Andrea Manuti
New member
Credo che ci sia bisogno di un momento di calma, per precisare qualcosa, forse anche ora che la stanchezza si è (spero) un po’ dissipata dopo tante notti insonni.
Sento il bisogno di scrivere ancora qualcosa sull’argomento perché la sensazione che hanno avuto Alberto Andreoli ed altri è che il mio post fosse un attacco nei suoi confronti, che ci fosse acredine di qualche tipo e che si possano generare fazioni del tipo “Alberto vs. Andrea".
Se la maggioranza di quelli che leggono hanno interpretato così, sono stato io ad esprimermi male: come ho scritto “voglio anche ringraziare Alberto Andreoli per la straordinaria ospitalità, la bellezza della show-room, la profusione davvero esorbitante di mezzi ed apparecchiature da sogno per noi appassionati” che non mi sembra esattamente un attacco a spada tratta e rispecchia esattamente ciò che penso.
Stimo Alberto e credo sia noto a molti che ne ho sempre scritto bene. Perché lo penso.
Questo non vuol dire che non possano essere commessi errori, da Alberto come da me o da altri, soprattutto se sotto pressione e per argomenti che evidentemente ci appassionano tutti, e molto.
Credo che l’incipit del tipo “Chiedo scusa perché ho presentato una cosa che faceva schifo” addossi abbastanza chiaramente la responsabilità di questa cosa a me stesso.
Mi pare di avere scritto che lo stato nel quale il proiettore si trovava era pietoso, ma di avere anche attribuito la responsabilità di questa taratura indecente a me stesso (“ho "cercato" io di fare una taratura, incappando anche in un baco della scheda Holo3D, che mi ha fatto fare un settaggio in 4:3 con un anamorfico inscritto, cosa che io aborro”).
Ho anche scritto che “Ho cercato di ripetere più volte che lo stato del proiettore era MOLTO lontano dal suo limite” perché non sono così deficiente da pensare che una macchina così complessa possa essere messa a punto in poche ore, tanto meno da uno come me che la vedeva per la prima volta.
La macchina era perfetta? Credo di no... e l’ho visto io come tutti gli altri e gli strumenti che avevo. Se dobbiamo dire che non era così facciamo un torto alla verità: ovviamente di quella specifica situazione, e questo va da sé.
In buona sostanza, mi pareva di non avere attaccato Alberto.
Se però questo è stato recepito, ho sicuramente peccato in comunicazione e tono, e di questo mi scuso, con Alberto e con tutti.
Poi arriva lo stesso Alberto e dice “Di chi è la colpa? Risposta : Di Alberto Andreoli, responsabile di HCD e di nessun altro”. Ma allora ragazzi, come è la storia?
Ognuno si sta addossando una montagna di colpe? Siamo tutti da crocifiggere? Siamo tutti colpevoli?
La mia stima per Alberto è enorme e la riconoscenza per quello che fa per tutti gli appassionati è pari quasi alla mia fede calcistica giallorosa.
Non posso che sottoscrivere ciò che dice l’equilibrato Maurizio Travani: “Alberto si MERITA tutta la nostra solidarietà perché lui è sempre disponibile: ha grande professionalità ed umanità, doti sempre più difficili da trovare soprattutto nell'ambito commerciale. Ma si sa, Alberto innanzitutto è uno di noi e poi, se avanza tempo, è anche un venditore! Io ho potuto constatarlo in molte occasioni”.
Se questo può servire a chiarire meglio la mia posizione ed a far capire quanto stimi (e creda in) ciò che fa Alberto, sono disponibile, contrariamente ad ogni mia abitudine e convinzione, a ritrattare ogni parola che ho scritto sull’argomento.
Perché credo che come ha detto Alberto, ci siano state molte circostanze del tutto sfavorevoli, e che sia del tutto giusto analizzare le cose con un minimo di tranquillità dopo che ci si è riposati.
Non è successo nulla di grave o di drammatico, e davvero non vorrei passare per chi rovina un avvenimento di questa importanza.
Se così va meglio, prendete quello che ho scritto come lo sfogo di un perfezionista rompipalle che vorrebbe sempre avere il meglio, soprattutto da se stesso e nelle occasioni nelle quali ci si confronta insieme.
