Dark Shadows
Tim Burton e Johnny Depp portano al cinema la serie TV americana con protagonista il vampiro Barnabas che abbandona forzatamente il XVIII° secolo per ritrovasi catapultato nel 1972, con una discendenza in difficoltà e l'amore di una vita ancora deluso per l'abbandono subito. Distribuzione Warner Bros. Pictures Italia
Inghilterra, 1750. I coniugi Collins insieme al piccolo Barnabas salpano da Liverpool per cercare fortuna in America e la trovano nel mondo imprenditoriale della pesca. La loro tenuta diventa il centro di una nuova città che da loro prende il nome: Collinsport. Diversi anni dopo Barnabas commette l'errore di rifiutare l'amore di Angelique Bouchard che - in quanto strega - per punizione lo trasforma in vampiro e lo seppellisce vivo. Nel 1972, due secoli dopo, Barnabas viene casualmente liberato, scoprendo che il mondo e Collinsport sono profondamente cambiati. I suoi discendenti sono in rovina per colpa della imprenditrice di città che somiglia in maniera sospetta alla sua Angelique...

Ottava collaborazione tra il regista Tim Burton e Johnny Depp (qui anche produttore), che tornano insieme sul grande schermo a soli due anni da Alice in Wonderland. L'occasione è Dark Shadows, adattamento cinematografico dell'omonima serie TV andata in onda negli Stati Uniti dal 1966 al 1971. I due però proseguono la scia negativa intrapresa con Alice, con un film che onestamente non funziona.
La colpa maggiore è della sceneggiatura curata da Seth Grahame-Smith, autore del romanzo Orgoglio e Pregiudizio e Zombie, che si affaccia al mondo del cinema con questo script e la sceneggiatura del prossimo Abraham Lincoln: Vampire Hunter (il prossimo anno è previsto anche un adattamento del suo libro). Condensare in un film una serie di oltre 1200 episodi è evidentemente cosa difficile: alla sceneggiatura imputiamo scarso ritmo e poche idee.
Da una parte Dark Shadows si anima con un tocco umoristico - che non era presente nella serie originale - e un paio di cammei da non perdere. Il primo è quello di Christopher Lee nel ruolo di un pescatore che si trova a mercanteggiare con il vampiro Barnabas, proprio lui che nel 1958 diede il via alla serie sul conte Dracula realizzata dalla Hammer Film Productions. Pochi minuti dopo il colpo di genio assoluto con Alice Cooper che interpreta se stesso come intrattenitore musicale dell'Happening organizzato in casa Collins. Girando la medaglia Dark Shadows di smaterializza nei lunghi dialoghi e nei momenti fanta-horror, affossato da effetti in CG sicuramente non eccellenti nella realizzazione e nell'integrazione con le riprese live action.

Appesantito dai problemi di trama, dalle numerose - troppe - citazioni ai film di genere, Dark Shadows mette in ombra anche la recitazione degli attori, con personaggi praticamente omologati nella gotica visione di Burton. Johnny Depp è ormai caricatura di se stesso con un vampiro che non aggiunge nulla alla galleria degli indimenticabili soggetti freak della sua filmografia: il suo Barnabas sembra già visto. Delude Eva Green (la strega Angelique), con uno dei personaggi tra l'altro meglio tratteggiati dallo script, mentre risaltano le interpretazioni di Helena Bonham Carter (una psicologa Julia Hoffman davvero imperdibile) e l'attesa Michelle Pfeiffer (discendente di Barnabas e attuale capostipite) che torna a lavorare con Tim Burton dopo la Selina Kyle del 1992 in Batman - il Ritorno.
Alle tante note negative si contrappone la soundtrack, che grazie alla presenza di Alice Cooper vanta titoli come Ballad of Dwight Fry e No more Mr. Nice Guy, oltre a tanti altri successi d'epoca come Nights in white satin (The Moody Blues), Season of the witch (Donovan), Superfly (Curtis Mayfield), Crocodile Rock (Elton John), Top of the world (The Carpenters) e You're the first, the last, my everything (Barry White). Per le parti strumentali invece grande è lo score originale del solito Danny Elfman, che lascia spesso senza commento sonoro diverse scene per poi inserirsi in maniera preponderante nel sottolineare il climax dei vari momenti.

