Odissea: l'analisi dal 70mm IMAX al miglior digitale
L'analisi dell'ultimo film di Nolan in vari cinema in giro per l'Europa, nei suoi 5 principali rapporti d'aspetto, da 1,43:1 fino a 2,39:1 e con otto diverse tecnologie, dalla pellicola 70mm IMAX al LED wall ONYX, passando per tutte le tecnologie di proiezione digitale, sia tradizionali che in HDR, con classifica per qualità e consigli per la scelta della sala migliore
Introduzione

La sala IMAX del British Film Institute a Londra
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A più di un mese dall'uscita e mentre si avvicina miliardo e mezzo di incassi a livello globale (1,45 miliardi di USD a livello globale), Odissea di Christopher Nolan e Hoyte Van Hoytema continua la crescita al botteghino (fonte IMDbPro) ad un ritmo quasi incredibile e con le sale IMAX 70mm europee che registrano il sold-out fino a fine ottobre e solo perché le date di novembre non sono ancora disponibili per l'acquisto. Nella classifica degli incassi, l'Italia è al terzo posto assoluto mondiale a quota 60 Milioni di USD, dopo ovviamente gli USA che hanno superato i 540M di USD e il Regno Unito che invece è sopra i 100M di USD.

Il proiettore IMAX 70mm esposto nel foyer dell'Arcadia di Melzo
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In questo primo mese, assieme al prode Alessandro Minelli abbiamo analizzato il film complessivamente con 8 diverse tecnologie e in tutti e 5 i rapporti d'aspetto in cui è stato distribuito, il tutto per rispondere ad alcune domande del pubblico particolarmente scontate come, ad esempio, sulla qualità tecnica del film, su dove sarebbe meglio andarlo a vedere e sentire e se vale la pena viaggiare per vederlo in una delle pochissime sale IMAX 70mm in giro per il mondo, tra cui 6 in Europa. Trovate una anticipazione con la descrizione dei vari formati distribuiti a questo indirizzo.
Oltre a questa breve introduzione, il lungo articolo è diviso in quattro parti principali. Nel secondo paragrafo farò un breve riassunto a proposito delle note tecniche del film, sfatando alcuni miti che vengono purtroppo ripetuti senza alcuna verifica da parte dei vari influencer. Nel terzo parlerò nel dettaglio dei cinque diversi rapporti d'aspetto in cui è proposto il film. Dal quarto al dodicesimo parlerò della mia esperienza a cavallo tra Milano, Londra e Castel Di Lama (AP), quindi anche della visione in IMAX 70mm nei due cinema londinesi.
Nel paragrafo 12 Andrea Manuti ci descriverà l'esperienza nella sala IMAX Digital di Roma; a seguire, dal 13 al 17, lasceremo la parola ad Alessandro Minelli che invece l'ha visto tra Milano e Parigi, tra Dolby Cinema e LED-Wall Onyx. Nelle conclusioni ci impegneremo nei consigli finali e in tre diversi tipi di classifiche e comunque per ogni sala indicheremo i posti migliori come miglior equilibrio soggettivo tra la ricerca del rapporto di visione unitario (distanza pari alla larghezza dello schermo) e qualità dell'ascolto. Buona lettura e passate parola.
SOMMARIO
- 1. Introduzione
- 2. Note tecniche: analogico contro digitale
- 3. Rapporti d'aspetto: da 1,43:1 fino al 2,39:1
- 4. L'organizzazione del viaggio tra Milano e Londra
- 5. Melzo: 70mm 5 perf all'Arcadia
- 6. Rozzano: DLP 4K HDR by Barco al The Space Cinema
- 7. Orio al Serio: IMAX Digital da UCI
- 8. Londra: IMAX 70mm al British Film Institute
- 9. Londra: IMAX 70mm al Ronson Theatre
- 10. Londra: Dolby Cinema al TCITPS di Battersea
- 11. Castel Di Lama: DLP 2K al Multiplex delle Stelle
- 12. Andrea Manuti all'IMAX Digital - UCI di Porta di Roma
- 13. L’Odissea di Alessandro Minelli
- 14. Stezzano: DLP 4K Sala Energia all'Arcadia
- 15. Milano: DLP 4K in Sala Venezia al Multisala Colosseo
- 16. Parigi: Dolby Cinema al Pathé Palace
- 17. Parigi: Samsung Onyx Cinema LED 4K al Pathé Palace
- 18. Conclusioni e classifiche con tutte le sale
Note tecniche: analogico contro digitale

La nuova cinepresa IMAX Keighley utilizzata nella produzione di Odissea
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Ormai lo sanno anche i sassi: Odissea è il primo film girato interamente con cineprese IMAX e con negativo da 65mm a scorrimento orizzontale a 15 perforazioni per fotogramma, utilizzando vari tipi di negativo con sensibilità variabile da 50 a 500 ISO, con risoluzione orizzontale massima teorica equiparabile ad un 11K digitale (ne parliamo diffusamente in questo articolo) ma con gli stessi limiti di gamma dinamica, gamut colore, grana, risoluzione e ricchezza di sfumature della pellicola e che il digitale ha superato ampiamente già da alcuni anni.

