La ricerca della felicità

Una classica favola americana, con tanto di lieto fine.
La morale è sempre quella: l'America è un grande paese, e tutti "possono farcela" (a diventare ricchi, ovviamente...): contano solo l'impegno e la forza di volontà (corollario: se non ce la fai è solo colpa tua).
Comunque un buon film, di cui consiglio la visione.

Per chi non lo sapesse, la regia è di Gabriele Muccino (quello dell' "Ultimo bacio"): devo ammettere di aver noleggiato il film anche per capire cosa potesse mettere di suo un giovane regista italiano in una grossa produzione hollywoodiana. La risposta (forse inevitabile): quasi niente.

Audio e video nella norma.

Ciao
Massimiliano
 
hobsbawm ha detto:
devo ammettere di aver noleggiato il film anche per capire cosa potesse mettere di suo un giovane regista italiano in una grossa produzione hollywoodiana. La risposta (forse inevitabile): quasi niente.

Non direi.
Il finale, ad esempio.
Un'americanata sarebbe finita con il protagonista alla guida di una grossa auto, oppure in una villa con piscina olimpica circondato da donne e domestici.
Concordo con il fatto che la storia è quella che è e che la morale sembra essere "solo i soldi danno la felicità".
Sarebbe stato meglio focalizzare l'attenzione sulla forza d'animo del protagonista nel tenere duro in quelle condizioni.
Qui forse Muccino ha fallito
 
io ho letto il libro.....
ho visto il film......

non c'è paragone....il film è carino...ma non riesce per nulla ad esprimere le emozioni provate dal protagonista......
ovviamente dietro c'è la solita difficoltà di rendere su pellicola un libro...è IMHO il film è davvero tagliato....
will smith.....mitico.....semplicemente!!!!
vogliamo parlare della voce della moglie.....?!?!?!a momenti era meglio saphira in eragon!!!!
 
Ultima modifica:
A me è piaciuto, non condivido che sia la solita americanata ;) ... il video mi è sembrato buono, concordo sul doppiaggio della moglie :(
 
io lo inserisco tra i migliori film visti nell'ultimo anno................e ne ho visti parecchi :D

video: 7

audio: 6 e1/2

voto: 7 e 1/2
 
siamo nel 2007 e ci voleva il Muccino (graaaaandissimo regista...O_O') per raccontarci l'ennesima favoletta strappalacrime sull'americano che ce la fa...
Sinceramnete il film non l'ho trovato brutto, ma semplicemtne noioso, risaputo...dalla regia quasi paratelevisiva.
ottimo fenomeno da botteghino ma per il resto...
con lo stesso soggetto, i Dardenne con 2 righe di sceneggiatura e 2 attori raccattati per strada avrebbero fatto di meglio.
 
Ultima modifica:
vrega ha detto:
Sarebbe stato meglio focalizzare l'attenzione sulla forza d'animo del protagonista nel tenere duro in quelle condizioni.
Qui forse Muccino ha fallito

Non sono affatto d'accordo. Il film mi ha colpito proprio per questo.

Il fatto è che noi italiani, quando uno dei nostri ci riesce, siamo spesso criticoni. Noi l'avremmo fatto meglio. Muccino si è asservito al sistema...(l'ho letto su AF :eek:). eCC. ECC.

Premetto: personalmente Muccino non mi sta simpaticissimo....e più ancora mi sta sulle balle il fratello.... ma questo film mi è piaciuto.

Paradossalmente ho trovato molto più banalotti e ruffiani i suoi film italiani (con l'insistita e ritrita rappresentanzione del trentenne peter pan o del drammone familiare).

Mi chiedo: scoccia così tanto il fatto che la vita è più dignitosa se - invece di lamentarsi e sbafare a ufo perchè non si riesce a combinare nulla - ci si impegna e si riesce, pur partendo svantaggiati?

Le garanzie sociali sono una conquista; l'assistenzialismo no.

Mi pare che il film evidenzi bene entrambi i concetti: salvo non si voglia far credere che l'aver descritto il fatto che migliaia di americani di oggi vivano praticamente da barboni sia un favore allo show-biz di holliwood....
 
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Auran ha detto:
will smith.....mitico.....semplicemente!!!!

Concordo: il ragazzone è davvero bravo.. le chiacchiere stanno a zero. Riesce a fare il clown ed una parte seria con disarmante disinvoltura.
E non se la tira nemmeno troppo.


Auran ha detto:
vogliamo parlare della voce della moglie.....?!?!?!a momenti era meglio saphira in eragon!!!!

Aho?! Non esageriamo. La doppiatrice della moglie non era granchè, ma la D'Amico è imbattibile... (una sola frase per tutte, scolpita nella mia mente: l'hai voluto tuuuu.... chiariva perfettamente quanto fosse stato deficiente chiunqua avesse acquistato o anche solo noleggiato quel film :D :D io, purtroppo, sono stato tra quelli :D).
 
ARAGORN 29 ha detto:
Non sono affatto d'accordo. Il film mi ha colpito proprio per questo.

