In generale il collegamento a ponte non è certo il massimo per la qualità, lo si usa molto in campo pro/live poichè, in ogni caso, si tratta di piccole sfumature, che in questo settore particolare non è che facciano perdere il sonno, a monte del vantaggio di poter usufruire di una potenza maggiore nel caso servisse (personalmente ritengo che se serve sin dall'inizio e per sempre una potenza maggiore si deve andare su un ampli della potenza necessaria, il sistema a ponte è un po' un
"tappa-buchi" estemporaneo oppure da usare nel caso che la potenza che serve non è fosse disponibile in formato "mono-ampli".
Per rispondere alla tua richiesta direi che la causa maggiore di perdita di qualità sia dovuta al fatto che per quanto si faccia attenzione e le tecniche di progettazione attuali siano migliorate, non si possono avere due canali perfettamente uguali, qualche differenza di distorsione, risposta in frequenza, comportamento, ci sarà sempre, poichè il segnale utile alla fine viene ricavato dalla somma del funzionamento di entrambi gli ampli queste differenze faranno parte del segnale finale e saranno causa di distorsioni.
Si parla di cose piccole, accettabili per l'uso contingente che ho indicato in precedenza, ma per un uso Hi-Fi continuativo la cosa dovrebbe far storcere il naso a qualsiasi audiofilo (si si disquisisce sulle qualità taumaturgiche del tal cavo di alimentazione, figuriamoci sapere a priori che il segnale subirà un po' di deterioramento....

).
Ribadisco che se si sa in partenza che potenza serve per la propria installazione si deve acquistare un ampli di quella potenza (un pelino di più

).