La camera URSA Cine 17K 65 di Blackmagic Design
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Oggi è possibile girare in digitale con risoluzione orizzontale fino a 17K (es. Blackmagic Ursa 17K) e con gamma dinamica fino a 17 stop ed oltre (Arri Alexa 35), con gamut molto grandi e in genere con una estensione ben superiore a quella permessa dal negativo tradizionale. Non c'è storia neanche nella ricchezza di sfumature: del resto la base del funzionamento del fotodiodi che costituiscono i sensori d'immagine è di tipo analogico e le più moderne unità di registrazione digitale consentono di acquisire il segnale fino a 16 bit per componente cromatica.

Un momento della produzione di Odissea (fonte IMAX.com)
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Quando affermo che la risoluzione orizzontale massima teorica del negativo IMAX è equiparabile ad un digitale 11K, mi riferisco all'utilizzo del negativo a bassa sensibilità (50 ISO) e con obiettivi di qualità assoluta e con rapporto d'apertura scelto per esaltare risoluzione e dettaglio. Al contrario, Nolan e Van Hoytema sono interessati alla minima profondità di campo mentre la risoluzione effettiva, anche nelle migliori inquadrature di Odissea, non solo non va oltre il 4K ma le rare volte a cui arriva a questi valori lo fa in zone dell'immagine molto piccole.
Fotogramma dal trailer IMAX #2 a risoluzione 3K su YouTube
N.B: per aprire alla risoluzione 3K click e "apri in altra finestra"
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In questo paragrafo trovate alcune inquadrature con profondità di campo estremamente ridotta (quando va bene sono solo i riflessi di luce sulla pupilla ad essere a fuoco). Se volete divertirvi potete analizzare voi stessi il trailer IMAX a risoluzione 3K (3090x2160 con rapporto d'aspetto in 1,43:1) e osservare quei pochi particolari perfettamente a fuoco. Vi renderete conto che la risoluzione reale è ben al di sotto delle capacità del mezzo. Alcuni diranno che è colpa di Youtube (possibile) oppure delle operazioni di conversione da pellicola a digitale scelte per la distribuzione del trailer. Possibile anche questo.
Fotogramma dal trailer IMAX #2 a risoluzione 3K su YouTube
N.B: per aprire alla risoluzione 3K click e "apri in altra finestra"
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Io però sono stato in ben due cinema IMAX 70mm e ho osservato con attenzione il film anche da distanza molto ravvicinata, prendendo riferimenti molto precisi, anche e soprattutto rispetto al trailer IMAX che potete visionare a questo indirizzo. Con queste premesse posso confermare che risoluzione e dettaglio, come spesso accade per le sequenze IMAX di Nolan e Van Hoytema, sono ad un livello sensibilmente inferiore a molti contenuti 4K. Ve ne accorgerete quando il film uscirà in Blu-ray 4K, esattamente come è già successo per Oppenheimer.

Fotogramma dal trailer IMAX #2 a risoluzione 3K su YouTube
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Nella maggior parte delle inquadrature la risoluzione invece è molto bassa e talvolta la messa a fuoco è imprecisa o addirittura assente. Inoltre la scelta di Van Hoytema di utilizzare per la maggior parte del processo di produzione e post produzione il dominio analogico limita enormemente la libertà di correggere esposizione, gamma e colori. Motivo per cui spesso il livello del nero, gamma e tridimensionalità dell'immagine delle varie inquadrature di Odissea è altalenante. In alcune scene (es. Lestrigoni e Ade) vince purtroppo la spasmodica ricchezza di tagli e di inquadrature piuttosto che la coerenza della fotografia.

Fotogramma dal trailer IMAX #2 a risoluzione 3K su YouTube
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Il fotogramma IMAX 70mm che va in proiezione è comunque gigantesco e soddisfa due necessità che negli anni 70 erano impossibili da raggiungere con i sistemi in pellicola più avanzati: da un lato sopportare un flusso luminoso anche sopra i 100.000 lumen, per riempire schermi anche oltre i 500 metri quadrati. L'altro riguarda la densità del mezzo che permette di avere rapporti di visione molto ridotti: con schermi larghi anche più di 30 metri e persone a meno di 10. Oggi con un proiettore digitale 4K a quelle distanze si faticherebbe comunque a scorgere i pixel, con IMAX 70mm la densità è ancora maggiore e fino a pochi anni fa il confronto con la risoluzione e la densità del 35mm era ovviamente impietoso.
Fotogramma dal trailer IMAX #2 a risoluzione 3K su YouTube
N.B: per aprire alla risoluzione 3K click e "apri in altra finestra"
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Giova anche ricordare che la maggior parte delle sale attrezzate con proiettori IMAX 70mm sono dotate anche di una coppia di proiettori digitali a risoluzione 4K che proiettano in stacking (con immagini sovrapposte, una sull'altra) in modo da aumentare la densità dei pixel e diminuire la visibilità della struttura digitale anche a distanza molto ridotta. Del resto nelle sale IMAX i posti migliori NON sono certamente quelli a distanza ravvicinata. I posti "vip" da preferire sono quelli centrali nelle ultime file in modo che non ci siano problemi di uniformità, conseguenza del rapporto di tiro molto corto dei proiettori IMAX 70mm, della superficie "silver" degli schermi utilizzati compatibili con 3D passivo e della posizione delle sedute.
