Allora, io sono un musicista professionista e di pianoforti ne ho visti e suonati penso a bizzeffe. Penso di poterti aiutare.
1. La moglie dimostra di avere sensibilità musicale e gusto se non si piega all'offerta digitale. Un pianoforte digitale non è paragonabile ad uno meccanico. I tasti sono pesati, si, ma cio' è tutto. Il suono è campionato, non ha dunque una timbrica, non sai mai da quale pianoforte l'hanno registrato. Il pedale di sinistra, che su di un pianoforte consente di battere su due corde invece di tre o, dove ne è prevista solo una, di sbieco, provocando un timbro cupo e misterioso, sul pianoforte digitale altro non è che un orribile effetto di volume abbassato. E poi, e poi.... Io sono dell'opinione che anche ad una certa età un minimo di tecnica la si puo' imparare. Che tecnica si puo' imparare su di un pianoforte dove invece di azionare dei meccanismi e battere su delle corde, non fai altro che attivare dei contatti elettrici?
2. Il problema del trasporto è un falso problema. I trasportatori sono abituati a sollevare i pianoforti di qualunque altezza o lunghezza in situazioni critiche ed estreme. A meno di trombe delle scale troppo strette, i pianoforti si trasportano proprio su per le scale letteralmente a peso con delle cinghie, raramente dalle finestre, assolutamente fuori del normale attraverso ringhiere dissaldate

. Contrariamente a quella che sia l'immaginazione collettiva, i pianoforti a coda si trasportano con l'arpa girata verticalmente, smontando la lira (i pedali) e le "gambe" (non è un animale

), poggiando il lato dritto su di una slitta che serve a trascinarlo non appena sia possibile metterlo giu'. Le migliori ditte di trasporti di pianoforti, hanno sempre al seguito almeno un omone grande grande, ma raramente sono piu' di due, anche per i grancoda.
3. Veniamo al tuo Krauss. Sicuramente i pianoforti antichi erano costruiti con un'accuratezza molto superiore all'attuale. Le marche erano tante, ma non come oggi, dove anche marche di motori (vedi Yamaha) si sono messe a costruire pianoforti. Con questo non voglio dire che siano male, anzi, io ne suono regolarmente uno per il mio lavoro che va piu' che bene, dico solo per spiegare. Pero' attenzione. I pianoforti non sono come i violini, non lasciatevi persuadere che sia come il vino, pi' invecchia piu' e' buono. Questo è un altro luogo comune. Anche se è fatto di legno come il violino, il pianoforte ha anche molte parti in metallo, non solo le corde ma anche l'arpa della cassa armonica. Il mio vecchio coda (una schifezza, purtroppo) aveva l'arpa in ghisa addirittura. Cio' ha come conseguenza purtroppo l'ossidazione. Percio' è fondamentale mantenere lo strumento in un luogo con umidità non superiore al 40-50%. Inoltre bisogna anche vedere in che parte della casa sia stato esposto per tanti anni.
Per esempio: Il sole è il peggior nemico per la cassa armonica. Se ci batte il sole costantemente, è possibile che i materiali collanti usati per la cassa armonica si sciolgano e che il legno subisca delle deformazioni o delle crepe. Se la cassa armonica di un piano è crepata o deformata, potrai accordarlo quanto vorrai, il giorno dopo saraä come il giorno prima.
Non dimentichiamo, che sempre la cassa è soggetta a tensioni di diversi KG per ogni caviglia che tende una corda, e per corda ce ne sono ben 3 sopra, piu' i perni inferiori. Il pianoforte è uno strumento che nasce, vive e purtroppo se non muore sopravvive alla ben e meglio.... Con questo non voglio dire che non possa essere restaurato, ma bisogna valutare bene la convenienza della spesa.
I pianoforti rigenerati che hai trovato tu, sono dei pianoforti restaurati. Una parte fondamentale della meccanica è la martelliera, con centinaia di parti meccaniche. I martelletti, a furia di battere sulle corde, tendono a segnare il feltro di cui sono fatti. Col tempo si formano dei veri e propri solchi sulle teste che vanno limati con uno "sbarbatore" in modo che riacquistino una certa morbidezza. Questa operazione non si puo' fare pero' per anni, ad un certo punto il materiale verrà meno e i martelletti sempre piu' duri, con il rischio, frequentissimo, di spezzare le corde (incidente assolutamente normale per i professionisti, se ne spezzano in quantità). A questo punto si cambiano i martelletti piu' usurati o addirittura tutta la martelliera. Per un lavoro serio, a seconda dello stato di usura, andrebbero cambiate anche le caviglie e le corde. I tasti solitamente, a meno di usura eccezionale, rimangono quelli originali.
4. Detto questo, io ti consiglio di sentire le opinioni di piu' accordatori-revisori (puoi tranquillamente anche rivolgerti ad un liutaio) perché come detto l'accordatura dipende sopratutto dallo stato meccanico e della cassa armonica. Che il mobile esterno sia danneggiato, cio' ha poca influenza sul suono, il piano và esaminato dentro e dietro sopratutto.
Se il gioco non vale la candela, non cominciare a restaurare, potresti entrare in un circolo vizioso.
Le marche che ti sono state dette sono tutte valide, ma purtroppo costosissime. Un verticale Steinway puo' costare anche 15000 Euro, i coda sono innarrivabili. In generale io preferisco le sonorità dei piani tedeschi. Ce ne sono diversi:
Bechstein, Steingräber, Sauter, Seiler, Pfeiffer, Förster, Thürmer, Rönisch, Schimmel, oppure il francese Pleyel.
Trai citati ho suonato i Bechstein, Seiler, Förster, Schimmel e Pleyel. Tra tutti preferisco Bechstein e Schimmel. Il pleyel è una marca con una grande tradizione (era lo "sponsor" di Chopin), ma il suono eü un po' troppo delicato e squillante, a me non piace. Prefersico le sonorità profonde dei sopraccitati. Gli Steinway, i Bösendorfer (meravigliosi) e anche e sopratutto i nostri (italianissimi) Fazioli (quanti li conoscono?) sono assolutamente inimitabili.
Io ti consiglio anche i Kaway, a dire il vero non so se vengano ancora prodoti, ne vedo sempre meno in giro.
Il problema dei vicini è un problema reale (per vicini intendo anche familiari). Se vuoi un buon pianoforte che ti risolva questo problema, c'e' il Silent della Yamaha e anche della Schimmel, che sono veri e proprio pianoforti meccanici, che pero' all'occorrenza si trasformano in digitale tramite il pedale della sordina (centrale) e il jack per le cuffie. Questi piani, che nella conformazione Silent bloccano tramite una sbarra i martelletti immediatamente prima che essi battano sulla corda, hanno l'enorme vantaggio di non disturbare e di mantenere quasi intatta la sensazione meccanica sulla martelliera. Io ritengo che siano il miglior compromesso per un pianista per hobby. Tra i due i migliori sono glii Schimmel.
Spero di non avervi annoiato e di essere stato d'aiuto. Buon divertimento con il tuo piano.
Fausto
