sasadf
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SIMPLY THE BEST
Semplicemente l’esperienza AUDIO/Visiva più emozionante mai vissuta.
Ma facciamo un passo indietro, e vediamo come è andata questa giornata indimenticabile.
Partenza fissata lle ore 14, ma non resistendo alla tentazione di provare prima la mia nuova fiammante EPSON STYLUS R800, faccio qualche prova, e ritardo la partenza alle 15.
Mi metto in macchina, armato di un po’ di targhe, della kodak digitale, e di tanta voglia di scoprire se quello visto in foto esiste davvero, e se dal vivo tutto questo significa qualcosa di unico.
Per compagna di viaggio prima una noiosa pioggia, poi un timido sole, e nel giro di 40 minuti con i Queen sparati a palla, mi trovo già a destinazione; una chiamata al cellulare a Mimmo: “son davanti all’ospedale” – nemmeno il tempo di chiedergli dove dirigermi, che lui già è in macchina davanti a me, pronto a portarmi, gradito ospite, a casa sua.
Arriviamo subito in una splendida villa isolata tutta nuova, immersa nella campagna, un bel giardino con recinto ancora da rifinire, e come cornice gli appennini con le punte innevate tutti attorno, tanto familiarmente spettacolari a chi è venuto con me a trovare l’amico Linomatz.
Il cancello dell’ingresso non è installato, ma è comodamente adagiato vicino all’entrata, e la prima cosa che mi salta in testa è : “ forse che la pressione sonora dell’impianto abbia fatto saltare per aria il cancello?(^__^).”
E’ stato davvero facile e semplice arrivare qui da Frosinone: ben collegato, prima autostrada, poi statale, poi provinciale, zac, sono già dentro, al pianterreno della villa di questi nuovi amici, a scaldarmi del breve viaggio davanti ad una fumante tazza di caffè preparata dalla deliziosa Rosaria, e con una Chesterfield fumata in compagnia di Mimmo, a scoprire un po’ cosa è che accomuna le Nostre vite.
Due frungoletti giocano e guardano la tv nello stesso loft, in un angolone divano con un mini impianto HT che in qualunque altra casa già farebbe dire a qualche fanfarone: “sai ho il cinema in casa…”-, invece in questa casa è il giocattolino comprato ad Armando(il primogenito di quasi 11 anni: davvero un bel ragazzetto, farà strage di cuori a scuola…^__^), ed Alessandro (6 anni, un tipetto tutto pepe e dolcezza, che aveva tanta voglia di raccontarmi quanto era divertente Jim Carrey in una “settimana da Dio”: poi avremo modo di incontrarli nella sala delle meraviglie).
Mentre faccio conoscenza di questa famigliola, tra me e me faccio la mia prima considerazione: appena entrati nella Villa, ci siamo infilati subito in una rampa di scale giù nel sottoscala, entrando in questo grande loft: ogni persona normale avrebbe pensato che in una simile struttura, sarebbe stato quello l’ambiente adatto per sistemare la sala Home theater: invece, qui, c’è una bella tavolata lunga, un ambiente cucina, il divano salotto ht coi bimbi(“sarà mica questo la sua sala ht??!?), ma mi sembra che se ho guardato bene, l’ambiente è largo quanto la villetta, e allora la sala dove diavolo sta’?
Mentre friggo in questo mio iniziale assillante dubbio, Mimmo già è in piedi e con ampi cenni mi indica di nuovo la strada per la scala: mentre fa un cenno deciso ai bimbi di restare dove stanno (si era già scatenato un veloce scalpitio di ciabattine pronte ad un serrato inseguimento ^__^): “Adesso si sale su”.
Inizio a sentire l’emozione scorrere nelle vene, avrei già dovuto iniziare a scattare foto, ma son talmente preso dall’esperienza nuova, che preferisco viverla, piuttosto che immortalarla in foto.
Facciamo una rampa di scale, poi lui, mi indica una porta: “prego accomodati”-.
Una sensazione così l’ho vissuta una sola volta nella mia vita: quando entrai durante i mondiali di Italia 90 per la prima volta nell’Olimpico di Roma(Italia Austria 1-0 gol di Totò Schillaci).
Si saliva la rampa di scale ed ogni gradino il crepitio e brusio della folla cresceva, ultimo scalino, e mi si spalanca il catino gremito di folla: indescrivibile l’emozione.
Ebbene, qui, siamo allo stesso livello di pathos.
Varchi quella porta, vedi la profondità e la globalità della sala, e ti chiedi come sia possibile che quello che ti sei sempre vagamente immaginato come l’ambiente ideale dell’ht possa esistere davvero.
Respiri a fatica e le tue narici percepiscono quel familiare odore di plastiche e sostanze chimiche degli apparecchi HT nuovi ed installati nei negozi, percepisci il sordo assorbimento di ogni rifrazione, il blu elettrico delle pareti, i coni argentati le varie lampade e gli spot, ti indicano la magnificenza di una realizzazione assolutamente perfetta. MAI VISTO NULLA DI SIMILE, MAI!
Avanzo quasi timidamente, e quasi con rispetto come si fa in chiesa mi giro verso Mimmo e sussuro: “ ma ma ma”, insomma non sono stato capace di dire cose sensate nei successivi dieci minuti. Mi giro e vedo Mimmo che si sta godendo il mio smascellamento.
Inizio a riconnettere i vari neuroni che mi son ancora rimasti, ed inizio a guardarmi la sala da tutti i lati possibile,
portandomi a qualche passo dallo schermo:
...continua...