Rapporti d'aspetto: da 1,43:1 fino al 2,39:1

I tre principali rapporti d'aspetto a confronto, con area reale, presa direttamente dai trailer
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Saprete ormai fino alla noia che il rapporto d'aspetto originale del film di Nolan è di 1,43:1, molto vicino al 4:3 della vecchia TV, con il campo visivo umano pari invece a circa 1,65:1 che è quindi a metà strada tra l'IMAX 70mm e il Digitale FLAT 1,85:1. Ebbene, Odissea è stato distribuito in 5 rapporti d'aspetto differenti: 1,43:1 per le 41 sale IMAX 70mm e qualche sala IMAX Digital GT ancora più rara, 1,85:1 per la maggior parte delle sale digitali, 1,89:1 (arrotondato spesso a 1,90:1) per le sale IMAX Digital, 2,20:1 per le proiezioni in 70mm a scorrimento verticale e 5 perforazioni per fotogramma e infine 2,39:1 come seconda scelta per le sale digitali che hanno schermi con questo rapporto d'aspetto, lasciando comunque facoltà agli esercenti di trovare un compromesso tra le versioni FLAT e SCOPE per quelle sale con schermi 2:1 o comunque diversi tra 1,85:1 e 2,39:1.
Dopo avero visto il film per ben due volte in 70mm IMAX con rapporto d'aspetto in 1,43:1 e anche in tutti gli altri formati, compreso il 2,39:1, posso dirvi che nelle sale IMAX l'esperienza dipende fortissimamente dalla posizione in cui si osserva il film. In posizione arretrata, ovvero in una delle ultime tre file, con rapporto di proiezione di circa 1:1 (es 20 metri di distanza e schermo con larghezza di 20 metri) potete osservare tutta la superficie dello schermo ma sembra comunque che ai lati "manchi qualcosa", probabilmente perché il campo visivo umano si estende ancora di più in larghezza rispetto al formato dello schermo. Sempre nelle sale IMAX 70mm, da posizioni più avanzate si finisce così vicini alla superficie dello schermo e così in basso che la porzione superiore dell'immagine è praticamente invisibile poiché capita spesso oltre il campo periferico.

Confronto tra le due pellicole 70mm con fotogramma reale
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Nella mia esperienza personale, tra tutte le versioni preferisco quella FLAT con rapporto d'aspetto in 1,85:1 in cui si perde poco più dell'11% in alto e altrettanto in basso. Anche nelle inquadrature più al limite, dentro c'è sempre tutto. Nelle sale IMAX Digital con rapporto d'aspetto in 1,89:1 cambia poco ma per assurdo c'è comunque qualcosa in meno rispetto alle sale DCI con rapporto d'aspetto in 1,85:1. Le sale che proiettano la pellicola 70mm con rapporto d'aspetto in 2,20:1 rinunciano complessivamente al 35% dell'inquadratura ma le mancanze si notano davvero in pochissime inquadrature. Anche lo stesso Nolan in una recente intervista ha dichiarato che il formato 2,39:1 va benissimo in tema di immersività. Io non sono d'accordo con Nolan: le sale con il rapporto d'aspetto in 2,39:1 sono quelle oltre il limite accettabile: in quel caso si rinuncia a più del 40% dell'immagine rispetto al 70mm IMAX e in alcuni casi i tagli - secondo me - sono inaccettabili.
Per completezza, cito cosa dice Nolan in una recente intervista a proposito del rapporto d'aspetto di Odissea: "Il rapporto d'aspetto è irrilevante. Ciò che si ottiene con lo schermo IMAX da 1,43:1 - che è gigantesco - è che riempie il campo visivo periferico sia in alto che in basso. Quindi il materiale narrativo importante deve essere racchiuso in un'area più ristretta ma allo stesso tempo crei una sensazione di immersività rimepiendo la visione periferica. Con altre proiezioni come quella con formato 2,40:1, si riempie la visione periferica ai lati piuttosto che in alto e in basso". Trovate l'intervista a questo indirizzo oppure potete cliccare sull'immagine qui in alto per riprodurla direttamente dalla sequenza che ho appena citato.
L'organizzazione del viaggio tra Milano e Londra
L'occasione per mettere a confronto le varie versioni di Odissea era troppo ghiotta. Mi sono quindi organizzato a cavallo del 16 e 17 luglio per vedermi il Film in 6 ottimi cinema tra Milano e Londra, approfittando del fatto che Odissea a Londra sarebbe uscito il giorno dopo rispetto all'Italia. Contavo anche sul fatto che avrei acquistato i biglietti in largo anticipo, ancora senza il clamore che si sarebbe invece sviluppato a ridosso dell'uscita. Ho selezionato come riferimento per l'Italia il quadrilatero che si sviluppa tra Melzo, Stezzano, Rozzano e Orio al Serio. A Melzo c'è la sala Energia con il suo schermo da 30 metri di base, proiezione in 70mm a scorrimento verticale, con 5 perforazioni per fotogramma e un sistema audio che ancora oggi per me è il riferimento assoluto sul globo terracqueo assieme all'altra sala Energia che invece è a Stezzano, con proiettore Christie Digital DLP 4K di ultima generazione con laser RGB, ottica ad alto contrasto e schermo "bianco" con gain non troppo elevato per limitare lo speckling.
