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50 sfumature di grigio

di CineMan , pubblicato il 08 Luglio 2015 nel canale SOFTWARE

“Amore e sottomissione nel primo film legato alla fortunata serie di romanzi di E.L. James. Distribuzione in versione estesa curata da Universal Pictures HE”

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Anastasia Steele (Dakota Johnson) è una studentessa di letteratura inglese che per aiutare un'amica si trova casualmente a intervistare Christian Grey (Jamie Dornan), affascinante ventisettenne magnate dell'industria, incontro foriero di inaspettate sensazioni a fior di pelle che lascia entrambi gli animi scossi.

Caso vuole sia lui a ritrovarla proprio nel negozio dove lavora come commessa per arrotondare e nonostante odi nel profondo le ragioni che lo spingono al corteggiamento non esita a farsi avanti, usando tutto il tatto e la gentilezza possibili nei confronti di una donna così lontana dal suo status sociale e da un mondo di emozioni forti.

Mondo fatto di dominazione totale e possessione, feticismo e bondage, piacere generato da dolore fisico che impone il di lei consenso scritto, condizioni che con le debite varianti vengono apparentemente accettate spingendola ben presto a scoprire i limiti nell'accondiscendere, per amore, alle perversioni di un uomo ossessionato dal controllo e con un oscuro passato. Grey dal canto suo è travolto da sentimenti ed emozioni mai provate prima ritrovandosi inaspettatamente a scendere a compromessi con gli inconfessabili appetiti sessuali.

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Anche se non ho letto l'omonimo libro di E.L.James, capostipite della notissima serie di romanzi erotici, sono abbastanza certo che il film vi renda giustizia solo in parte, preso dalla sensazione di una superficiale riproposizione di elementi da edulcorato romanzo erotic-chic incapace di osare davvero su grande schermo, di andare al di là di enunciate clausole contrattuali come 'fisting anale e vaginale', 'pinze per genitali', 'dilatatori anali' rischiando peraltro di suscitare involontaria ilarità.

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Una storia d'amore come tante che sceglie di non scendere quasi mai al di sotto dell'ombelico e quando lo fa si comporta troppo pudicamente, sofferente per elementi di una banalità disarmante come il primo incontro tra i due protagonisti e l'ingresso di Anastasia nella vita di Christian con tanto di ridicola caduta su pavimento. Le (curatissime) sequenze 'hot' soffrono di un annacquato erotismo incapace di aggiungere pressoché nulla al genere per un'opera fortunata appendice di uno sproporzionato successo editoriale proseguito ai botteghini: 40 milioni di budget per un incasso che ha superato i 160 milioni solo in America.

Inusuale la scelta del protagonista maschile ricaduta sullo sconosciuto Jamie Dorman, esordiente al cinema nella “Marie Antoinette” del 2009 di Sofia Coppola, mentre la fragile e ingenua verginella di provincia (quando la smetteranno di associare la Wolkswagen Beetle Tipo 1 alla gioventù naïf?) è interpretata da Dakota Johnson, figlia dell'attore Don Johnson, ventiseienne in ribalta dal 2009 quando lavorò per la prima volta accanto alla madre Melanie Griffith.

Sulla falsariga anche la regista Sam Taylor-Johnson con all'attivo un solo altro lungometraggio: l'interessante “Nowhere boy” sulla vita giovane di John Lennon.

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Sorvolando su raccapriccianti estremismi da parte di chi (pare in Gran Bretagna) si è presentato in sala vestito in latex o sul ritrovamento tra le poltrone di preservativi usati, maschere e confezioni per manette (nemmeno si fosse trattato della proiezione di “Romance” di Catherine Breillat con Rocco Siffredi) suggerirei a coloro che desiderino assistere a un'opera di tutt'altro spessore che esplora il complesso universo della sottomissione di recuperare “Secretary” (2002) di Steven Shainberg con i formidabili James Spader e Maggie Gyllenhaal: lei che trova sollievo alle turbe psichiche infliggendosi dolore fisico presa in prova come segretaria da un ignaro avvocato che vive la relazione dipendente-datore di lavoro unicamente attraverso l'approccio sadomasochistico.

