Quale Amplificatore per Polk Reserve R100

Videophile

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Ciao a tutti :) sto per acquistare il mio primo impianto hifi e cerco la giusta corrispondenza tra Diffusori e Amplificatore. Ho selezionato alcune soluzioni che rientrano nel mio budget ma vorrei sapere dai più esperti quale tra questi sia quello più indicato, parlo sopratutto dal punto di vista della sinergia, sempre se qualcuno ha avuto modo di poter ascoltare qualcuna di queste combinazioni. Grazie per l'aiuto

Audiolab 6000A - Musical Fidelity M2si - Arcam HDA SA10
 
Coi tweeter a guida d’onda ho ascoltato le LSI 7 https://www.tnt-audio.com/casse/polk-ls7i.html , oltre a modelli Tannoy e Acoustic Energy.
Posso dirti che forniscono acuti molti fedeli e precisi, ma non freddi e stancanti.
Ci vuole un ampli neutro tendente al caldo e, dato il cono del wf ridotto, direi generosi in basso.
A naso tra i 3 non saprei. Conosco solo i vecchi Arcam e corrispondono alla descrizione. I nuovi in classe D non saprei come vanno.
 
Posso chiederti perché hai scelto questi diffusori?

Prima di tutto perchè lo spazio in cui dovrò collocarli è di circa 16 mt2, inoltre dovrò utilizzarli in una configurazione nearfield ma utilizzerò degli stand in modo da poter avere un posizionamento più corretto, ma oltre questo hanno delle caratteristiche timbriche che si avvicinano ai miei gusti, rispetto a molti altri diffusori ho trovato questi molto più bilanciati e adatti anche per il mondo home cinema, visto che oltre ad ascoltare un'ampia gamma di generi musicali prediligo anche la visione di film e colonne sonore mi è sembrata la scelta più consona alle mie necessità, dalle impressioni che ho avuto pare che non mettano in risalto nessuna gamma di frequenza, pur avendo una fascia bassa un pò pronunciata mi è parsa piuttosto controllata, secondo me accoppiati ad un buon subwoofer tipo i nuovi REL Tzero MKIII oppure Rel T/5x ne uscirebbe fuori una bella configurazione a 2.1 canali.


Voto per l'ARCAM poco conosciuto in quanto inizialemente overpriced, ma dotato di buona spazialità e neutralità.

Diciamo che ognuno di noi ha un modo di interpretare la timbrica dei vari amplificatori in modo diverso cosi come anche la firma sonora di un'altoparlante. Per quanto mi riguarda ho trovato che gli Arcam hanno un suono leggermente rilassato o anche neutro come hai detto tu, probabilmente con i Polk non sarebbe male come accoppiata ma temo che dopo un pò di tempo magari l'ascolto tenderebbe a diventare noioso, di contro l'Audiolab essendo più aperto contribuirebbe a dare quel verve e quella spinta in più a livello ritmico rendendo gli ascolti più eccitanti, ma ovviamente sono sempre prove che si dovrebbero fare sul campo.

Come dicevo prima i Polk hanno alcune caratteristiche distintive che mi hanno fatto propendere per un'eventuale acquisto. Di seguito alcune testimonianze sul Polk R200 da audiosciencereview che sintetizzano gran parte delle mie impressioni.

Testo tradotto con Google Translate
Per il mio orecchio sono incredibilmente equilibrati e composti. Ho avuto solo un'ora ad ascoltarli, li ho appena collegati ieri sera, ma sono sicuramente impressionanti. Bassi potenti e controllati, molti dettagli senza essere faticosi, sembra proprio un altoparlante che farà suonare tutto bene e attirerà molte persone.

Mi piace suonare I've Seen All Good People degli Yes, perché ci sono alcune parti della canzone che chiedono molto al tuo tweeter. Noto una distorsione con il mio Chane A1.4 in quella parte, ma il Polk lo gestisce perfettamente e non ottengo alcuna durezza.
 
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Ultimamente, 9 volte su 10 e senza ascoltare o leggere recensioni, indovino a grandi linee il suono di un componente ascoltato da altri :D:);):O
 
Per esperienza personale amplificazioni poco dinamiche stancano subito, quelle con delle colorazioni accentuate stancano con l’andare del tempo. I fattori chiave sono flessibilità neutralità spazialità e soundstage tutti si ottengono con un abbinamento in sinergia con i diffusori
 
Per esperienza personale amplificazioni poco dinamiche stancano subito, quelle con delle colorazioni accentuate stancano con l’andare del tempo. I fattori chiave sono flessibilità neutralità spazialità e soundstage tutti si ottengono con un abbinamento in sinergia con i diffusori
Purtroppo è proprio quello il dilemma, sono d'accordo con te su quanto asserisci, difatti sto cercando proprio la combinazione vincente per costruire un setup equilibrato e che sopratutto riesca ad emozionare.
 
Ti ringrazio ;) interessante il post 13, a grandi linee sintetizza un pò lo stile e il carattere di ogni apparecchiatura, ovviamente ognuno di noi poi le interpresa a suo modo, a tal proposito stavo valutando anche il Roksan Attessa Integrated Amplifier che a differenza degli altri mi permetterebbe anche di effettuare un'upgrade futuro dei diffusori in quanto ha buone doti di pilotaggio, e secondo me anche come suono dovrebbe corrispondere alle mie esigenze.
 