A Rozzano c'è invece la prima sala Epic italiana, con proiettori HDR prodotti da Barco e con una qualità video che ritengo oggi superiore alle sale Energia di Melzo ma con audio che non è all'altezza della situazione. Infine c'è la Sala IMAX Digital della struttura UCI dell'Orio Center, a due passi dall'aeroporto che mi avrebbe portato poi a Londra dove ci sono ben due sale IMAX 70mm oltre a sale Dolby Cinema di qualità comunque abbastanza elevata. La prima cosa che ho prenotato è il volo Ryanair con partenza il 16 luglio alle 20:35, con arrivo a Stansted prima delle 22:00 e con poco margine per la prima londinese di Odissea prevista per la mezzanotte e un minuto del 17 luglio. Per questo motivo ho acquistato il biglietto per lo spettacolo delle 4:00 di notte. Lasciandomi il tempo tra l'arrivo al BFI e l'inizio del secondo spettacolo per lavorare un poco al materiale raccolto, fare interviste, visitare la cabina di proiezione e magari anche riposare un poco. Cosa che purtroppo non è successa e tra poco vi spiegherò il perché.
Poi ho acquistato due biglietti per lo spettacolo delle 10:30 al Ronson Theatre, l'altra sala IMAX 70mm che è all'interno del museo della Scienza. Infine ho preso un biglietto per lo spettacolo delle 16:00 nella sala Dolby Cinema che si trova nel The Cinema In The Power Station, all'interno della vecchia centrale elettrica di Battersea, ora centro commerciale. Sarei poi tornato in Italia con un volo Ryanair su Orio con partenza alle 22:00 e arrivo in Italia per l'una di notte. Mentre l'organizzazione a Londra era ben definita, ho avuto più problemi in Italia a causa della finalizzazione delle programmazioni che sono arrivate molto tardi. L'unica certezza era la prima proiezione pubblica in 70mm all'Arcadia di Melzo, prevista per le 9:00 di mattina. L'altra era la proiezione delle 13:00 nella sala IMAX Digital di Orio, mentre la prima proiezione in HDR a Rozzano era prevista alle 17:30, troppo tardi in assoluto per poter arrivare in orario decente per il mio volo su Londra.
Mancavano pochi giorni e alla fine a Rozzano hanno inserito uno spettacolo alle 13:30. Ho quindi deciso di rinunciare al biglietto dello spettacolo IMAX Digital delle 13:00 e ho ripiegato per lo spettacolo delle 17:00, con la certezza che non avrei comunque finito di vedere tutto il film ma sarei arrivato in Aeroporto in un batti-baleno. Ho dovuto rinunciare a malincuore alla sala Energia di Stezzano. Le tre versioni italiane dovevano bastarmi. All'analisi della proiezione di Stezzano ci ha pensato Alessandro Minelli qualche giorno dopo. Potete leggere il suo resoconto più avanti.
Melzo: 70mm 5 perf all'Arcadia

Piero Fumagalli poco prima dell'inizio della prima proiezione
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La lunghissima giornata di giovedì 16 luglio è iniziata con un po' troppa calma e ho rischiato di arrivare a Melzo in ritardo. In realtà sono arrivato appena in tempo per salutare il proiezionista d'eccezione, Piero Fumagalli, per dare un'occhiata alla pellicola e per ritirare il piccolo e interessante cadeau: un pezzettino di un positivo 70mm con cinque fotogrammi che veniva omaggiato a tutti i partecipanti alle prime proiezioni e che è andato esaurito prima della fine della giornata.

La pellicola 70mm 5 perf regalata da Arcadia nelle prime proiezioni
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La proiezione di Odissea è iniziata circa 10 minuti dopo le 9:00 con una sala pienissima. Ero nella fila "I", una posizione quasi perfetta per il rapporto di visione ma in una poltrona non perfettamente centrale e vicina al corridoio, per disturbare il meno possibile le altre persone quando sarei andato via prima della fine del film.

L'ingresso della sala Energia al primo piano della struttura
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La qualità video generale è buona anche se la luminanza generale sembra leggermente più bassa rispetto a quella possibile con la proiezione digitale disponibile nella stessa sala. Il rapporto di contrasto invece è molto buono e sensibilmente superiore rispetto alla proiezione digitale e in linea con quella della sala Energia di Stezzano, con proiettore Christie Digital Laser RGB e con ottiche ad elevato contrasto. Anche la stabilità di quadro è ottima e non è un particolare scontato.

