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Osram Eviyos: local dimming per proiettori?

di Franco Baiocchi, pubblicata il 27 Settembre 2017, alle 12:34 nel canale AVPRO

“Osram ha sviluppato Eviyos, un prototipo di LED ibrido che permette di realizzare fari intelligenti automotive con oltre 1000 pixel controllabili individualmente, con LED e elettronica di controllo integrati nello stesso chip”

OSRAM Opto Semiconductors ha sviluppato il prototipo Eviyos, primo LED ibrido al mondo, e rappresenta una tappa decisiva verso la commercializzazione dei LED intelligenti ad alta risoluzione. Quando il sistema rileva un veicolo sulla carreggiata opposta, alcuni pixel si spengono automaticamente, per evitare di abbagliare il veicolo in arrivo. Il prototipo, integrato in un dimostratore predisposto da OSRAM Specialty Lighting, è stato presentato in anteprima all’ISAL di Darmstadt, dal 25 al 27 settembre. Cosa c'entra una soluzione "automotive" con il mondo della videoproiezione è presto detto.

Eviyos si basa sul progetto di ricerca µAFS, terminato nell’autunno del 2016, che ha coinvolto diversi partner del settore industriale, ed è stato coordinato da OSRAM Opto Semiconductors. Il prototipo associa due tecnologie in un unico componente: un chip ad emissione luminosa e l’elettronica per il controllo individuale dei pixel. Ciò significa che i 1024 pixel di Eviyos e il driver sono contenuti in una superficie di circa 4 mm x 4 mm.  La sorgente luminosa genera un flusso minimo di 3 lm a 11 mA per pixel, ma i primi prototipi hanno già emesso più di 4,6 lm per pixel. Inoltre, la nuova tecnologia permette di modificare il numero di LED ibridi e di integrarli con LED tradizionali, a seconda dei requisiti dell’applicazione.

Eviyos illumina lo spazio circostante con una luce abbagliante che non compromette la visibilità degli altri utenti della strada, né direttamente, né indirettamente, ad esempio attraverso il riflesso prodotto dalla segnaletica, il tutto controllando l'emissione di ogni singolo pixel. Se in futuro fosse possibile aggiungere anche la modulazione e non solo l'accensione e lo spegnimento, si potrebbe forse ipotizzarne l'uso anche nel campo della videoproiezione, mediante chip molto più grandi, luminosi e ad alta risoluzione, in modo da costruire un vero e proprio sistema a doppia modulazione, per rapporti di contrasto elevatissimi.

“Il LED ibrido è l’ennesima dimostrazione del contributo sostanziale offerto dai nostri prodotti al miglioramento della qualità della vita in svariati settori. Eviyos incrementa la sicurezza stradale, rendendo la guida più confortevole. Siamo orgogliosi di poter presentare il primo prototipo subito dopo la conclusione del progetto di ricerca. È un ulteriore passo avanti verso la produzione in serie”, afferma Thomas Christl, Marketing Manager di OSRAM Opto Semiconductors.

Eviyos, compatto e potente, vanta anche un’elevata efficienza energetica grazie alla precisione del controllo e della dimmerazione dei singoli pixel. I soli pixel a rimanere accesi, infatti, sono quelli che servono. All’inizio del 2020, in occasione del lancio di Eviyos, questi prodotti faranno parte di una famiglia a sé stante, destinata a soddisfare un’ampia gamma di applicazioni. I proiettori intelligenti, infatti, sono solo uno dei possibili settori di impiego del controllo selettivo dei pixel. Il prototipo Eviyos è il primo LED ibrido integrato in cui un chip ad emissione luminosa microstrutturato e il controllo individuale dei pixel sono stati combinati in un unico componente

Per maggiori info: www.osram.it

 



Commenti (1)

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Commento # 1 di: AlbertoPN pubblicato il 27 Settembre 2017, 16:55
Più di un decennio fa (abbontante) in Svezia la Volvo (allora gruppo GM se non vado errato) aveva allo studio una soluzione con i DMD della TI per direzionare il fascio di luce o disegnarlo. Anche dalla fabbrica avevano mandato dei chip guasti (pixel rotti) per tutti i test e le simulazioni, ma poi non se ne seppe più nulla, o meglio, io non ho più sentito parlare di quel progetto.

Questa soluzione Osram è geniale ed unisce i due mondi (fonte luminosa e controllo del fascio) in un unico device.
Chissà cosa ne esce