Cinemax: L'HT High End

mah !

Io sinceramente non sento la mancanza di altre riviste :cool:

AF Digitale e DVHT si spartiscono (giustamente e meritatamente) il mercato, non vedo particolarmente utile una rivista di ht "hi-end" per pochi facoltosi, fatta esclusivamente di prove di apparecchi che non potremo mai avere (ovviamente parlo per me).

Certo è interessante ogni tanto leggere di apparecchi top (vedi ad es. il Lexicon sul penultimo AF), ma solo per completezza d'informazione, credo che il 99% degli appassionati di ht non abbia 20 milioni da spendere per un decoder, per quanto sofisticato.

L'hi-end ha già fatto abbastanza vittime in campo hi-fi (vedi il solito esempio del telaio da 50 kg con dentro la meccanica Philips da 200.000 :D :D :D ), in campo ht è meglio che continuiamo a divertirci con macchine a costi "umani" e tanto buon senso (es.: htpc + crt usato, ovvero un risultato eccellente con pochi milioni di spesa).

Il tutto, ovviamente, imho ;)

bye
 
Re: Senza rimpianti???

Originariamente inviato da Massimo
Non dimenticherò mai come, l'entusiasmo del Manuti per il 9000es mi indusse a comprare il pre Sony, e le prove del player 7700 e di altri componenti che sono diventati parte del mio sistema HT....

Massimo, se vuoi il mio parere è proprio quello che tu hai descritto il rischio di una testata impostata in quel modo.
Vedi, io non mi sognerei mai di comprare qualcosa solo perchè una persona che stimo ed apprezzo ne ha decantate le lodi. L'influenza che quelle parole possono avere su un uditorio facoltoso ma spesso incompetente potrebbe essere distruttiva a maggior ragione quando le cifre in questione sono di assoluto rilevo.
Immagina, ad esempio, un facoltoso appassionato alle prime armi di HT che vuole subito il massimo del massimo perchè se lo può permettere e legge sulla rivista che il Barco Cine 9 fa miracoli con un HTPC su base Radeon, etc.etc.
Chi glielo dice, quando lo avrà comprato, che ci vogliono anni di apprendimento prima che impari a sfruttarne le capacità e/o ad utilizzare a dovere il prodotto? Il risultato sarebbe disastroso. D'altro canto l'appassionato facoltoso e competente non acquisterebbe mai un prodotto Hi-End solo perchè ne ha sentito tessere le lodi da Andrea o da Romano; certo, sarebbe un ottimo punto di partenza, sarebbero molto utili le prove tecniche in laboratorio etc. ma quanti degli appassionati HT di oggi sono ingrado di leggere ed interpretare quei dati? Quanti fra questi conoscono il significato di Banda passante, processore dei sincronismi, up-converter, deflessione etc.? Pochissimi, te lo garantisco io.
Il grosso rischio in questi casi è proprio quello che, per esperienza, si verifica soprattutto tra i novelli facoltosi: ovvero prendere per oro colato affermazioni di entusiasmo espresse con cognizione di causa e trasponderle nel proprio immaginario senz'altro lacunoso senza approcciarsi in maniera critica alla recensione.
Io, invece, credo che il giusto approccio al problema sia quello di mescolare l'High End con il simil-consumer in modo da utilizzare appieno lo strumento di cui si dispone ovvero il mezzo divulgativo. Solo in questo modo si riuscirebbe a coniugare il vantaggio qualitativo di una scelta monotematica dedicata alla fascia alta, con un utile strumento di paragone offerto dalle proposte dedicate ad un mercato più vasto.
Qualche anno fa (molti a dire il vero, ma non troppi, ho sempre 30 anni) chiesi a Ken Ishiwata quale Lettore CD mi suggerisse di scelgiere tra il suo KIS ed un Linn ben suonante. Lo stesso mi fulminò con lo sguardo e....anche con le parole: "quello che TI suona meglio". Ora, tralasciando l'ovvio difetto di grammatica, a mio parere l'espressione era estremamente rivelatrice.
Ovvero, ben vengano le prove di prodotti Hi-End condite con giudizi ed apprezzamenti di addetti competenti (che a loro volta andrebbero sottoposti a giudizi ed apprezzamenti) ma alla base di tutto si DEVE formare una coscienza critica nell'appassionato di HT che consenta di discernere tra il Fake ed il Real onde provocare (e subire) il minor danno possibile a seguito di un eventuale acquisto sballato.
Saluti.
Luca
 