Dipende cosa si intende per buone doti di pilotaggio. Tutti o quasi gli integrati non commerciali in classe AB ma anche D o G, al dimezzarsi dell’impedenza, aumentano la potenza di un buon 50/70%.
Sono ben pochi però che la raddoppiano, in pratica i migliori dal punto di vista dell’erogazione in corrente (-> dimensionamento del trasformatore).
 
A questo proposito, se vuoi approfondire, ti consiglio in primis (per numero di elettroniche testate) audio.com.pl e in alternativa stereophile.com e stereo.de.
Tra le poche riviste che testano strumentalmente tutti gli apparecchi (su stereo.de però spesso la pagina delle misure e’ a pagamento, anche se costa ben poco).
 
Infatti l'Attessa rispetto agli altri amplificatori che ho citato in precedenza dispone di un toroidale più generoso, chiaramente stiamo parlando di un prodotto appartenente ad un'altra fascia di prezzo.

A questo proposito, se vuoi approfondire, ti consiglio in primis (per numero di elettroniche testate) audio.com.pl e in alternativa stereophile.com e stereo.de.
Tra le poche riviste che testano strumentalmente tutti gli apparecchi (su stereo.de però spesso la pagina delle misure e’ a pagamento, anche se costa ben poco).
Le prime due fonti da te citate già le conoscevo ma non l'ultima, grazie per avermela segnalata.
 
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Ciao Antonio grazie per il tuo intervento, si quello che dici è vero per questo ci sono sul mercato tante soluzioni, deduco tu ti riferisca ai transistor e tutti gli altri componenti assemblati sulla scheda, oltretutto cosa da non sottovalutare immagino che sia l'ingegnerizzazione al fine di massimizzare le performances dell'amplificatore, a tal proposito mi viene da pensare ad un tipo di soluzione ibrida come il Cyrus One, questo per dire che siamo di fronte ad un mercato molto vasto e a volte è molto difficile districarsi senza avere prima una solida base su cui indirizzare le proprie scelte. Ad ogni modo la sinergia secondo me resta un fattore determinante per la realizzazione di un'impianto ben suonante.

Secondo la tua esperienza con le Polk R100 quale Amplificatore ci affiancheresti? Oltre quelli già citati sempre restando su un budget di circa 1200€
 
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Tra quelli citati conosco poco (perché appena in possesso) l'Audiolab 6000A.
Ti posso dire che ha un suono equilibrato e trasparente, per me tendente (appena) al caldo. Provato con i diffusori in firma, che si dice non siano facilissimi. Audiolab riesce a pilotarli senza problemi.
Con gli stessi diffusori prima avevo un Yamaha A-S501, rispetto al quale con il 6000A mi trovo ugualmente bene in "apertura" e gamma media + alta, ma molto meglio sulla gamma bassa. Oltre tutto in generale il suono è più ... vivace, coinvolgente. Soundstage migliore, più profondità e coordinate, sai dove sono posizionati gli strumenti.
Lo Yamaha tendeva a distorcere, anche se poco, ma sopratutto si induriva ad una certa a avanzata della rotella, mentre con l'inglese niente di tutto ciò finora, dalle poche prove fatte.
 
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Ciao, intanto grazie per la tua testimonianza ho letto solo adesso il tuo intervento. Negli ultimi giorni ho fatto alcune riflessioni e sto pensando di orientare le mie scelte verso un diffusore attivo, molto probabilmente per l'uso Nearfield penso sia la soluzione migliore, anche perchè da quella distanza di ascolto avrei meno problemi riguardo a distorsioni varie, riflessi delle onde stazionarie ecc..., i diffusori passivi secondo me per esprimersi al meglio vanno prima di tutto allontanati quanto più possibile dai confini delle pareti e la distanza dall'ascoltatore è considerevolmente maggiore rispetto ad una situazione nel campo vicino, l'unico mio dubbio è che ho letto da diverse parti che quasi tutti i diffusori attivi producono un lieve ronzio e/o fruscio specie quando non c'è nessun segnale di riproduzione, ora non so se questo possa essere risolto utilizzando condizionatori di rete, prese filtrate oppure prodotti come l'ifi DC Blocker.
 
Negli ultimi giorni ho fatto alcune riflessioni e sto pensando di orientare le mie scelte verso un diffusore attivo, molto probabilmente per l'uso Nearfield penso sia la soluzione migliore

come ogni scelta, ha i suoi pro e contro. Da un lato i monitor attivi hanno una performanza invidiabile, ma a livello di suono ... quelli che ho ascoltato li ho trovato un po' freddi e metallici. Non farti influenzare pero', le mie orecchie son diverse dalle tue :)
 
All'inizio pensavo anche io che i diffusori attivi avrebbero avuto un suono privo di colorazione, questo in parte è vero in quanto i monitor da studio sono stati concepiti per uno scopo ben preciso, che è quello di avvicinarsi quanto più possibile al segnale originario trasmesso dalla fonte, ma dipende anche dal tipo di filosofia adottata dal produttore mi riferisco sopratutto alla frequenza di incrocio del crossover e dalle parti di materiale utilizzate per le membrane e/o il cabinet, ad esempio le Dynaudio BM5 MKIII per le loro caratteristiche potrebbero essere indicate anche per l'uso home entertainment, non discostano cosi tanto dai modelli home tipo le vecchie Dynaudio Excite X14A, in più per chi lo desiderasse è sempre possibile intervenire sulle varie bande di frequenze con software appositi tipo sonarworks ecc..., in modo da effettuare una calibrazione adatta al nostro stile personale di utilizzo.
 
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