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La versione cinematografica di “50 sfumature di grigio” dura 125 minuti e 12 secondi mentre la cosiddetta “mai vista”, inclusa in questo blu-ray, 128 minuti e 29 secondi, decisamente troppo poco per colmare il vuoto percepito da chi è uscito insoddisfatto dalla sala.

Qualità video

BD-50, aspect ratio 2.40:1, codifica AVC/MPEG-4 (1920x1080, 23.97 fps).

Girata interamente in digitale (Arri Alexa XT, ARRIRAW 2.8K, fonte IMDB, ndr), opera che presenta da subito un'eccellente resa d'insieme, risalto particolari anche in secondo piano e background. Senso di profondità di campo, precisione anche nei passaggi notturni grazie a neri profondi e solidità frame anche in quelli meno luminosi, elevato e costante contrasto.

In alcuni istanti si potrebbe avvertire minimo aliasing di relativo impatto specie se in presenza di schermi di grandi dimensioni. Nel complesso un risultato di eccellenza con sequenze anche reference.

Analisi del bitrate: l'opera è stata suddivisa in più parti quindi presentiamo l'analisi di uno dei file più grandi
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Qualità audio

Traccia DTS lossy 5.1 canali in italiano (754 kbps assieme a tedesco e turco) con ottima presenza d'insieme per il fronte anteriore, dialoghi ottimamente contrastati e sostegno costante. Ricchezza di elementi inferiore per il due canali rear e subwoofer con elementi discreti in particolare nelle sequenze all'aperto o all'interno di rumorosi locali.

Poco al di sopra l'originale inglese DTS-HD Master Audio 5.1 canali (core @1509 kbps) con ulteriore dinamica e presenza da ogni diffusore sostenendo ulteriormente la visione ma senza mai raggiungere livelli da riferimento.

Entrambe le versioni si possono seguire in lingua italiana.

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Extra (HD)

Clip di una manciata di secondi dedicata al sequel “Fifty Shades Darker”, approfondimento sui personaggi della storia (13'), dietro le quinte esplorando la realizzazione con interventi dei creatori e parte del cast (19'), la nascita del romanzo attraverso le parole della scrittrice (6'), incredibile ma vero c'è un capitolo dedicato a un esperto BDSM assunto per restituire verità alle sequenze di dominazione (9'), tour pseudo-interattivo dell'appartamento di Mr. Grey, due video musicali con un dietro le quinte (5').

Sottotitoli in italiano. Stranamente assenti le scene tagliate che immaginavamo in abbondanza.

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La pagella secondo CineMan

Film  5,5 
Authoring  6 
Video  9,5 
Audio ITA  8 
Audio V.O.  8,5 
Extra  6,5 

 

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Commenti (3)

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Commento # 1 di: TheRaptus pubblicato il 06 Agosto 2015, 14:18
Tralasciando i commenti sul film, sul genere, recitazione ed altro, mi piacerebbe leggere una nota in questi test:
Se uso un BD doppio strato, 50GB, quanti di questi sono usati? Perchè se ne lascio vuoti più di 5/10, IMHO l'hanno compresso troppo e potevano far di meglio.
Commento # 2 di: CineMan pubblicato il 06 Agosto 2015, 15:21
Spazio

Il BD occupa in totale circa 42.3 Gb, il film è composto di molteplici file, alcuni dei quali 'doppi' per la gestione seamless branching e la visione di entrambe le versioni, theatrical e uncut. Come puoi leggere sopra è stato analizzato il file più grande dell'opera ovvero il 400.m2ts che occupa da solo 8.5 Gb per circa 42 minuti di film a partire dall'inizio. Il resto dell'opera è suddivisa in ulteriori file m2ts di dimensioni inferiori i quali, assieme agli extra in HD hanno fatto superare abbondantemente i 25 Gb. Nonostante rimangano disponibili circa 7.7 Gb rispetto al BD-50 dubito si potesse fare meglio visto il già pregevole risultato.
Commento # 3 di: stazzatleta pubblicato il 06 Agosto 2015, 15:49
cattura l'attenzione per 10 minuti scarsi dopodichè capisci che c'è qualcosa che non va e ti aspetti che questa situazione si risolva da un momento all'altro con un cambio di marcia che non arriva mai...

decisamente deludente su tutti gli aspetti tranne quelli tecnici che in effetti sono di alto livello (se non ricordo male però, in una o due scene buie ho intravisto un po' di compressione)