• Sabato 14 febbraio da Audio Quality partirà un roadshow che porterà il nuovo proiettore DLP 4K trilaser Valerion VisionMaster Max in giro per l'Italia e che toccherà Roma, Genova, Milano, Napoli, Padova e Udinee forse anche Bari e Torino. Maggiori info a questo indirizzo

TCL e Sony joint venture TV

Solo per chiarire un pò il discorso (per il resto sono d'accordo che è prematuro arrivare a conclusioni su un accordo non chiuso), ma il discorso Philips TP Vision è esattamente lo stesso tipo di operazione, quindi possiamo non chiamarlo vendita ma tant'è (fermo resto che anche sul risultato finale dell'operazione ognuno può tirare le sue conclusioni se sia stato un bene o un male).
Da Gemini (estratto di documenti ufficiali):
"TP Vision è una joint venture nata nel 2012 tra Philips e TPV Technology per la progettazione, produzione e commercializzazione di televisori a marchio Philips, con TPV che deteneva inizialmente il 70% e Philips il 30%. Philips ha poi venduto la sua quota rimanente nel 2014, cedendo il pieno controllo a TPV, che continua a usare il marchio Philips grazie a un accordo di licenza esclusiva per molti mercati, concentrandosi sull'innovazione e sulla produzione di TV a marchio Philips. "
 
TP Vision non è lo stesso tipo di operazione, ad oggi: TP Vision è licenziataria del marchio, oggi Philips non fa più TV, ha ceduto tutto il ramo.
Il fatto che abbiano iniziato con una joint venture non rende l'attuale situazione di Philips identica a quella di Sony.
Tra l'altro avevano iniziato con un 70-30 che è già parecchio diverso.
Anche Samsung e Sony avevano una joint venture per i pannelli - S-LCD - non è finita con una che ha acquisito l'altra.
Lo rimarco perché vedo che c'è la tendenza a parlare oggi come se fosse successo più di quello che è realmente accaduto: ripeto, che domani può succedere, di tutto, ma non si può parlare come se fosse già successo oggi.
 
Purtroppo Sony sui proiettori è una brutta storia.

Si puo' sbagliare nessuno è perfetto, ma è negare il vero problema, contro tra l'altro la cultura Giapponese radicata nel rispetto e l'armonia sociale, l'umiltà e l'annullamento del "io", per preservare la pace e l'onore individuale e collettivo.
 
Nicola, non per insistere e volerti convincere sulle mie "sensazioni" ma l'esempio con Samsung ricade sempre li... Poi la finisco ;)
"Samsung e Sony hanno avuto una joint venture chiamata S-LCD per la produzione di pannelli LCD, fondata nel 2006 per garantire una fornitura comune di schermi, con una divisione societaria 50/50 (con una leggera prevalenza di Samsung). Tuttavia, l'alleanza si è conclusa nel dicembre 2011 quando Samsung ha acquisito la quota di Sony, rendendo S-LCD una società interamente controllata da Samsung, che ha poi gestito le attività produttive in Corea del Sud."

Poi chiariamo una cosa, Sony non è le televisioni (settore in difficoltà da anni): ha attività in molteplici settori molto più redditizi (produzione cinematografica, musicale, sensoristica, fotocamere, playstation....) che non hanno nulla a che fare con questo memorandum
 
S-LCD è finita con l'acquisizione delle quote della joint venture, non con l'acquisizione del business di uno dei due soci da parte dell'altro, è parecchio diverso da TPV - Philips.
Nel caso del marchio olandese, TPV si è presa non solo la joint venture, TP Vision, ma il marchio in licenza e sostanzialmente tutta la divisione TV, incluso non solo il know how, ma proprio sede fisica e persone - motivo per cui ho scritto che, se anche finisse così, andrebbe decisamente bene, praticamente cambierebbe chi ci mette i soldi.
A memoria non ricordo casi simili a Philips nel passato neanche recentissimo, quindi "joint venture=acquisizione" mi sembra un sillogismo un po' forzato.
E ripeto: può succedere di tutto, ma non diamolo per già fatto oggi - siamo ancora al punto in cui potrebbe perfino saltare l'accordo, qualcuno ricorda Sound United con Onkyo e Pioneer?
 
Scusa ma solo per la passione sull’argomento e perché magari ho letto male io i comunicati…
Sony mette nella joint venture tutta la divisione audio video (persone know how marchio ecc.) tcl non mette nulla ma si occuperà di gestire il tutto ed integrare quello che manca (impianti di produzione ecc.) mica la sua divisione audio video che rimane una società separata. Questo è quello che ho inteso. Cosa succederà in futuro (cessione di quote, cessione del brand ) sono solo speculazioni. Ed è esattamente quanto successo con Philips al di là delle percentuali diverse
 
TCL ci mette "i muscoli", cioè la capacità produttiva data dall'integrazione verticale (fa quasi tutto in casa), è quello che interessa a Sony.
Vero che Sony passa il controllo della divisione alla nuova società, ma attenzione, è un conferimento, cioè prendere i tuoi asset e metterli a disposizione della joint venture, la proprietà non cambia.
Se domani finisce la joint venture, la divisione home entertainment torna a Sony, non è al 51% di TCL, perché Sony non l'ha venduta.
È per questo che dico che non è Philips, o per meglio dire non è come è finita tra Philips e TPV: lì sono partiti 70-30 (e già questa è una differenza significativa, anche la situazione di partenza di Philips era diversa), poi c'è stata acquisizione diretta di quote e di asset da Philips.
Da quello che vedo e leggo, invece, si parte dando per scontato che siccome c'è una joint venture, allora Sony ha praticamente venduto e ne esce e fa tutto TCL.
Teoricamente è possibile che succeda poi, ma in base a quello che hanno dichiarato le parti, non è quello che è successo.
 