Il piatto con la pellicola 70mm a 5 perforazioni pronta per la proiezione
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Gli aspetti che sono invece inferiori al digitale sono due e riguardano una leggera vignettatura (l'immagine e più scura ai bordi laterali e agli angoli) e un leggero sfarfallio, ovvero l'alternanza di luminosità che deriva dall'otturatore, il meccanismo che "nasconde" l'avanzamento dei fotogrammi della pellicola. La copia sembra invece di ottima qualità, con caratteristiche di contrasto, colorimetria e risoluzione decisamente costanti per le mie due ore e un quarto di proiezione. L'audio è straordinario. Si tratta di un 5.1 ma con una dinamica davvero eccellente.

Una immagine rubata della proiezione di Odissea nella sala Energia gremita
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I dialoghi sono ad un volume assolutamente normale ma gli effetti sonori raggiungono vette straordinarie di pressione sonora, con picchi che arrivano a 106 dB, misurati con app AudoTool di J.Bunn e microfono Dayton Audio calibrato. L'audio è potente e con notevole estensione in frequenza, soprattutto nello spettro inferiore. Un sistema che, per la mia personale esperienza, si conferma un riferimento assoluto, quasi al pari della sala Energia di Stezzano. Con un occhio al navigatore e al traffico mi avvio verso l'uscita, pensando già alla prossima tappa.
Pagella
- Immagine: 7,5
- Sonoro: 9,5
- Complessivo: 8,5
- Posti consigliati: file E ed F
- Link: arcadiacinema.com
Rozzano: DLP 4K HDR by Barco al The Space Cinema
Il viaggio verso Milano è stato meno traumatico del previsto e ha reso la deviazione a Milano 2 breve e indolore. Per questa seconda proiezione mi ha accompagnato Fabio De Angelis, compagno di "merende" di lunga data e titolare della show-room Spazio 2M, teatro di numerose collaborazioni con la redazione di avmagazine. Un volta incontrato Fabio abbiamo raggiunto il The Space Cinema di Rozzan verso le 13:00, appena in tempo per un "piccolo" spuntino a base di succulenti hamburger. La sala era piena per oltre due terzi. Il mio posto era in posizione centrale e in terz'ultima fila. Fabio invece ha trovato posto più a destra.
Nella sala EPIC sono in funzione due proiettori Barco DLP 4K con sorgente luminosa Laser RGB e con il sistema "Light Steering" (ne ho parlato in questo articolo) che permette di concentrare la luce dove è necessario, sottraendola dove non serve. Questo meccanismo spinge il rapporto di contrasto percepito fino ad un ordine di grandezza superiore rispetto ai migliori proiettri DLP Laser RGB con ottiche ad elevato contrasto. Soggettivamente (parlo per esperienza personale), la tecnologia Light Steering di Barco permette di raggiungere un rapporto di contrasto nativo che è molto simile a quello dei migliori proiettori JVC, quindi tra 50.000:1 e 60.000:1.
Nella sala EPIC di Rozzano il rapporto di contrasto percepito è purtroppo molto più basso a causa della eccessiva luminosità dei LED giallo-arancio che sono sui bordi superiori dei gradoni e che rimangono accesi per tutta la durata del film. Il Film ha inizio circa 20 minuti dopo le 13:30 e il formato è l'ottimo FLAT che riempie uno schermo silver leggermente curvo. Noto con piacere che la convergenza tra i due proiettori sembra finalmente perfetta, anche nel quadrante in basso a sinistra che invece aveva qualche problema durante la visione di Super Mario Galaxy dello scorso aprile (trovate tutto in questo ampio reportage).
Al di là dell'inquinamento luminoso causato dai LED e di cui vi abbiamo già ampiamente parlato nell'articolo pubblicato a questo indirizzo, la qualità video è molto buona e noto una dinamica sensibilmente superiore rispetto alla pellicola visionata poco prima in sala Energia a Melzo. Anche l'uniformità è nettamente superiore ma sono le basse luci a mostrare l'aumento di qualità maggiore rispetto alla proiezione del positivo 5/70, con una tridimensionalità generale che aumenta in maniera evidente. Quello che invece non va è l'audio con una gamma bassa quasi completamente assente. Approfitto della scena della tempesta a cavallo della prima ora di film per verificare l'estensione in frequenza e noto un taglio piuttosto netto al di sotto dei 100 Hz e un livello di pressione media di circa 6 dB in meno rispetto alla sala Energia, come se la sezione sub fosse completamente spenta. Cose che capitano, anche nelle migliori sale.
La qualità video però è davvero elevata e se si sceglie una posizione centrale nelle ultime quattro file, l'uniformità e il livello di luminanza sono davvero eccellenti. Spero davvero che, con l'aiuto dei vostri commenti e segnalazioni all'indirizzo della catena The Space Cinema, si riesca a convincere la direzione a trovare una soluzione per i LED sul bordo dei gradini delle tante scale che pregiudicano il rapporto di contrasto. Con la convergenza praticamente perfetta e dopo i tanti limiti che pian-piano sono stati superati, rimane davvero poco per arrivare all'eccellenza. Per quanto riguarda l'audio invece, cercheremo di approfondire cosa è successo, sicuri che le possibilità del sistema sono ben altre, soprattutto in gamma bassa. Vi terremo aggiornati.