Massimo, perdonami, ma se hai la coda di paglia non è colpa mia.
NON INTENDEVO affatto polemizzare, non è mio costume, nè ti ho tacciato di essere alcunchè.
Tralascio di commentare quel che è un po' il leitmotiv del tuo post, ovvero "facoltoso appassionato"... magari anche un po' rimbambito, che per quanto mi riguarda, è assolutamente "out".
Non conoscendoti, non posso sapere nè le tue competenze nè altro quindi il mio ragionamento si rivolgeva alla sterminata miriade di "appassionati (o finti tali) facoltosi" che non hanno mai avuto (e forse non avranno mai) un approccio critico in fase di acquisto.
E te lo dice uno che ha un impianto molto costoso, credimi; l'eventuale presenza di una rivista destinata all' High End HT, per quanto mi riguarda sarebbe ben venuta ma il rischio sarebbe comunque elevato per gran parte dell'utenza media.
Quanto alle mie osservazioni, era ovvio fossero opinioni personali ed è altrettanto ovvio che ognuno la possa pensare come vuole e liberamente postare le proprie idee, come, d'altronde, ho fatto io.
Infine, e non per Vis polemica, ma solo per giustificare la mia interpretazione del tuo post, tu scrivi:
Non dimenticherò mai come, l'entusiasmo del Manuti per il 9000es, mi indusse a comprare il pre Sony, e le prove del player 7700 e di altri componenti che sono diventati parte del mio sistema HT.
Per me (e per Nicola Zingarelli :D ndr) indurre significa persuadere quindi, la prossima volta che vorrai far intendere all'uditorio qualcosa di diverso da quello che scrivi, cerca di utilizzare una prosa più rivelatrice ;).
Saluti
Luca
 
Solo la mia

Quella che conta e' la capacita' di capire!

E spetta solo a noi utenti.

Non basta il buon senso,
hanno poca importanza le grandi possibilita' economiche,
spesso non basta saperne abbastanza,
troppo spesso perdiamo il controllo delle emozioni.

Il mercato opera sfruttando queste tematiche.
Le riviste sono strumento di mercato ed hanno
nel contempo la necessita' di giustificarsi
economicamente e commercialmente.

Ci saranno sempre riviste come AF
che da una parte cercano di arruffianarsi
il lettore dando la parvenza di attaccare
il produttore e dall'altra pagano
un'ormai atavica impreparazione tecnica.

Ci saranno sempre riviste come DVHT
che da una parte ostentano la loro
superiorita' tecnica e dall'altra
pagano una non ancora raggiunta identita'.

In entrambi i casi al loro interno
contengono collaboratori validi
e personaggi discutibili.
In entrambi i casi offrono un'informazione
mistificata, anche in buona fede, che va filtrata.

Noi utenti e lettori dobbiamo
imparare a capire, imparare a difenderci,
imparare a valutare, imparare a crescere,
imparare ad acquistare, imparare a distinguere.

A noi il compito del loggionista,
pronti ad applaudire ed all'ovazione
ma pronti anche alle pernacchie ed al lancio di ortaggi! :)


Ciao,
linomatz
 
Ok, Massimo, finiamo qui il thread prima che diventi qualcosa d'altro.
Ci siamo solo fraintesi.
Una sola puntualizzazione: il fatto che tu venga dall'Hi-Fi (anche io ho fatto lo stesso percorso) non significa affatto che abbia maturato competenze adeguate anche in campo HT.
Di sicuro invece significa che dovresti aver maturato una capacità di discernimento (cui faceva cenno Lino) che ti metta al riparo da eventuali persuasioni all'acquisto...intelligenti pauca :D :D

Saluti
Luca

p.s.: dato che sei nuovo, ci racconti un pò del tuo impianto?
 