Scusate, errore nel messaggio precedente: è vero che non essendo una vendita, non c'è stato passaggio di proprietà, ma non è corretto dire che le quote tornano a Sony se finisce.
Cosa succede lo definiranno nelle clausole dell'accordo: si possono fissare condizioni come il diritto di prelazione - se finisce e si liquida, il socio A ha diritto a comprare le quote dell'altro.
 
Se leggete i commenti in altri Blog e pieno di "pseudi CEO" che danno Sony oramai per spacciata.
Evidentemente faranno tutti parte del consiglio di amministrazione.
 
non so a quali blog ti riferisci, ma è un dato di fatto: la divisione Sony audio/video (che è cosa differente da Sony corporation) per come l'abbiamo conosciuta è finita. E sono anni, non da ieri, che era un problema per Sony Corporation, che ora hanno deciso di risolvere così.
 
Che dietro a queste scelte ci siano ovviamente scelte economiche è fuori discussione, ma non è esattamente questo il tono di quelle discussioni, evito di fare nomi di altri blog, ti basta fare una ricerca tra quelli più diffusi nel nostro paese.
 
Comunque si può girare la questione come si vuole (e sempre tenendo conto che è solo l'annuncio di un MoU non un contratto anche se trattandosi di società quotate non possono giocare più di tanto): Sony mette l'intera sua divisione Audio video incluso il brand nella nuova società di cui deterrà il 49%, TCL dovrà farla funzionare integrando tutto il resto (ma non mette una sua società nell'affare, CSOT tanto per intenderci). Quindi i tv Sony Bravia dal 2027 verranno prodotti sotto la guida di TCL
 
Normali avvicendamenti tecnologici. Chissà tra 50 anni, ci saranno società indiane che compreranno quelle cinesi.

È dal 2018 che Sony sta tirando i remi in barca, cioè dalla nomina di Yoshida (esperto di finanza) al posto di Hirai (esperto di produzioni). Costui, chiamato per sistemare i bilanci, ha fatto uscire Sony da diversi settori poco remunerativi. Meno hardware più software.
Sony già si affida (per gli LCD) a vari fornitori cinesi. Con questo accordo il fornitore sarà unico.
Questa è la prima scelta importante del successore di Yoshida, ciè Hiroki Totoki in carica come CEO Sony dallo scorso Aprile.
La nomina di Totoki indica la strada futura di Sony, rivolta più al software e produzione contenuti.

Nei centri commerciali vedremo più televisori marchiati Sony in bella mostra e probabilmente con prezzi più abbordabili.
Nel frattempo, la qualità TCL dovrebbe migliorare.
 
Ultima modifica:
TCL mette la capacità produttiva, sembra tutto molto sbilanciato perché oggi è quello che economicamente pesa di più.
Chiaramente è prima di tutto Sony che ha bisogno dei muscoli di TCL, per il resto chi guadagna cosa si capirà precisamente se e quando sapremo i termini dell'accordo, perché il 51% non significa "fare quello che si vuole", difficilmente non ci saranno clausole precise su garanzie qualitative, perimetri decisionali e su come comportarsi nel caso qualcuno decidesse di uscire o la joint venture comunque dovesse concludere il suo ciclo vitale.
Proprio perché i dettagli non ci sono - li devono ancora definire - trovo che quello che si legge in giro viaggi in alcuni casi tra il discutibile e lo sconcertante.
Ho letto di Sony che esce dal mercato, TCL che compra, cessione di fatto, qualità a picco - c'è chi sa già come gestiranno tutto - tv rimarchiati e addirittura adesso saltano fuori interviste vecchie a dirigenti TCL per dire che l'OLED non ha futuro.
Perché io qui nei commenti sto aggiungendo considerazioni che non ho inserito nell'articolo?
Il motivo è che così i fatti sono ben separati da opinioni e previsioni personali, si capisce benissimo dove finiscono gli uni e iniziano le altre.
L'operazione avrà risvolti rilevanti?
Assolutamente sì, non ci sono dubbi, ma su tutto il resto o qualcuno ha contatti interni che stanno violando ogni regolamento (non si possono comunicare operazioni a terzi prima della conclusione pubblica), oppure mi deve far capire da dove arrivano queste certezze che sono un castello di speculazioni su speculazioni, spacciate praticamente come fatti già accaduti.
 
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