Pagella
- Immagine: 8,5
- Sonoro: 5,0
- Complessivo: 7,0
- Posti consigliati: file F e G
- Link: thespacecinema.it/explore/epic
Orio al Serio: IMAX Digital da UCI
Usciti fin troppo presto dalla sala Epic (più o meno a metà film) lascio Fabio a Milano 2 e proseguo in direzione Orio Center per arrivare un po' in anticipo nella struttura UCI per la proiezione del film nella sala IMAX Digital. Il traffico è ancora abbastanza scorrevole e nonostante i due rallentamenti sulla A4 riesco ad arrivare al parcheggio con qualche minuto in anticipo, tempo che ho utilizzato per qualche foto e video della struttura - molto bella e curata - e dell'interno della sala, dotata di doppio proiettore Laser DLP e schermo con superficie silver, leggermente curvo, e con rapporto d'aspetto di circa 1,89:1.
Con il cambio di "organizzazione" il mio posto nella proiezione delle 17:30 è in posizione più avanzata rispetto alla prima scelta che avevo fatto settimane prima. La posizione è comunque più che adeguata per dare giudizi completi sulla qualità audio video generale, contando anche sulla possibilità di sostare qualche minuto su una delle poltrone lasciate libere più in alto, prima di uscire dalla sala per la corsa verso l'aeroporto. All'ingresso in sala mi viene omaggiato un piccolo poster commemorativo.
Le poltrone standard sono comode e con dimensioni generose, c'è tanto spazio per le gambe e lo schienale è reclinabile passivamente di alcuni gradi. Noto solo qualcosa di strano sulla superficie dello schermo. Ci sono delle piccole zone quadrate in posizione centrale che però si notano soltanto quando lo schermo viene illuminato da tanta luce e in modo unforme. C'è anche una piccola ombra, come se ci fosse qualcosa dietro che piega leggermente lo schermo ma in una zona abbastanza periferica. La grande scritta IMAX LED sulla sinistra si spegne ma le luci LED bianche ai lati delle file rimangono un po' troppo alte come intensità luminosa. Lo spettacolo inizia...
La qualità video generale è buona, con ottimo allineamento tra i due proiettori ma con luminanza fin troppo elevata - come sempre accade del resto nelle sale IMAX Digital - almeno per la dinamica a disposizione. Con tutta questa potenza luminosa sono più gli svantaggi sulle bassi luci - con livello del nero davvero troppo alto - piuttosto che i vantaggi sulla luminanza generale, inutilmente elevata. Nelle scene più scure, come nella grotta di Polifemo o nelle serate ad Itaca in compagnia dei Proci, le basse luci sono fin troppo impastate e il "nero" che è molto più vicino al classico "grigione" dei proiettori con basso rapporto di contrasto nativo.
Al confronto, l'immagine della sala Energia da pellicola 5/70 ha una dinamica decisamente più elevata nonostante la luminanza sarà a meno della metà rispetto a quella della sala di Orio. L'audio è sicuramente dignitoso, con pressione indiscutibilmente elevata ma con qualche dB in meno rispetto alla sala Energia di Melzo, ovvero 103 dB di picco contro i 106 a Melzo misurati sulla stessa sequenza della tempesta a cavallo della prima ora di film.
La timbrica del centrale di questa sala però non mi entusiasma, come anche l'estensione e il controllo della gamma bassa. Buona invece la ricostruzione spaziale con canali surround abbastanza "presenti" anche se la mia posizione fosse decisamente avanzata e più a sinistra. Il confronto in estensione in frequenza, articolazione generale, oltre a piacevolezza e coerenza timbrica rispetto alla sala Energia è impietoso. Fino a questo momento, nel complesso è la sala che rimane più indietro rispetto alle altre ma che si posiziona nel mezzo, tra Melzo e Rozzano, per quanto riguarda la qualità audio.
Pagella
- Immagine: 7,0
- Sonoro: 6,0
- Complessivo: 6,5
- Posti consigliati: file L ed M
- Link: ucicinemas.it/cinema/uci-cinemas-orio-bergamo
Londra: IMAX 70mm al British Film Institute
Il viaggio verso Londra è iniziato nel peggiore dei modi, con partenza del volo FR 2739 in ritardo, vettore Ryanair assente dal finger e una mancanza cronica di notizie. L'imbarco fortunatamente è iniziato, anche se con quasi due ore di ritardo. Ero ancora abbastanza tranquillo perché avrei avuto comunque tempo a sufficienza non solo per raggiungere il BFI alla stazione di Waterloo ma anche per una cenetta leggera. E invece la situazione è ulteriormente peggiorata, fermi sulla pista per altre due ore con l'aereo pieno zeppo di adolescenti rumorosi, quindi con poche possibilità di riposare.
Con l'atterraggio alle ore 01:18 (locali) e l'attraversamento della dogana alle 2:00, sono riuscito a prendere (correndo) il penultimo autobus per una zona centrale di Londra, con il servizio di treni già terminato da tempo. Dopo un veloce cambio a Stratford sono arrivato al BFI appena in tempo per girare una breve clip che alcuni di voi avranno sicuramente visto e che potete recuperare sui nostri principali social (YT, IG e TikTok).
