In qualsiasi ottica, anche in quelle ben più serie e costose usate in fotografia a livello professionale, nel caso di uso dello zoom la resa qualitativa varia se lo si utilizza agli estremi, ovvero al minimo o al massimo (non più "aperto" o meno, termine che si utilizza per i diaframma).
La perdita si può evidenziare con un aumento delle aberrazioni cromatiche e con delle distorsioni ai bordi, ad esempio a barilotto o a cuscino.
Per verificare il tutto andrebbe utilizzata una schermata apposita, tipo quelle costituite da una griglia di righe nere su fondo bianco o viceversa.
Si può controllare se ai bordi le linee tendono a curvarsi leggermente vicino agli angoli o verso il centro e se le linee, sempre sui bordi, si sdoppiano rendendo visibili i 3 colori.
Difetti di cui soffrono, pu se in misura minore, anche le ottiche fisse.
La resa migliore è sempre verso il centro dell'escursione, così come con valori di diaframma centrali (regolazione che, comunque, nei vpr non c'è).
In pratica, a meno che l'obiettivo non sia un fondo di bottiglia (qualche vpr anche blasonato tempo fa ne era purtroppo dotato

) questi difetti sono minimamente avvertibili durante la visione normale, personalmente eviterei di stare proprio al massimo, meglio un pelino meno.
Ciao