Domanda molto vaga.
Ti riferisci a quello che si chiama "carico fittizio" e che si impiega al posto dei diffusori quando si devono fare misure di amplificatori oppure in fase di verifica/riparazione?
Oppure per simulare un carico da collegare alla rete di alimentazione per verificare il comportamento, ad esempio, di un alimentatore stabilizzato o simili?
In entrambi i casi si ricorre a resistenze di opportuno valore e potenza.
Ne caso dei "carichi fittizi" per B.F. i valori sono solitamente 4 e 8 Ohm, la potenza varia in base alle potenze che si devono maneggiare, ormai direi che almeno 100 W è il minimo; una carattersitica delle resistenze è che dovrebbero essere anitinduttive, quindi non a filo.
Se serve solo per fare qualche prova e non misure di precisione si possono usare anche quelle a filo.
Per la simulazione di carichi da collegare alla rete una volta si utilizzavano i reostati, grosse resistenze a filo variabili, con cui variando appunto il valore si variava il carico.
Ora si possono utilizzare dei carichi elettronici, in pratica dei transistor che simulano il carico e controllando il transistor tramite una piccola tensione si varia la sua resistenza.
La cosa è un pochino costosa per grossi carichi, ma ha il vantaggio che il tutto può essere controllato da un PC per simulare variazioni dell'assorbimento anche veloci e misurare il comportamento dell'alimentazione nelle varie condizioni.
Esistono anche i carichi fittizi per A.F., stesso discorso dei carchi per B.F, , ma l'impedenza solitamente è di 50 Ohm, ma se non sei interessato al campo dei trasmettiori radio non credo ti servano.
Ciao