Ultimo appunto sulle strepitose scenografie reali del premio Oscar Rick Heinrichs. La cittadina di Collinsport, dopo una ricerca non fruttuosa tra i villaggi del Maine, è stata ricostruita in un magazzino dei Pinewood Studios secondo lo stile nel 1972 partendo praticamente da zero. La casa padronale, riprendendo alcuni elementi visivi della serie TV originale, è stata invece costruita in una pineta nel Surrey. Un set unico con facciata, un solo piano della tenuta (tra cui lo splendido salone con scalinata, lampadario e pavimento di maioliche), un giardino, una fontana e un muro esterno lungo 300 piedi. L'intera tenuta è stata inoltre ricostruita interamente in miniatura con un modello in scala 1:3 con un'altezza di quasi 12 metri.
| Voto finale | 5 |
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Personalmente ritengo che il film abbia diverse cose che non funzionano, come ho cercato di precisare nell'articolo.
E nella valutazione penso che il nome e la storia di artisti e tecnici che vi hanno lavorato sia importante. Ancora di più se il regista - purtroppo - ha intrapreso una parabola discendente, ormai lontano dai capolavori di un tempo.
Un film deludente e male confezionato di una squadra esordiente è meno peggio di un flop di grandi firme (e in questo caso di grandi nomi è piena la locandina).
Poi è chiaro che ognuno ha la sua opinione, sicuramente non errata perchè diversa dalla mia. Anche nei commenti al film di Alice ci furono divergenze di opinioni.
Dovendo riassumere tutto in voto, voi che numero scegliereste?
Alessio
Come voto concordo con il 7.5
Ancora di più se il regista - purtroppo - ha intrap..........[CUT]
IMHO, cosa più sbagliata non si può fare, a mio avviso.
Significa qualcosa se un film è stato girato da un regista con alle spalle una buona carriera oppure da un regista magari al suo primo film? No.
Un film(prodotto) si vota per quello che è, non per chi ha alle spalle.
Queste frasi mi ricordano molto bene quando a scuola molti professori guarda prima il nome e cognome di quello che ha fatto il compito e poi si regolano per dare un giudizio, ed è la cosa più sbagliata che si possa fare.
Se il film l'avesse diretto Cetto La Qualunque o Pippo Manicalarga avrei dato sempre lo stesso voto, un buon 7.
Daniele
Visto ieri sera.. Mini Recensione:
Dark Shadows è il miglior film di Tim Burton dai tempi di Sleepy Hollow, il titolo stesso racchiude in se la chiave di lettura del film, ove il concetto di bianco o nero non è di casa, ogni personaggio è composto da una variabile quantità di sfumature di grigio più o meno scure, da un punto di vista grafico il non morto di Deep ottimamente interpretato senza eccessi, si avvicina più al Nosferatu di Murnau, la storia è semplice ma non sciatta, i personaggi principali sono ben caratterizzati, ottima la fotografia di Bruno Delbonnel (Amelie), molto buona la colonna sonora di Danny Elfman, ottima ed azzecata selezione di brani anni 70', il film scorre molte bene, le ambientazioni funzionano, il castello è di grande atmosfera, ricorda più che vagamente la bellissima scenografia barocca di The Haunting
Dark Shadows è una commedia nera, mi correggo ombrosa con una spruzzata di ironia ben inserita nel contesto ma senza mai essere preponderante, alcuni persoanaggi con una maggiore durata della pellicola, si sarebbero potuti approfondire maggiormente, si è scelto di preservare ritmo e scorrevolezza di visione, e magari spazio/materiale per un eventuale seguito;
l'unico punto opinabile, la preferenza alla gatta-morta, rispetto alla passionale Eva Green.. perfetta nel suo ruolo; da notare l'auto ironica citazione che fà Burton/Barnabas di Alice in Wonderland..
Dark Shadows è un opera decisamente più riuscita di Alice, grazie al celo..! qui produce Warner Bros e non Disney, pericolo scamapto.
Tim Burtun non può essere solo Edward Mani di Forbice o NBC, con questo film non ha tradito se stesso, ma ha cercato un approccio un pò diverso al racconto e delineamento dei personaggi, diversi da ciò che stereoticamente, una parte del pubblico nell'incoscio, si aspetterebbe da Burton, come se fosse un marchio protetto dal copyright inviolabile, vendedolo come un icona, più che un regista.. questo è un grave errore..!
spesso il solo vedere molti film o avere in casa un VPR da soli non bastano per capire a 360' lun regista ed il cinema nella sua diversità in generale, dipende molto dalla sensibilità personale, e di non avere o farsi pre-concetti; Dark Shadows può essere un bel film, piacevole nella visione nel suo insieme per molti, ma non per tutti, concludo con: per fortuna.
Video 9
Audio 8
Cast 8
Trama 7.5
Voto Film 8
non vado matto per Burton e ho profondamente odiato Alice in wonderland. Cio' detto ho trovato darkshadow molto piacevole, non un capolavoro ma divertente e davvero ben fatto sotto tutti gli aspetti tecnici, recitazione sempre buona e sceneggiatura di buona qualita'.
Assolutamente in disaccordo con la vs. recensione, anche a parer mio un 7 ci sta tutto, ovviamente relativamente al genere nel quale questo film vuol rientrare, ovvero intrattenimento puro a tinte noir/fantasy, non vi e' traccia ne di morali, ne introspezioni o significati profondi.
ciao!



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