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Toshiba: stop alla produzione TV in Giappone

di Gian Luca Di Felice, pubblicata il 22 Maggio 2012, alle 09:10 nel canale Display e TV Color

“La multinazionale nipponica annuncia di aver interrotto la produzione di TV sul suolo giapponese da marzo scorso. La domanda di TV è crollata del 75% sul mercato interno e i costi produttivi rischiano di essere troppo alti per far fronte alla concorrenza internazionale”

Un altro gigante giapponese rinuncia alla produzione locale di TV. Dopo la chiusura della fabbriche da parte di Hitachi e drastici ridimensionamenti produttivi da parte di Panasonic e Sharp, ecco che anche Toshiba ha optato per l'interruzione della produzione di TV sul suolo giapponese. I motivi di questa scelta sono diversi: un drastico calo della domanda di TV in Giappone (meno 75% negli ultimi mesi del 2011), la crisi energetica legata alla chiusura delle centrali nucleari, con relativo aumento del costo energetico dovuto all'acquisto di gas e petrolio e, infine, uno Yen molto forte che frena le esportazioni.

Toshiba si appresta, inoltre, a ridurre il numero di modelli presenti nella propria gamma TV, seguendo la stessa linea già tracciata da Sony: meno diversificazione e più qualità.

Fonte: HD Numérique



Commenti (5)

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Commento # 1 di: ellebiser pubblicato il 22 Maggio 2012, 09:25
Non è una bella notizia, mancando concorrenza se il mercato continua a concentrarsi si rischia la stagnazione delle novità...
Commento # 2 di: Neros22 pubblicato il 22 Maggio 2012, 10:21
Il problema sarebbe la stagnazione delle novità?
Il problema è un altro... se tutta l'imprenditoria del mondo evoluto ha come unica soluzione alla crisi quella di andare dove costa tutto meno, e se costa meno un motivo c'è, il mondo nella sua interezza non andrà da nessuna parte.

Occorre rimboccarsi le maniche, produrre anche dove costa di più, produrre meno e aumentare i margini... primo metodo?
Impedire la guerra devastante al ribasso in corso un pò ovunque sui prezzi dei prodotti IT ed elettronici, non è sostenibile un sistema che applica ricarichi dell'1% e non è sostenibile un mondo dove l'unico modo di produrre e vendere da parte delle case madri è sottocosto.

Occorre cambiare radicalmente il metodo di fare impresa...
Commento # 3 di: themalta pubblicato il 22 Maggio 2012, 11:39
All'aumento dei margini deve corrispondere un aumento del potere di acquisto dei salari diversamente, la merce rimarrebbe sugli scaffali.....
Commento # 4 di: gattapuffina pubblicato il 22 Maggio 2012, 13:14
Originariamente inviato da: Neros22;3531810
Il problema è un altro... se tutta l'imprenditoria del mondo evoluto ha come unica soluzione alla crisi quella di andare dove costa tutto meno, e se costa meno un motivo c'è, il mondo nella sua interezza non andrà da nessuna parte.


Ci aveva provato qualche anno fa la Pioneer con le sue ottime TV e, complice la crisi internazionale, ha dovuto abbandonare tutto.

C'è un'azienda che produce dove costa meno, produce tanto, vende tanto e ha ANCHE altissimi margini, ed è ovviamente la Apple.

Questo perché, a differenza di molte altre aziende, hanno capito che spesso è meglio inserire MENO funzioni e realizzare un prodotto facile e piacevole da usare che fa bene quello per cui è venduto, piuttosto che riempire i prodotti di caratteristiche fondamentalmente inutili che servono solo ad infarcire i depliant, il cui unico effetto è di avere una moltiplicazione di modelli tutti uguali tranne poche inutili differenze, che però sono un incubo logistico, non permettono buone economie di scala, e danno all'utente pochissima sicurezza o meglio, la certezza che non appena sei uscito dal negozio con il prodotto nuovo in mano, è già vecchio.

Quante versioni di MacBook ci sono a paragone, per esempio, dello sterminato catalogo di HP, Dell, etc ? Con pochissimi modelli in listino, ma ben progettati, i margini si alzano perché gli ordinativi dei componenti vengono pianificati meglio. E ci guadagnano anche gli utenti, perché i prodotti hanno un maggior valore, basta vedere i prezzi dell'usato Apple. Un iPod di 5 anni fa si vende ancora tranquillamente, un lettore MP3 Creative di 5 anni fa, al massimo lo puoi regalare a qualche zia che ti sta antipatica...
Commento # 5 di: King Crimson pubblicato il 22 Maggio 2012, 15:28
Negli ultimi anni si è assistito ad una saturazione estrema del mercato tv. L'innovazione tecnologica (concreta o presunta come nel caso delle tv led, delle smart tv, in buona parte del 3d) è stata una leva effimera con la quale i produttori annaspanti cercavano di stare a galla in un mercato sovraffollato in cui i margini di guadagno si assottigliavano sempre più. Complice un ricambio esasperato di modelli, in questo contesto, ove il marketing soverchia la qualità, i prodotti migliori (plasma su tutti, con anche Panasonic in perdita) si perdono tra le migliaia di altre proposte quasi identiche e finiscono per scomparire.
Per intenderci: ai tempi dei crt non uscivano nuovi modelli ogni 6 mesi e ciò che contava era la qualità, pura e semplice (del video e anche dell'audio, ma questo è un altro discorso). Si vendevano i Trinitron per il cinescopio e non grazie a subdole attrattive somministrate dagli uffici marketing. Oggi il pubblico è mediamente più informato ed esperto, ma paradossalmente proprio per questo, a mio avviso, più esposto alle politiche commerciali più bieche.
Forse questo panorama recessivo porterà le aziende a rivedere le proprie strategie e, almeno spero, contribuirà a restituire equilibrio al mercato premiando i prodotti validi e le innovazioni sostanziali (confido negli oled).