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Yamaha a-s701 e KEF R3 Meta

Alessandro2

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Dei prodotti Yamaha, ampli e diffusori, ho sempre avuto l'impressione che ci siano 2 categorie: la entry level che molti definiscono almeno discutibile e quella per miliardari che nessuno discute:), a me è sempre piaciuto il look classico di alluminio satinato degli ampli e così adesso che mi sono arrivate 2 splendide KEF R3 meta ho voluto provare l'ampli in titolo.
Io da quando mi sono approcciato a questo mondo ho fatto alcune prove che hanno riguardato solo i diffusori, con a monte sempre l'integrato Cambridge CXA 80, adesso mi è capitato di poter provare lo Yamaha, chiaramente comparandolo direttamente al mio CXA perchè non ho altre esperienze.
Essendo nuove (per me) anche le KEF ero fresco di ascolto e subito ho avvertito una gamma media meno raffinata, fiati piu' aspri e meno "galleggianti" in ambiente, la voce di Cocciante aspra, pure troppo, praticamente hanno perso la loro magia.
Poi lo ho connesso alle MOnitor Audio Silver 500, ho fatto una prova frettolosa con una traccia basso/batteria dei Sepultura e mi è sembrato tutto piu' confuso e meno d'impatto.
Poi non sono andato oltre perchè nel complesso l'ascolto era meno piacevole e piu' "vuoto", il mio personale verdetto cul confronto è nettamente a favore del Cambridge. Queste le mie impressioni.
Anche il look classic che prima mi piaceva..sinceramente i controlli di tono così grandi e plasticosi mi sono sembrati anacronistici e bruttini.
Purtroppo la catena dei componenti in un impianto audio ha l'importanza che tutti mi hanno sempre detto e che spesso tendo a sottovalutare. Penso se avessi speso la sostanziosa cifra per le KEF avendo solo lo Yamaha...beh sarei quantomeno deluso, per non dire che avrei buttato i soldi.
 
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Ciao, da quando mi sono sganciato (lato hifi, non lato HT) dagli ampli giapponesi (praticamente poco dopo essermi appassionato, quindi da almeno 20 anni), vivo felice.
Non ho più problemi di sbilanciamenti vari in determinate frequenze, acuti striduli o transienti lenti o impastati.
Non voglio dire sia per forza una regola che un giapponese (più o meno entry level) suoni scarso o sbilanciato, ma tant’è.
Dopo aver avuto/provato altri 20 e rotti modelli di integrati/pre/finali europei, e qualche americano, fine dei problemi (ovviamente con i dovuti distinguo per carattere, capacità di pilotaggio, abbinamenti, ecc.).
Ho cambiato molto negli anni perché ho sempre avuto molti impianti per casa e ho fatto 3 traslochi, quindi ad ogni trasloco sono dovuti ripartire da zero, poi nei 20 ci metto anche oggetti posseduti da mio fratello o di amici che ho potuto provare a casa mia.
Una volta trovato l’assetto, ovviamente con abbinamenti oculati, gli impianti restavano tali e quali.
 
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