Non posso che concordare con Lino, e più passa il tempo e più me ne rendo conto.
Io in confronto a voi ho invece fatto il percorso inverso: partendo dal video mi sto avvicinando all'audio. Dico "mi sto" proprio perchè, pur avendo un discreto sistema audio basato su un DSP Yamaha, ma non ascoltando quasi per niente musica, solo ora stò "affinando l'orecchio" e valutando diffusori e amplificatori più costosi e superiori.
Ovviamente il primo passo è stato il cercare qualche opinione in giro, e qui sul forum ci sono le varie testimonianze ;) , poi una letta alle recensioni delle riviste, tanto per cercare conferme, poi soprattutto tante ricerche in internet, che secondo me pian piano sta diventando un pozzo di informazioni molto più affidabili di qualsivoglia rivista.
Certo, come in una recensione puoi trovare qualche tono accondiscendente nei confronti dell'inserzionista pubblicitario, è facile che sul web trovi il possessore di quell'oggetto che per partito preso te lo elogia perchè... ce l'ha, ma alla fine torniamo sempre al punto di partenza (e premio Lino con una citazione) :D
Noi utenti e lettori dobbiamo
imparare a capire, imparare a difenderci,
imparare a valutare, imparare a crescere,
imparare ad acquistare, imparare a distinguere.
Alla fine di questo ragionamento ed esperienza: no, neppure io sento la minima esigenza di un'altra rivista, e se davvero sarà la rivista d'elite che pare, secondo me dopo 6 mesi rischierà la chiusura.
Il termine High End stà morendo, ucciso da tanti - troppi - appassionati e soprattutto commercianti che lo hanno reputato tale sempre e solo sopra una certa (alta) cifra, non oltre una certa... "sensazione". Ne conosco parecchi, e non ho il coraggio di dirgli che cantonata hanno preso. Ma li riconosci subito: non fanno altro che cercare conferme al "quanto va bene"....
E ne conosco alcuni che hanno pure comprato al buio affidandosi a rivistucole molto al di sotto di AF e DVHT, e stanno peggio. Ma una rivista specializzata sulle alte sfere.... che quali sono poi, e sulla base di cosa.... che ce ne facciamo?
Più uno si forma con esperienza e valutazioni personali e meno ne sente l'esigenza: io piano piano sto dimenticandomi di comprare AF.... ho saltato un paio di mesi! E mi reputo ben lontano dal livello di altri che qui scrivono.
Naturalmente è una mia opinione.
 
Re: Re: Senza rimpianti???

Originariamente inviato da LucaV
...Chi glielo dice, quando lo avrà comprato, che ci vogliono anni di apprendimento prima che impari a sfruttarne le capacità e/o ad utilizzare a dovere il prodotto? ...
Dovrebbero dirglielo le stesse recensioni :rolleyes:

...Quanti fra questi conoscono il significato di Banda passante, processore dei sincronismi, up-converter, deflessione etc.? Pochissimi, te lo garantisco io.
Pochi, troppo pochi, hai pienamente ragione. Una delle caratteristiche esclusive delle riviste del gruppo TechniPress è il laboratorio; è assurdo, veramente assurdo che non siamo stati in grado di consegnare ai lettori gli strumenti per la corretta interpretazione. Questo è un problema che conosciamo e che risolveremo prima possibile, stanne certo!


...Io, invece, credo che il giusto approccio al problema sia quello di mescolare l'High End con il simil-consumer in modo da utilizzare appieno lo strumento di cui si dispone ovvero il mezzo divulgativo....
E' proprio questo l'obiettivo che ho in mente. Ad esempio, l'idea di inserire una comparativa di otto televisori (con prezzi a partire da poco più di 700 Euro), accanto a proiettori multimilionari ;)
Oppure ancora un LCD da 2500 Euro accanto ad un DLP da 15.000 Euro :p
 
Lino,


non concorderò completamente sull'aspetto "morfologico" dei tuoi messaggi (se abbandonassi quest'impostazione "poetica" in favore di una composizione con righe più lunghe i msg si accorcerebbero in senso verticale! :) ) ma concordo sostanzialmente su tutto quanto hai scritto.

