• Sabato 14 febbraio da Audio Quality partirà un roadshow che porterà il nuovo proiettore DLP 4K trilaser Valerion VisionMaster Max in giro per l'Italia e che toccherà Roma, Genova, Milano, Napoli, Padova e Udinee forse anche Bari e Torino. Maggiori info a questo indirizzo

le misure video: come leggerle

ludovico

New member
le misure video: spieghiamole insieme

apro un nuovo thread traendo supunto da una domanda di Garlas. Vorrei che qui si parlasse di misure video e come leggerle.

Il triangolo di gamut.
Garlas, ti consiglierei di leggere digital video 9 ed altri. Comunque, i colori sono definiti in base a tre grandezze: luminosità, tonalità, saturazione. La prima fa variare i colori da neri-scurissimi a cianchi-chiarissimi, la seconda sono i colori come vengono intesi comunemente, cioè si passa dal rosso, al verde, al blu, passando per tutti i colori dell'arcobaleno, la terza indica quanto una certa tonalità è carica: pensa al rosso di una ferrari ed al rosso smunto di una "uno" degli anni ottanta, sbiadita dal sole. Vedi quindi che il coloreviene definito in uno spazio tridimensionale, da qui il link di vincenzo:
http://www.boscarol.com/pages/cms/120-gamut3d.html
ma l'occhio umano non è parimenti sensibile in tutte le grandezze: se un colore è scurissimo, che sia blu ,verde, o quel che ti pare ,lo vedi come nero, analogamente se è luminosisssimo lo vedi come bianco. L'occhio è molto sensibile al verde, meno al rosso e meno ancora al blu, ecco perchè tarare i tre raster di un tritubo non è parimenti facile per i tre colori. Data una certa luminosità Y, di questo solido di colori, puoi individuare un piano xy, quello che l'occhio vede, è quella figura semitriangolare che vedi su DV. Un dispositivo di visualizzazione, che funziona per sintesi additiva, genera tre colori all'interno dello spazio. Con questi tre punti-colore si traccia un triangolo, miscelando i colori puoi riprodurre qualunque colore interno al triangolo e nessuno esterno. Il triangolo è il gamut.
Qui trovi belle immagini esplicative:
http://www.nebulus.org/tutorials/2d/photoshop/color/
A questo punto mi sono già ampiamente rotto di scrivere, mi vien voglia di lasciarti il telefoo, ma provo ad andare ancora un po'a avanti.
Gli organi di standardizzazione preposti, EBU europeo e SMPTE americano, hanno definito un triangolo di riferimento per ogni standard (quello bianco su DV è l'EBU) su cui i cineasti "contano" e a cui dovrebbero tendere i dispositivi di visualizzazione per far si che il la saturazione desiderata dal cineasta sia quella effettivamente visualizzata.

A questo punto ho un dubbio:
e' chiaro che se il triangolo è inferiore al riferimento, il dispositivo "nun gna fa" e i colori sono poco saturi. Ma se il dispositivo ho un triangolo più grande del riferimento? (Cosa che accade non più di rado) E'un bene perchè comunque si ampliano i colori riproducibili e visisbili dall'occhio umano, oppure è peggio perchè non c'è quella corrispondenza tra il riferimento su cui si conta e il dispositivo?
A tutto questo aggiungi che ci sono delle non linarità, quindi anche se i triangoli sono sovrapponibili, non è detto che lo sia ogni singolo punto. mi spiego, supponi che rosso e verde coincidano con il riferimento, non è detto che il giallo che giace sulla retta copngiungente i due precedenti, cada sul rispettivo riferimento.
 
Ultima modifica:
Grazie mille della spiegazione!
Adesso ho le idee molto più... sature!;)
In pratica, se ho ben capito, il punto grosso modo al centro del triangolo indica che tipo di bianco offre il vpr; per cui se è spostato, diciamo, verso la parte rossa, avremo un bianco tendente al rosa.
L'ampiezza del triangolo invece è, mutuando un termine dall'ambiente audiofilo, la "risposta in frequenza dei colori"; in altre parole, se è più ampia del riferimento sicuramente il vpr dovrebbe essere in grado di visualizzare tutti i colori dello spettro.
Però adesso mi viene un dubbio.
Poniamo caso che un vpr abbia un triangolo molto più esteso del riferimento, però parecchio distante per quel che concerne l'equilibrio dei colori; a questo punto, riducendo un pò qua ed un pò la, si potrebbe riuscire ad ottenere anche un triangolo perfetto?
Riformulo la domanda.
E' meglio un gamut di forma ideale ma area leggermente ridotta (rispetto al riferimento), o un gamut con un area molto più ampia però, magari molto squilibrato?


Ciao

Lucio
 
Re: le misure

ludovico ha scritto:
... e' chiaro che se il triangolo è inferiore al riferimento, il dispositivo "nun gna fa" e i colori sono poco saturi.
Esatto. :)

... Ma se il dispositivo ho un triangolo più grande del riferimento? (Cosa che accade non più di rado) E'un bene perchè comunque si ampliano i colori riproducibili e visisbili dall'occhio umano, oppure è peggio perchè non c'è quella corrispondenza tra il riferimento su cui si conta e il dispositivo?
In linea di massima è sempre un bene, anche perché è sempre possibile agire sul controllo di "saturazione colore" per riportare i confini del gamut dove meglio crediamo.

... A tutto questo aggiungi che ci sono delle non linarità, quindi anche se i triangoli sono sovrapponibili, non è detto che lo sia ogni singolo punto. mi spiego, supponi che rosso e verde coincidano con il riferimento, non è detto che il giallo che giace sulla retta copngiungente i due precedenti, cada sul rispettivo riferimento.

E' esatto. E' anche questo il senso delle tavole CIE 1931 che vengono pubblicate su una "certa rivista" dove non compaiono solo le tre coordinate dei colori primari Rosso, Verde e Blu. Molto spesso non c'è alcun problema nel rappresentare i tre colori primari. Il bello viene con il giallo, il ciano ed il magenta...

In ogni modo, per tornare a quei proiettori con gamut più estesi del riferimento EBU, alcune volte capita di trovare una certa tendenza a sovrasaturare anche le mezze tinte, problema che non può essere risolto con il controllo della saturazione.

Infine un'ultima considerazione. Come ha giustamente evidenziato ludovico, esistono più modi di rappresentare i colori visibili.

Lo "spazio CIE 1931" (magari semplificato in un "piano") che è il più semplice da capire non è certo il migliore. Il motivo principale? Non è uno spazio percettualmente uniforme. In altre parole, identici spostamenti in varie zone dello spazio CIE 1931 non corrispondono ad equivalenti variazioni della percezione soggettiva.

Per questo motivo, sempre sulla solita rivista, utilizziamo una sezione dello spazio CIE L*a*b (questo invece è percettualmente uniforme) per rappresentare il bilenciamento cromatico del "bianco" lungo tutti i vari gradini della scala dei grigi...

Emidio
 
Top