Il tema del doppio sub è stato piuttosto trattato in rapporto alla equalizzazione ambientale, che è [imho] il punto chiave:
>tieni presente che "il doppio" (=due sub che idealmente si sommano perfettamente di per sé significa solo "+3 dB" in termini di pressione acustica
>in ciascuna stanza la curva pressione acustica (SPL misurata in dB) vs frequenza presenta "picchi" e "buchi" (avvallamenti nella curva) causati dalla morfologia dell' ambiente e variabili in funzione della posizione del sub
>un sistema di equalizzazione elettronico (tipo Audyssey XT32) è abbastanza efficiente a "spianare" i picchi, un po' meno a "colmare" i buchi
>un secondo subwoofer in una posizione diversa potrebbe (ma anche no) avere picchi e "buchi" su frequenze diverse quindi aiutare un po' a colmare i "buchi"
Sulla carta tutto è più chiaro, personalmente sono piuttosto scettico sulla capacità dell' orecchio a fare troppi distinguo su frequenze sotto gli 80Hz quindi poco udibili (salvo il fatto che i picchi sono fastidiosi ed impastano il suono) e non saprei cosa mi farebbe scoprire "ad orecchio" ascoltando musica (e non un tono di test) che la curva di risposta del mio sub ha un "buco" (per fare un esempio) sui 40Hz.
La scelta più comune anche nella stretta cerchia degli appassionati è quella del subwoofer unico, al di fuori di tale cerchia credo che nessuno abbia il doppio subwoofer.
===
Sulla scelta: bene il B&W ASW 610, credo che basandoti sull' ascolto di quello sei in grado di decidere se "ne vuoi di più" o meno... tieni presente che mentre la estensione in basso può aumentare (ad esempio per le dimensioni della cassa e dell' altoparlante) ed anche la potenza massima, la potenza di lavoro è regolata dalla calibrazione e va di pari passo con il volume delle altre casse: "in teoria" la calibrazione lo imposta, finché è possibile, la stessa pressione acustica (prodotta) di qualsiasi sub allo stesso valore, commisurato al volume delle altre casse (ovviamente finché questo "ce la fa" e non va in clipping)