Solo un appunto.

Riguardo i "peccati" (più o meno veniali), da te elencati nei confronti delle riviste AF e DVHT, vorrei aggiungere che gli articoli sulle riviste sono composti da gente, fatta di carne ed ossa.
Gente come Andrea Manuti, Gian luca di Felice, Emidio, me e tanti altri.

E la gente può ovviamente sbagliare nei giudizi, talvolta può farsi un'idea imprecisa, talvolta può azzeccare per filo e per segno il contenuto della sostanza, mentre in altri casi può interpretare alcuni aspetti tecnici in modo inesatto o eventualmente erroneo.

Se sei d'accordo nel superare eventuali dubbi o sospetti nei confronti di possibili "interazioni" tra le politiche di mercato, specifici interessi economici e le prove riportate sulle riviste (in buona sostanza parti dal presupposto che tutto il lavoro di redazione sia effettuato in buona fede da parte dei "giornalisti", e ammetterai di esser d'accordo anche tu nella maggioranza dei casi... :D ) il discorso si focalizza sull'eventualità dell'errore umano, sulla fallibilità dei giudizi e dei paragoni, anche quando ottenuti sulla base di una solida e puntuale esperienza.

E in quest'ambito ti darò sicuramente ragione, riguardo il comportamento degli utenti e lettori, la necessità da parte di loro di sfuttare l'esperienza e il certosino lavoro offerto e presentato nei contenuti della rivista, filtrandoli con il proprio metro di giudizio e discernimento, al fine di raggiungere l'obiettività delle proprie misure, per quanto possibile.
Sul "lancio degli ortaggi" invece avrò qualcosa da ridire.

Nessuno di noi sa qualcosa, riguardo giudizi formulati e poi "rimangiati", anche se in parte?

Siamo sempre sicuri di ciò che diciamo? possiamo sempre "firmare" tutto incondizionatamente? Possiamo sempre sederci "in cattedra" ed insegnare, sicuri di essere i depositari della verità assoluta?

E i lettori? stessa cosa? ;)

quando mi "beccherò" gli ortaggi, sarà a causa di un altro giudizio (... forse?) :D ? il lettore che me li tirerà, sarà certo di non poter essere in seguito smentito sulle sue convinzioni e sui suoi convincimenti?

Io, in cuor mio, dico questo.
Il giorno nel quale mi sentirò completamente sicuro di me, certo delle mie convinzioni, capace di asserire "verità definitive", senza quel meraviglioso limbo costituito dal "ragionevole dubbio, che in fin dei conti ci conforta tutti, assicurando continui spazi di miglioramento e perfezionamento, non scriverò più una sola parola. Ne su rivista ne su forum o altro...

Mi ritirerò da questo contesto, certo solo di un fatto:
di aver raggiunto la totale, completa, irreversibile, invalidante imbecillità.



ciao
Romano
 
Romano,

purtroppo anni di liceo passati a mandar giu'
a memoria terzine dantesche ed endecasillabi
latini lasciano il segno! :)

Se nella tua veste di moderatore potrai per me fare un'eccezione
e consentirmi di scrivere in un modo che io reputo
piu' agevole nella lettura, te ne sarei infinitamente grato.
Qualora cosi' non fosse, facendomelo nuovamente notare,
ne prendero' atto e mi comportero' di conseguenza.

Per il resto, ti esorto a non farne una questione personale.
Mi sono espresso in chiave generale da lettore a lettore.

Purtroppo le firme che si trovano nelle riviste
non sono sempre all'altezza dei nomi da te citati,
sia in termini di preparazione tecnica che di umanita'.
Come sai, in passato ho sparato a zero
su qualcuno che aveva rappresentato molto per me
e che poi era diventato una grande delusione.

