Se sei interessato all'argomento, io me ne occupo per lavoro. Solo per le telecamere che hanno una tecnologia più avanzata e sono state installate da poco si utilizzano tecnologie di trasmissione wireless.
Fino a qualche tempo fa (e ancora oggi in molti casi, se gli amministratori non hanno le idee chiare fin da subito) i comuni che volevano dotarsi di impianto di videosorveglianza installavano telecamere Dome basate su una linea di trasmissione dedicata in fibra ottica. Impianti molto costosi e non sempre funzionali, visto che, come diverse ricerche in UK e Francia hanno verificato, i soggetti "target" di queste osservazioni dopo un po' adattano il proprio comportamento deviante all'occhio elettronico (ancorché queste Dome abbiano spesso un angolo di visione di 360°), utilizzando caschi e altri strumenti utili a evitare ogni sorta di riconoscimento.
Oltretutto, c'era poi l'altro aspetto che limitava la funzionalità di questi impianti: il personale addetto all'osservazione. Di solito un impianto CCTV complesso viene gestito direttamente da una società di vigilanza privata che garantisce la presenza fissa e costante di 1/2 operatori davanti ai monitor, visto che gli organici di polizie locali, carabinieri e polizia di stato sono palesemente (in alcuni casi, drammaticamente) sottodimensionati rispetto alle normali esigenze di servizio, e non è pensabile distogliere personale per questo tipo di incombenza. Dalla centrale operativa di PL, PDS o CC c'è la possibilità puntuale di visionare le telecamere installate e di "muoverne l'occhio", su richiesta degli operatori, ma questo avviene in determinate circostanze e alla bisogna. Solitamente, invece, le telecamere forniscono immagini seguendo uno schema di rotazione fra le telecamere stesse, specie quando gli impianti sono complessi (in una città lombarda di medie dimensioni di cui ci stiamo occupando c'erano circa 70 telecamere installate nel solo centro storico e zone limitrofe...).
Ergo, ci metti che gli operatori (anche quelli dedicati espressamente dalla società di vigilanza privata) sono pochi, le immagini che vedono (salvo esigenze particolari e comandi manuali) sono selezionate in base ad uno schema di rotazione, chi di mestiere fa lo scippatore o altro, si attrezza per non farsi riconoscere, e anche quando becchi qualcosa, c'è il tempo tecnico di trasmissione dell'evento su chiamata radio all'operatore e di arrivo sul posto... Morale della favola: efficacia in termini di prevenzione zero virgola zero. Però il cittadino le vede, si sente tranquillo e al politico di turno (destra o sinistra che sia, nessuna differenza al riguardo) vanno bene così.
Non a caso, in ambiente poliziale, l'impianto di videosorveglianza CCTV viene comunuemente utilizzato più in funzione di polizia giudiziaria una volta che il reato è stato commesso (e solitamente per reati che non implicano l'usualità dell'infrazione, ossia su "target" che non sono perfettamentee consapevoli del piazzamento delle telecamere in un luogo perché quello non è il loro abituale "ambiente di lavoro") per l'identificazione dei soggetti responsabili, piuttosto che in funzione preventiva.
L'attuale tendenza, specie nelle città che hanno già sperimentato i disagi del tradizionale CCTV, è quella di sostituire (almeno, in parte) le telecamere fisse basate sulla fibra ottica con telecamere più agili, mobili e basate sulla tecnologia di trasmissione wireless, per poterle di volta in volta spostare e concentrare nelle zone in cui si verificano determinati problemi di sicurezza.
Bye, Chris