Sento il bisogno di scrivere ancora qualcosa sull’argomento perché la sensazione che hanno avuto Alberto Andreoli ed altri è che il mio post fosse un attacco nei suoi confronti, che ci fosse acredine di qualche tipo e che si possano generare fazioni del tipo “Alberto vs. Andrea".
Se la maggioranza di quelli che leggono hanno interpretato così, sono stato io ad esprimermi male: come ho scritto “voglio anche ringraziare Alberto Andreoli per la straordinaria ospitalità, la bellezza della show-room, la profusione davvero esorbitante di mezzi ed apparecchiature da sogno per noi appassionati” che non mi sembra esattamente un attacco a spada tratta e rispecchia esattamente ciò che penso.
Stimo Alberto e credo sia noto a molti che ne ho sempre scritto bene. Perché lo penso.
Questo non vuol dire che non possano essere commessi errori, da Alberto come da me o da altri, soprattutto se sotto pressione e per argomenti che evidentemente ci appassionano tutti, e molto.
Credo che l’incipit del tipo “Chiedo scusa perché ho presentato una cosa che faceva schifo” addossi abbastanza chiaramente la responsabilità di questa cosa a me stesso.
Mi pare di avere scritto che lo stato nel quale il proiettore si trovava era pietoso, ma di avere anche attribuito la responsabilità di questa taratura indecente a me stesso (“ho "cercato" io di fare una taratura, incappando anche in un baco della scheda Holo3D, che mi ha fatto fare un settaggio in 4:3 con un anamorfico inscritto, cosa che io aborro”).
Ho anche scritto che “Ho cercato di ripetere più volte che lo stato del proiettore era MOLTO lontano dal suo limite” perché non sono così deficiente da pensare che una macchina così complessa possa essere messa a punto in poche ore, tanto meno da uno come me che la vedeva per la prima volta.
La macchina era perfetta? Credo di no... e l’ho visto io come tutti gli altri e gli strumenti che avevo. Se dobbiamo dire che non era così facciamo un torto alla verità: ovviamente di quella specifica situazione, e questo va da sé.
In buona sostanza, mi pareva di non avere attaccato Alberto.
Se però questo è stato recepito, ho sicuramente peccato in comunicazione e tono, e di questo mi scuso, con Alberto e con tutti.
Poi arriva lo stesso Alberto e dice “Di chi è la colpa? Risposta : Di Alberto Andreoli, responsabile di HCD e di nessun altro”. Ma allora ragazzi, come è la storia?
Ognuno si sta addossando una montagna di colpe? Siamo tutti da crocifiggere? Siamo tutti colpevoli?
La mia stima per Alberto è enorme e la riconoscenza per quello che fa per tutti gli appassionati è pari quasi alla mia fede calcistica giallorosa.
Non posso che sottoscrivere ciò che dice l’equilibrato Maurizio Travani: “Alberto si MERITA tutta la nostra solidarietà perché lui è sempre disponibile: ha grande professionalità ed umanità, doti sempre più difficili da trovare soprattutto nell'ambito commerciale. Ma si sa, Alberto innanzitutto è uno di noi e poi, se avanza tempo, è anche un venditore! Io ho potuto constatarlo in molte occasioni”.
Se questo può servire a chiarire meglio la mia posizione ed a far capire quanto stimi (e creda in) ciò che fa Alberto, sono disponibile, contrariamente ad ogni mia abitudine e convinzione, a ritrattare ogni parola che ho scritto sull’argomento.
Perché credo che come ha detto Alberto, ci siano state molte circostanze del tutto sfavorevoli, e che sia del tutto giusto analizzare le cose con un minimo di tranquillità dopo che ci si è riposati.
Non è successo nulla di grave o di drammatico, e davvero non vorrei passare per chi rovina un avvenimento di questa importanza.
Se così va meglio, prendete quello che ho scritto come lo sfogo di un perfezionista rompipalle che vorrebbe sempre avere il meglio, soprattutto da se stesso e nelle occasioni nelle quali ci si confronta insieme.