Guarda che, in parte, diciamo la stessa cosa.
Se il film avesse insistito su ciò che dici, a mio avviso sarebbe stato un ottimo film.
Purtroppo, però, il film mette l'accento sul fatto che la felicità è (sempre) collegata al danaro (guarda ad esempio la scena in cui Will Smith vede tutte le persone felici poichè guadagnano e quanto c'è scritto prima dei titoli di coda).
;)
 
Ummm... il film non mi è piaciuto. Noioso, lento.. a parte qualche spunto felice. Bravo comunque Smith.

Pessima la qualità audio-video.
 
ARAGORN 29 ha detto:
e più ancora mi sta sulle balle il fratello.... ma questo film mi è piaciuto.
Quando non si parla di calcio a volte riusciamo anche ad essere d'accordo!:D
1) Il fratello di Muccino non mi sta sulle balle! Molto più semplicemente... lo strangolerei con le mie mani se solo potessi!:D Sopravvalutatissimo!!!:(
2) Il film mi è piaciuto... non un capolavoro ma l'ho trovato del tutto godibile (parlo dell'aspetto "artistico").
E' chiaro che una storia cinematografica non può narrare di un normale impiegato del catasto e della sua grigia esistenza. O narra di persone "fortunate"... o narra di persone "sfortunate". La storia, insomma, deve essere un po' estrema per intrigare, in un senso o nell'altro. Ci sono un sacco di film americani con personaggi che non ce la fanno, anzi!

P.S.: ma a Will Smith piace correre?!
 
vrega ha detto:
Purtroppo, però, il film mette l'accento sul fatto che la felicità è (sempre) collegata al danaro (guarda ad esempio la scena in cui Will Smith vede tutte le persone felici poichè guadagnano e quanto c'è scritto prima dei titoli di coda).

Secondo me mette l'accento sul fatto che il protagonista trova finalmente la sua realizzazione nell'occasione di fare un lavoro che lo appaga.... tant'è che accetta di fare sei mesi gratis, non avendo un dollaro, pur di rincorrere la realizzazione dei suoi sogni.

E' ovvio che ci sono lavori degradanti e mal pagati e lavori stimolanti e, a volte, anche ben pagati.

Tutti noi, potendo scegliere, sceglieremmo questi ultimi. Ma pochi hanno il coraggio di rimettersi in gioco e rischiare per realizzarsi, mentre tanti si accontentano del proprio (sicuro, ma noioso) tran tran.

Secondo me il film parla di questo. E, insisto, accenna anche alla difficile vita di chi non ce la fa.... per tutta la fase centrale del film il protagonista è un perdente....dignitoso, ma perdente....

Cosa c'è di male nel raccontare che costui abbia deciso di non abbattersi... e ce l'abbia fatta... proprio non lo so.

La spiegazione di ciò che accade poi, posta nel finale, è didascalica... però è riferita alla realtà.
Che dovevano fare... inventarsi che il tale poi non ce la faceva ;) :D ??
 
Ultima modifica:
fedetad ha detto:
Quando non si parla di calcio a volte riusciamo anche ad essere d'accordo!:D

Vuol solo dire che, calcio a parte, sei una persona intelligente ;) :D :p

Scherzi a parte, la ns. fede calcistica non è condivisa, ma credo che su tanti temi, anche calcistici si possa andare d'accordo pur partendo da punti di vista diversi. Si chiama ragionevolezza :)
 
ARAGORN 29 ha detto:
La spiegazione di ciò che accade poi, posta nel finale, è didascalica... però è riferita alla realtà.
Che dovevano fare... inventarsi che il tale poi non ce la faceva ;) :D ??

Bastava non mettere quanto aveva guadagnato:)

A parte ciò, il cinema è emozione.
E le emozioni difficilmente sono oggettive.
Il film a te ha detto ciò che dici.
A me, e forse anche ad altri, ha infastidito un pò per quanto scrivevo prima.
Per questo credo di poter esprimere un rammarico per l'opera di Muccino.
E, se mi consenti, credo sia sempre meglio questo piuttosto che dire che Muccino non lo stimo poichè il fratello mi sta sulle balle
 
ARAGORN 29 ha detto:
(...) pochi hanno il coraggio di rimettersi in gioco e rischiare per realizzarsi, mentre tanti si accontentano del proprio (sicuro, ma noioso) tran tran.

Secondo me il film parla di questo.(...)

Non sono d'accordo. Il film non racconta di una persona dalla vita tranquilla e sicura (ma noiosa), non racconta di una persona che si accontenta: racconta di una persona disperata, sull'orlo del fallimento economico a causa di un investimento mal riuscito, ma che poi alla fine "ce la fa".
Ripeto, a me il film è piaciuto: un buon film commerciale, ben confezionato, con cui passare due ore gradevoli.
Però si tratta sempre della solita solfa, riassumibile con un "se-vuoi-puoi-farcela", che un certo cinema americano (non tutto, per fortuna) ci propina da decenni.

Ciao
Massimiliano
 
Però si tratta sempre della solita solfa, riassumibile con un "se-vuoi-puoi-farcela", che un certo cinema americano (non tutto, per fortuna) ci propina da decenni.

Fa un pò parte della loro cultura: comunque è vero, spesso esagerano nel ripropinare, ad oltranza, il concetto del sogno americano.

Però stavolta, dal mio modesto punto di vista, l'hanno confezionato meglio ed il contributo italico gli ha giovato ;).
 
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