L'ingresso in sala, già descritta ottimamente da Alessandro Minelli in occasione dell'analisi di Oppenheimer (in questo articolo), avviene dal basso, si salgono un paio di rampe di scale e si è già all'interno della sala per arrivare alla prima fila che si affaccia sul grande schermo come un terrazzo. La sala ha proporzioni tipiche delle sale IMAX 70mm, con grande schermo da 26m di base e superficie con trattamento "silver" per la compatibilità con proiezioni 3D con luce polarizzata e occhialini passivi.
L'altezza dichiarata dello schermo è di 20 mettri - quindi con proporzioni di 1,3:1 e altezza netta dell'immagine per il formato IMAX 70mm che sarebbe di quasi 18,2 metri ma con l'immagine IMAX 70mm proiettata che copre quasi completamente l'altezza: una particolarità che merita un approfondimento futuro. La gradinata è piuttosto ripida. La prima fila è sensibilmente più in alto rispetto alla base dello schermo e la piccola balaustra copre solo parzialmente la parte inferiore dello schermo e solo quando viene proiettato materiale IMAX con rapporto d'aspetto in 1,43:1.
Non c'è una scala centrale ma due coppie di scale laterali, con luci bianche ai lati, sul bordo inferiore delle scale, luci che rimangono accese con intensità un po' troppo elevata -per i miei gusti - anche durante la proiezione. La pendenza della gradinata è molto elevata in modo che le ultime tre file, ben 15 nella sezione centrale e 13 in quelle laterali, ci si trovi più o meno al centro dello schermo in senso verticale e con rapporto di visione quasi unitario. Esattamente come per le poche altre sale IMAX 70mm che ho visitato, lo spazio tra le file è davvero minimo con le mie ginocchia (sono alto 172cm) che sfiorano lo schienale della poltrona davanti.
Le poltrone sono abbastanza rigide e piccole ma sufficientemente comode. Mi piacerebbe scoprire dove si sarebbero seduti Nolan e Van Hoytema in una sala del genere, ovvero se preferiscono stare in prosizione centrale rispetto alla verticale (quindi nelle ultime file) oppure più vicini ma più in basso e con la porzione superiore dell'immagine molto più in alto...
La sala è al completo e prima di odissea vengono proiettati alcuni trailer - tra cui "Digger" che sarà distribuito anche in IMAX 70mm a partire dal 1 ottobre. Prima dell'inizio del film viene proiettata una clip di "Dune parte III" di circa 4 minuti, quasi tutta con rapporto d'aspetto in 1,43:1: una sequenza spettacolare ed entusiasmante ma con qualità video pessima per quanto riguarda risoluzione, tridimensionalità e dettaglio. Prevedo per questo film in IMAX 70mm una polemica ben più accesa. Vedremo. Mi siedo quindi nella mia poltrona nella fila J e mi godo l'inizio del film.
In ogni modo, nonostante la "comodità" delle poltroncine e il poco spazio a disposizione per le gambe, dopo i primi 15 minuti del film è arrivata la crisi di sonno da cui mi ha salvato prontamente il vicino di poltrona che mi ha subito richiamato all'ordine. Del resto vorrei vedere voi alla quarta proiezione di fila e dopo una veglia di ben 20 ore… Superata brillantemente la "crisi" con un breve scambio di battute con il mio vicino di poltrona, dalla mia posizione ho notato che le luci che sono in basso, ai lati delle due gradinate laterali, non vengono spente. Questo particolare impedisce di apprezzare il reale rapporto di contrasto nativo della pellicola che in alcune zone dello schermo assomiglia più a quello di un vecchio LCD IPS.
La copia però è di ottima qualità e noto le stesse "incongruenze" sul livello del nero, esposizione e "gamma" che avevo già notato nella proiezione a Rozzano, nella sala Epic, segno che il rapporto di contrasto e la ricchezza di sfumature sono più che sufficienti per questo tipo di analisi. Qui al BFI, nonostante le luci laterali che rovinano un po' il rapporto di contrasto (più che altro nelle zone agli angoli inferiori), la qualità d'immagine è comunque ottima, soprattutto per stabilità, uniformità e potenza luminosa. La percezione della risoluzione dovrebbe essere leggermente superiore rispetto alla sala Energia di Melzo. Del resto il fotogramma IMAX 70mm a 15 perforazioni è largo solo il 25% in più rispetto a quello a 5 perforazioni proiettato al Melzo. Eppure non c'è differenza, segno che la risoluzione effettiva del film è decisamente inferiore a quello che millantano i vari ciarlatani che parlano dei famigerati 18K. Anzi, risoluzione e dettaglio delle migliori proiezioni digitali sono addirittura superiori.
Dalla mia poltrona la distanza di visione è piuttosto ravvicinata e il rapporto di visione è sicuramente inferiore a quello unitario. Come ho già anticipato, la qualità d'immagine è molto buona anche se la superficie "silver" del grande schermo curvo crea una zona più luminosa sulla parte sinistra, mentre quella più lontana è sensibilmente più scura. Solo chi siede in posizione vicina al centro (anche verticalmente) potrà apprezzare il massimo dell'uniformità. L'audio è potente, con la stessa pressione sonora dell'Arcadia di Melzo anche se la timbrica del canale centrale è differente, con una gamma medio-alta un po' più aggressiva, una gamma bassa ben presente, mai debordante, mentre quella ultra-bassa è leggermente indietro rispetto a quella che potete ascoltare Arcadia di Melzo.