Io ho smesso di avere quell'atteggiamento
troppo aggressivo perche' non paga,
nel senso che nella lite non conta piu' l'argomento ma la lite stessa.
Tuttavia, non sono singoli episodi che possono
determinare disaccordi e prese di posizione tra lettore e rivista
bensi' una complessita' ripetuta di un'impostazione che non funziona.

Quando non si stabilisce un feeling
tra lettore e redattori, finisce come faceva
notare Peter quando dice che sono due mesi
che non compra piu' AF e non ne sente neanche la mancanza,
questo e' l'estremo lancio di ortaggi! :)
 
Lino,

tu sei padrone di scrivere nella forma in cui ritieni più opportuno! perlomeno se questo non dovesse alla fine creare intralcio per alcuno!
(rima, ma non è un endecasillabo :D )
Ti prego di prendere atto del fatto che vorrei anch'io, come tutti gli altri, prendere parte nel forum scrivendo le mie opinioni. Non crederai mica che io voglia solo portare il "berretto" di moderatore? :D

Per il resto, ti esorto a non farne una questione personale.
Mi sono espresso in chiave generale da lettore a lettore.


questione personale? no, Lino, non ci ho nemmeno pensato lontanamente. Anzi ho trovato interessante e molto giusto il tuo intervento, proprio per questo ho risposto con il mio personale punto di vista. concordo al 95% con te, avevo qualcosina da ridire solo sul fatto dell'"esame" sulla redazione degli articoli...

In sintesi, il discorso è questo: un lettore dovrebbe basarsi sul fatto che il redattore dell'articolo è prima di tutto un grande appassionato, magari in grado di scrivere un articolo in maniera comprensibile, poi in possesso di molta comprovata esperienza e disposto a sacrificarsi un bel pò. A questo punto occorre mettere sul piatto della bilancia che tutti possono sbagliare, anzi, che spesso lo sbaglio può portare a notevoli miglioramenti.
Mi spiego.
Se Lino è convinto di una cosa, condividendo magari la convinzione della maggioranza e poi, da solo, sperimentando qualcosa riesce a stravolgere tutto, e a migliorare sensibilmente le prestazioni generali del suo impianto, nel momento nel quale divulga il suo lavoro, mettendo a parte tutti di questo progresso e delle modalità che ha attuato per raggiungerlo, non credo sia opportuno che la maggioranza debba soffermarsi a criticarlo, perchè prima la pensava diversamente...

Io ho smesso di avere quell'atteggiamento
troppo aggressivo perche' non paga,
nel senso che nella lite non conta piu' l'argomento ma la lite stessa.


vero. Ovviamente è accaduto mille volte anche a me. Nel momento in cui si comincia a litigare, le preziose energie dei due "contendenti" vanno a farsi friggere.
Fine della costruttività, delle idee e del miglioramento.
Inizio del disordine e della sterile, inutile polemica.

Quando non si stabilisce un feeling
tra lettore e redattori, finisce come faceva
notare Peter quando dice che sono due mesi
che non compra piu' AF e non ne sente neanche la mancanza,
questo e' l'estremo lancio di ortaggi!


Questo è molto triste. Non condivido totalmente queste convinzioni, ma prendo atto che una delle "armi" a disposizione del lettore sia quella dell'abbandono. Personalmente sono abbonato ad AFDigitale, e aggiungo anche che rinnoverò il mio abbonamento, e NON solo per "monitorare" la concorrenza!! :D ;)
Spero solo che una sorta di "critica" attuata in questi confronti sia costruttiva in ogni caso, portando l'oggetto di tale critica nel mirino dei responsabili, in modo da permettergli magari di correggere il tiro quel tanto che basta per riconciliarsi con gli "offesi" e migliorare... le "prestazioni generali".


ciao
Romano
 
Massimo (ma anche Luca e gli altri):
innanzi tutto scusa per il ritardo nella risposta che sollecitavi, ma non riesco a leggere tutto... altrimenti il tempo per scrivere, documentarmi, comperare cose su eBay, passare un po' di tempo con la mia famiglia, e... lavorare! dove lo trovo???

