parecchie volte ed è già diventato un 'disco test' particolarmente utile, soprattutto per l'articolazione, la potenza e l'estensione in gamma bassa. Il giudizio sulla qualità video è molto diverso.

 
Due inquadrature con dettaglio e risoluzione sensibilmente differenti
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Se la produzione audio è decisamente al passo con i tempi, quella video è decisamente superata. La traccia video è in formato Full HD a scansione interlacciata che è ancora oggi - purtroppo - uno 'standard' per le produzioni di musica colta. Vi ricordo che il formato video Full HD a scansione interlacciata è quello 'televisivo', lo stesso formato trasmesso dal digitale terrestre oppure dal saltellite, anche da Sky. In Europa il segnale Full HD a scansione interlacciata ha una frequenza di 50Hz. Questo significa che ogni secondo si alternano 50 semiquadri, ciascuno a metà risoluzione Full HD. Per questa produzione, invece hanno scelto una scansione a 60Hz (per la precisione, la frequenza è 59,94 Hz).

 
Due identiche inquadrature, con bilanciamento del bianco differente
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Per completezza, lo 'standard' dei film sullo stesso supporto Blu-ray Disc è a scansione progressiva ma con frame-rate più basso, ovvero 24Hz: in questo secondo caso, ognuno dei 24 fotogrammi al secondo è a piena risoluzione full HD. Eppure, una produzione a 24Hz a scansione progressiva non avrebbe permesso di apprezzare il dettaglio nei movimenti - talvolta rapidissimi - degli esecutori e del direttore d'orchestra. Ecco perché per le produzioni musicali si preferisce utilizzare il Full HD a scansione interlacciata, poiché il numero di fotogrammi al secondo è più che doppio, ma la risoluzione è dimezzata.

 
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La qualità video generale soffre quindi di questa 'tara' che è insita nel formato scelto per la distribuzione e, quasi certamente, anche per la produzione. La qualità video generale è tra il molto buono e l'ottimo (ma non eccellente), sia per risoluzione che per dinamica e rumore. Il bitrate è abbastanza elevato e spesso sale oltre i 25 Mbps. Eppure è comunque presente un po' di rumore che non si capisce se sia un effetto della quantizzazione oppure - più probabilmente - un mix di quest'ultimo e del rumore video delle telecamere, soprattutto di alcune.

 
Anne Sophie Mutter, inquadrata troppo spesso di spalle​ e con inquadrature troppo strette
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Anche la regia e il montaggio, in alcuni casi, mi hanno lasciato un po' interdetto. In generale le inquadrature sono un po' troppo strette oppure da un'angolazione discutibile. Come quelle sulla straordinaria Anne Sophie Mutter, inquadrata troppo spesso di spalle e con dettagli sullo strumento così stretti da essere troppo mossi e addirittura fastidiosi. La tendenza allo stringere troppo c'è anche nel dettaglio delle varie sezioni (archi, ottoni, legni). Inoltre, vengono inquadrate col contagocce sia le percussioni che i contrabassi. 

 
Le percussioni, come il pianoforte, inquadrate col contagocce
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A parte la scelta dell'inquadratura, nella maggior parte dei brani la partitura viene seguita in maniera esemplare, con un montaggio serrato e avvincente, con dettagli sugli strumenti, sugli esecutori e sul direttore che sarebbero impossibili da cogliere anche se fossimo seduti nella posizione ideale, al posto di John Williams, che indossa una cravatta che è un perfetto generatore di moirè, sopratuttto per quei TV, proiettori o lettori Blu-ray Disc che non hanno una sezione di de-interlaccio al di sopra di ogni sospetto.


John Williams e la sua cravatta, un perfetto generatore di moirè
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Tornando alla qualità video, se fosse stata AV Magazine a produrre un disco del genere, che venderà probabilmente centinaia di migliaia di copie, avrei 'copiato' come minimo gli standard di produzione dei Berliner Philarmoniker che - ve lo ricordo - trasmettono addirittura dal vivo, in streaming, a risoluzione 4K a scansione progressiva, in HLG, con qualità video molto elevata, meno camere rispetto a quelle utilizzate a Vienna ma con inquadrature dal respiro più ampio e una richezza di dettagli che fanno diventare interessante anche il repertorio più difficile e noioso.

I pochi limiti - non molti del resto - che riguardano la qualità video, non bastano a intaccare un giudizio generale che è estremamente positivo. E non vedo l'ora di utilizzare questo Blu-ray Disc in una delle prossime dimostrazioni assieme a Marco Cicogna, confrontando - ad esempio - le sonorità  dei Viener con lo stesso repertorio eseguito da altre orchestre, come i Berliner diretti da Sir Simon Rattle a Waldbühne nel June 2015... Per l'alto profilo tecnico, l'eccellente qualità audio e l'ottima qualità video, la 'Deluxe Edition' del cofanetto 'John Williams Live in Vienna, riceve il nostro 'Editor's Choice' 2020. come miglior edizione musicale in Blu-ray Disc.