Certo che si sente ma devi vedere come e chi ha colpito, si e' perso il superfluo o l'essenziale?
Inoltre i giornali e le TV esagerano, descrivono scenari da dopoguerra, io sono troppo giovane ma mio padre si ricorda bene ed e' un ben diversa la situazione odierna da quella di allora, quando non avevi davvero i soldi per mangiare o per il riscaldamento.
Ora piu' che crisi e' un ridimensionamento di uno stile di vita consumista, in certi casi esagerato (vedi gli indebitamenti superiori alle proprie possibilita') che ha comportato problemi al settore produttivo perche' ormai il mercato era saturo di auto, di TV, di cellulari etc. etc. e le vendite si basavano sul cambio del prodotto gia' posseduto e non sul primo acquisto perche' tutti avevano tutto e ora che non e' piu' possibile cambiare auto ogni due anni o cellulare ogni sei mesi le industri che avevano calcolato queti volumi di vendita sono nelle grane.
Per esempio ci sono tante famiglie con tante auto quanti componenti, con tre TV in casa, con almeno un telefonino a testa, che hanno preso la casa con mutuo al 100% e a 40 anni e con una rata quasi pari al 50% del loro reddito disponibile, che pagano a rate anche le vacanze perche' Rimini e' da poveri e le Maldive no, se ora non possono piu' non lo vedo comeun problema, come una crisi.
Conosco molti ragazzi fra i 20 e i 25 anni che lavorano e vivono con i genitori, che reputano normale spendere 100 euro a testa ogni venerdi' e ogni sabato, che senza alcuna spesa vanno in rosso in banca e ti dicono "cosa vuoi fare con 1100 euro al mese, non bastano", con la crisi reale ragionerebbero cosi'?
E' un cambiamento fisiologico a mio parere, non potevamo continuare a pagare 300000 euro per un trilocale, 20000 euro per una Punto, 60 per un profumo, 10 euro per una pizza.