Detto questo, Emidio mi ha detto l'altro giorno che sta per uscire questa nuova rivista, e la mia risposta è stata "Allora ci vado a scrivere io!".
Questo per dire che il segmento delle cose irrangiungibili ha sempre esercitato un notevole fascino su di me, come penso anche su altra gente.

L'importanza dell'aspetto onirico credo sia da tenere in considerazione: una della funzioni di una rivista è quella di permettere alla gente di distendersi, rilassarsi, non pensare, faticare meno, e... sognare!
Quindi tutto quello che aiuta in questa direzione è ben accetto.

Normalmente è più facile passare del tempo libero a fantasticare su un depliant piuttosto che cercare di capire delle misure. Ti potrei fare l'esempio con il post che ho messo tempo fa su questo stesso forum relativamente ad una misura di rapporto di contrasto, che mi è costata molta fatica ed è difficile da comprendere. Sai quante risposte produttive ho avuto (nel senso di critiche del tipo "Ma che diavolo hai scritto lì, non lo sai che...")? 0 (zero), e questo anche da parte di persone cui avevo chiesto direttamente un parere.

Finché sono stato solo un lettore non ti dico che pendessi dalle labbra dei redattori, ma una buona percentuale di giudizio me lo formavo (magari inconsciamente: non credo di essere particolarmente intelligente, ma un cretino integrale non lo sono nemmeno) sulla base di quanto leggevo.

Poi ad un certo punto ho cominciato a notare sulle riviste audio (allora erano solo quelle) gente che:
i) ogni apparecchio che provava era sempre il migliore mai visto finora, che spostava il riferimento, che sconvolgeva il mercato, ecc. ecc.;
ii) ogni apparecchio che provava sosteneva valesse il doppio od il triplo di quello che costava: ca...io, ne avessi mai trovato uno che valesse non dico la metà, ma almeno solo il prezzo di listino!;
iii) sosteneva che con le pallette di plastilina le casse suonassero meglio (magari se le orientiamo verso la Mecca secondo le linee di forza sesquiquidali del campo gravitazionale di Plutone in congiunzione con Alfa-Aldebaran vanno ancora meglio...);
iv) provava solo apparecchi che io non mi sarei MAI potuto comperare, e non mi diceva come fare a comperarmeli (che, bisogna per forza essere ricchi sfondati in questo paese? Ed io che non lo sono che faccio?).

Quindi ho avuto la fortuna di cominciare a scrivere io direttamente, e mi sono sempre cercato di ricordare che, dato che rimango un lettore, era importante che dessi un'idea precisa delle condizioni ESATTE nelle quali facevo una prova, o perché sostenevo una certa posizione.

Credo di essere stato il primo a scrivere una recensione negativa (il Philips Hopper, seguito anche da altre cosette, purtroppo sempre ad LCD... ma come mai???), e di avere dato i dettagli di come collego gli apparecchi e di quello che vedo, ammettendo anche errori (tipo quando non mi accorsi che il Maxivideo aveva un 2X integrato: non me lo perdonerò mai!).

Provando molte cose e ragionando, ti devo anche dire che leggo delle cose raccapriccianti: ovviamente, per un fatto di rispetto della concorrenza, non posso dire dove e come, ma sinceramente delle volte mi cascano le braccia, come credo a tanti appassionati di questo forum.

Per provare oggetti costosi (i.e., fare una rivista high-end: scusami, sono un cafone periferico e vado subito al sodo, od al soldo, se preferisci!), e per tornare quindi al tema della domanda, sono necessari secondo me attrezzature e competenze approfondite, una solida esperienza che ti consenta di capire le differenze tra i vari oggetti e farla capire a chi ti legge, e poi una chiara visione del mercato, che ti permetta di dire: questa rivista la leggeranno x persone e fatturerà y, il mio guadagno sarà z.

Io sono qui a fare lo spiritoso, perché non vivo di questo, che per me è uno splendido hobby: ma ti assicuro che chi lo fa per lavoro DEVE far quadrare i conti, se non vuole chiudere ed andare a casa.