Semplicemente l’esperienza AUDIO/Visiva più emozionante mai vissuta.
Ma facciamo un passo indietro, e vediamo come è andata questa giornata indimenticabile.
Partenza fissata lle ore 14, ma non resistendo alla tentazione di provare prima la mia nuova fiammante EPSON STYLUS R800, faccio qualche prova, e ritardo la partenza alle 15.
Mi metto in macchina, armato di un po’ di targhe, della kodak digitale, e di tanta voglia di scoprire se quello visto in foto esiste davvero, e se dal vivo tutto questo significa qualcosa di unico.
Per compagna di viaggio prima una noiosa pioggia, poi un timido sole, e nel giro di 40 minuti con i Queen sparati a palla, mi trovo già a destinazione; una chiamata al cellulare a Mimmo: “son davanti all’ospedale” – nemmeno il tempo di chiedergli dove dirigermi, che lui già è in macchina davanti a me, pronto a portarmi, gradito ospite, a casa sua.
Arriviamo subito in una splendida villa isolata tutta nuova, immersa nella campagna, un bel giardino con recinto ancora da rifinire, e come cornice gli appennini con le punte innevate tutti attorno, tanto familiarmente spettacolari a chi è venuto con me a trovare l’amico Linomatz.
Il cancello dell’ingresso non è installato, ma è comodamente adagiato vicino all’entrata, e la prima cosa che mi salta in testa è : “ forse che la pressione sonora dell’impianto abbia fatto saltare per aria il cancello?(^__^).”
E’ stato davvero facile e semplice arrivare qui da Frosinone: ben collegato, prima autostrada, poi statale, poi provinciale, zac, sono già dentro, al pianterreno della villa di questi nuovi amici, a scaldarmi del breve viaggio davanti ad una fumante tazza di caffè preparata dalla deliziosa Rosaria, e con una Chesterfield fumata in compagnia di Mimmo, a scoprire un po’ cosa è che accomuna le Nostre vite.
Due frungoletti giocano e guardano la tv nello stesso loft, in un angolone divano con un mini impianto HT che in qualunque altra casa già farebbe dire a qualche fanfarone: “sai ho il cinema in casa…”-, invece in questa casa è il giocattolino comprato ad Armando(il primogenito di quasi 11 anni: davvero un bel ragazzetto, farà strage di cuori a scuola…^__^), ed Alessandro (6 anni, un tipetto tutto pepe e dolcezza, che aveva tanta voglia di raccontarmi quanto era divertente Jim Carrey in una “settimana da Dio”: poi avremo modo di incontrarli nella sala delle meraviglie).
Mentre faccio conoscenza di questa famigliola, tra me e me faccio la mia prima considerazione: appena entrati nella Villa, ci siamo infilati subito in una rampa di scale giù nel sottoscala, entrando in questo grande loft: ogni persona normale avrebbe pensato che in una simile struttura, sarebbe stato quello l’ambiente adatto per sistemare la sala Home theater: invece, qui, c’è una bella tavolata lunga, un ambiente cucina, il divano salotto ht coi bimbi(“sarà mica questo la sua sala ht??!?), ma mi sembra che se ho guardato bene, l’ambiente è largo quanto la villetta, e allora la sala dove diavolo sta’?
Mentre friggo in questo mio iniziale assillante dubbio, Mimmo già è in piedi e con ampi cenni mi indica di nuovo la strada per la scala: mentre fa un cenno deciso ai bimbi di restare dove stanno (si era già scatenato un veloce scalpitio di ciabattine pronte ad un serrato inseguimento ^__^): “Adesso si sale su”.
Inizio a sentire l’emozione scorrere nelle vene, avrei già dovuto iniziare a scattare foto, ma son talmente preso dall’esperienza nuova, che preferisco viverla, piuttosto che immortalarla in foto.
Facciamo una rampa di scale, poi lui, mi indica una porta: “prego accomodati”-.
Una sensazione così l’ho vissuta una sola volta nella mia vita: quando entrai durante i mondiali di Italia 90 per la prima volta nell’Olimpico di Roma(Italia Austria 1-0 gol di Totò Schillaci).
Si saliva la rampa di scale ed ogni gradino il crepitio e brusio della folla cresceva, ultimo scalino, e mi si spalanca il catino gremito di folla: indescrivibile l’emozione.
Ebbene, qui, siamo allo stesso livello di pathos.
Varchi quella porta, vedi la profondità e la globalità della sala, e ti chiedi come sia possibile che quello che ti sei sempre vagamente immaginato come l’ambiente ideale dell’ht possa esistere davvero.
Respiri a fatica e le tue narici percepiscono quel familiare odore di plastiche e sostanze chimiche degli apparecchi HT nuovi ed installati nei negozi, percepisci il sordo assorbimento di ogni rifrazione, il blu elettrico delle pareti, i coni argentati le varie lampade e gli spot, ti indicano la magnificenza di una realizzazione assolutamente perfetta. MAI VISTO NULLA DI SIMILE, MAI!
Avanzo quasi timidamente, e quasi con rispetto come si fa in chiesa mi giro verso Mimmo e sussuro: “ ma ma ma”, insomma non sono stato capace di dire cose sensate nei successivi dieci minuti. Mi giro e vedo Mimmo che si sta godendo il mio smascellamento.
Inizio a riconnettere i vari neuroni che mi son ancora rimasti, ed inizio a guardarmi la sala da tutti i lati possibile,
portandomi a qualche passo dallo schermo:
...continua...
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