In questo io inviterei chi legge ad una comprensione maggiore: una rivista è un'iniziativa editoriale, sul cui bilancio si basano svariate famiglie.

E' facilissimo criticare, ma molto meno renderla interessante, per poterne vendere di più e fare più soldi, e mantenere quello che tutti si aspettano.

Vuoi un esempio? Da qualche numero compare su DVHT un elenco di pro e contro, che a me sembra scimmiottato da Quattroruote od analoghi: non mi piace, non sono d'accordo (e non lo scrivo nemmeno, ci penserà qualcun altro in redazione... ;) ), mi sembra inutile descrivere in 3 righe quello che (sarò verboso, ma insomma...) impiego 6 pagine a dire... e potrei continuare.
Solo che il direttore è una persona che ha molta più esperienza di me in questo campo, sa il fatto suo e, soprattutto, deve cercare di rendere la rivista appetibile al maggior numero di persone (i.e., venderne di più per fare più soldi).

Mi dispiace usare questo linguaggio, ma a volte leggo dei post fatti come i discorsi al bar: è facile pontificare per tutti noi quando questo si risolve solo nel cercare di risparmiare 50 € per un hobby!

Altro esempio di come vadano ottemperate le esigenze di tutti? A me dei TV color non me ne frega proprio nulla, nel senso che per me stanno all'HT come un procione lavatore alla quotazione del dollaro di venderdì scorso. Però c'è un sacco di gente a cui interessano, ed a volte vengo accusato anche io di provare solo oggetti che costano troppi milioni. Sul prossimo numero ci sarà un mio articolo che (non scopro l'acqua calda, ma spero possa essere utile a molti) dice come fare per comperare a cifre interessanti sul mercato dell'usato, a con livelli accettabili di rischio.

Ti ho citato quest'ultima cosa perché non ho capito la affermazione originale: perché DVHT si sarebbe snaturata? A me non sembra molto... Le prove di laboratorio mi sembra ci siano, gli articoli tecnici pure. A che ti riferisci? Perché un tempo c'era "un segmento di DVHT, ovvero l'HT High End"? Boh... Sto provando ora il SIM2 HT300: costa circa 12-15000 €: a me fa tanto piacere tenerlo dentro casa, ma ti assicuro che non potrei proprio comperarmelo...

Rimane comunque il fatto che MAI farei un acquisto solo per averlo letto su una rivista: dico sempre che bisogna ragionare con la propria testa, e finora non l'ho staccata neanche a chi sostiene che gli LCD sono proiettori da HT, figurati un pò... :D :D :D
Ciao,
Andrea

P.S. Scusa il disordine di questo post, ma sono le 3:30 AM e ho visto molti spunti in un thread molto lungo!
 
Re: Re: Re: Senza rimpianti???

Originariamente inviato da Emidio Frattaroli

Dovrebbero dirglielo le stesse recensioni
...
Pochi, troppo pochi, hai pienamente ragione. Una delle caratteristiche esclusive delle riviste del gruppo TechniPress è il laboratorio; è assurdo, veramente assurdo che non siamo stati in grado di consegnare ai lettori gli strumenti per la corretta interpretazione. Questo è un problema che conosciamo e che risolveremo prima possibile, stanne certo!
...


Queste risposte mi fanno tornare alla mente il concetto, già discretamente dibattuto con Andrea, riguardante le recensioni "mirate", "classificate", o comunque definiremmo una recensione il cui target, con conseguente contenuto e giudizio, vengono dichiarati a priori.
Così potremmo avere prove di componenti economici, destinati ad una utenza principiante, dedicate, più che alle misure, all'utilizzo pratico.
E conseguentemente prove di componenti hi end, dedicate ad utenti esperti, ampiamente sostenute da misure, che tralascino magari la forma del telecomando, per dedicarsi all'accoppiamento dell' apparecchio in oggetto, con altri elementi della catena.

Così finalmente, il Sig Rossi che vuole comprarsi un TV non incapperà in prove che sembrano descrivere un satellite artificiale, e l'appassionato evoluto troverà gli elementi tecnici per valutare l'oggetto provato.

In questo senso mi sembra positivo il concetto di rivista hi end, ma potrebbe anche essere parte di una rivista esistente, a patto che questo significhi un orientamento tecnico spinto delle recensioni per una utenza esperta, e non lodi smielate, senza il minimo supporto tecnico, alla bellezza di apparecchi che nessuno di noi può permettersi.
 
Originariamente inviato da Romano Consul

Riguardo i "peccati" (più o meno veniali), da te elencati nei confronti delle riviste AF e DVHT, vorrei aggiungere che gli articoli sulle riviste sono composti da gente, fatta di carne ed ossa.
Gente come Andrea Manuti, Gian luca di Felice, Emidio, me e tanti altri.
E la gente può ovviamente sbagliare nei giudizi, talvolta può farsi un'idea imprecisa, talvolta può azzeccare per filo e per segno il contenuto della sostanza, mentre in altri casi può interpretare alcuni aspetti tecnici in modo inesatto o eventualmente erroneo.


Romano,
Questo discorso mi vede assolutamente in disaccordo.
Mettere in relazione le pecche delle riviste con gli errori dei recensori, non mi sembra corretto o, quantomeno, mi sembra un "comodo" metodo per ovviare ad una mancanza di controllo su ciò che viene pubblicato.
E' vero che errare è umano, e che il recensore è un uomo, ma proprio perchè recensore, ha molto meno diritto di sbagliare degli altri in quanto, come abbiamo visto, ciò che scrive, può essere preso come oro colato dai lettori.

Il discorso si focalizza sull'eventualità dell'errore umano, sulla fallibilità dei giudizi e dei paragoni, anche quando ottenuti sulla base di una solida e puntuale esperienza.

Scusa, ma se diamo corpo a questo discorso: tu e tutta la banda:) cosa scrivete a fare?:)

Siamo sempre sicuri di ciò che diciamo? possiamo sempre "firmare" tutto incondizionatamente? Possiamo sempre sederci "in cattedra" ed insegnare, sicuri di essere i depositari della verità assoluta?
E i lettori? stessa cosa? ;)
quando mi "beccherò" gli ortaggi, sarà a causa di un altro giudizio (... forse?) :D ? il lettore che me li tirerà, sarà certo di non poter essere in seguito smentito sulle sue convinzioni e sui suoi convincimenti?


Se utilizziamo questo metro: nessuno di noi, in quanto fallibile, può dare giudizi su alcuno: tutti possono dire ciò che vogliono senza curarsi del contenuto ma della fallibilità degli oppositori.

Io, in cuor mio, dico questo.
Il giorno nel quale mi sentirò completamente sicuro di me, certo delle mie convinzioni, capace di asserire "verità definitive", senza quel meraviglioso limbo costituito dal "ragionevole dubbio, che in fin dei conti ci conforta tutti, assicurando continui spazi di miglioramento e perfezionamento, non scriverò più una sola parola. Ne su rivista ne su forum o altro...
Mi ritirerò da questo contesto, certo solo di un fatto:
di aver raggiunto la totale, completa, irreversibile, invalidante imbecillità?


Caro Romano, non è la prima volta che ravviso questo concetto nei tuoi scritti, ed anche stavolta, ribadisco la mia opinione contraria all'utilizzo che ne fai.
Errare è umano, ma considerarlo un meraviglioso limbo, mi pare assurdo se non pericoloso.
Gli spazi di miglioramento non necessitano assolutamente del limbo anzi, in sua presenza perdono ogni significato, perchè basati su qualche cosa di insicuro.
L'errore, pur essendo umano, deve essere una eventualità da cercare di evitare con tutte le proprie forze, a maggior ragione da parte del recensore che viene letto da migliaia di persone che ripongono in lui la propria fiducia.
Tu invece fai dell'errore umano un rifugio, una panacea per tutti i mali possibili, attenzione: da qui a diventare una comoda scusa per affermare ciò che si vuole, tanto se poi va male chiedo scusa, il passo è infinitesimale.
 
Top