Gli effetti sonori sono ben presenti, anche dalla zona posteriore anche - probabilmente - un po' troppo in alto per chi è seduto dalle prime file. Al termine della proiezione, ci viene consegnato un piccolo poster commemorativo. Sono già le 7:30 del mattino, sono sveglio da più di 24 ore e subito dopo la proiezione mi trattengo al BFI per gustarmi una buona colazione con prezzi dignitosi e un ambiente bello e confortevole. Decido quindi di rimanere per verificare le varie clip video e foto che ho catturato fino a quel punto e anche per prendere appunti sulla proiezione appena terminata. Verso le 9:00 mi dirigo verso la mia prossima tappa.
Pagella
- Immagine: 7,5
- Sonoro: 7,0
- Complessivo: 7,5
- Posti consigliati: file M ed N
- Link: bfi.org.uk/bfi-imax
Londra: IMAX 70mm al Ronson Theatre
Il Ronson Theatre, la seconda sala IMAX 70mm di Londra per dimensioni, è all'interno dello Science Museum. L'ingresso è quello principale in Exhibition Rd, vicino alla stazione di South Kensington, con collegamento diretto da Waterllo Station. Bisogna prima attraversare buona parte del bellissimo museo che vale assolutamente la visita. Attenzione però ad un particolare: oltre al biglietto per la sala IMAX è necessario prendere anche un ingresso al museo, assolutamente gratuito e disponibile online.
L'apertura del museo è alle 10:00 e l'inizio del primo spettacolo di Odissea alle 10:30, quindi non ho avuto tempo e mi sono diretto subito al Ronson Theatre che è quasi in fondo sulla destra, sopra l'area dedicata all'esplorazione spaziale. Lo schermo è leggermente più piccolo rispetto al BFI (molto grande e probabilmente sopra ai 22 metri di larghezza) ma non sono riuscito a trovare indicazioni ufficiali. La sala ha "solo" 400 posti rispetto ai 500 del BFI e ha meno diffusori "esposti".
L'aspetto generale è sensibilmente più "moderno" e la struttura sembra quasi realizzata da poco. Le poltrone sono leggermente più grandi e comode rispetto a quelle del BFI ma pendenza della gradinata e lo spazio tra le file sembra lo stesso. Valgono quindi le stesse regole per la scelta del posto: ultime 4-5 file e posti centrali, mi raccomando. Con questa seconda proiezione ho voluto esagerare e ho scelto ben due posti. Uno è il peggiore che possiate immaginare, in prima fila e nell'angolo a sinistra. Il secondo invece è centralissimo.
L'ho fatto per verificare come possa cambiare la qualità di visione (e anche di ascolto) con la scelta della poltrona anche e soprattutto in una sala IMAX 70mm. E visto il costo dei biglietti (al Ronson è comunque più economico rispetto al BFI) vi consiglio di non badare a spese e acquistare il posto migliore possibile. Anche al Ronson la proiezione di Odissea viene anticipata da alcuni trailer e dalla clip di circa 4 minuti di Dune parte 3 in IMAX 70mm, con stessa pessima qualità video già vista al BFI. All'inizio della proiezione l'inquinamento luminoso è davvero ai minimi termini.
Anche i LED segnapasso vengono spenti quasi completamente e infatti il rapporto di contrasto percepito è davvero più alto rispetto al BFI e vale spannometricamente quasi 12 stop, praticamente lo stesso apprezzato all'Arcadia di Melzo (ne parlerò diffusamente nelle conlcusioni). Ho iniziato la visione nella posizione più penalizzante, con la balaustra che copre quasi un quarto della visuale e un effetto "spot" della porzione di schermo davanti al mio naso davvero insopportabile e la parte destra e alta dello schermo sensibilmente più scura e a distanza siderale.
La qualità d'immagine, specialmente da posizione centrale e superiore, è nettamente avanti a quella del BFI da ogni punto di vista, ad iniziare dal rapporto di contrasto percepito. Anche l'audio del Ronson secondo me è superiore al BFI. Mi ha convinto di più la gamma bassa, più piena e smorzata. Il canale centrale è leggermente meno aggressivo, specialmente dalle file più in basso che evidentemente sono fuori asse. Le prime due file sono da evitare come la peste perché la balaustra di protezione vi impedirà la visione della parte più bassa dello schermo. Vi consiglio di scartare le prime sei file perché siete troppo in basso rispetto al centro dello schermo e anche troppo avanti.
Così in basso la parte alta dello schermo sarà troppo distante e molto più scura rispetto all'area dello schermo che invece è davanti al vostro naso. In più, allontanandovi dal centro dello schermo - e questo vale sia in senso orizzontale che verticale - aumenterà l'effetto spot che è causato da un lato dalla superficie silver dello schermo, dalla sua curvatura, dall'ottica grandangolare del proiettore IMAX 70mm e dalla posizione delle poltrone e dalla pendenza dalla gradinata. Le stesse considerazioni generali sul posto valgono anche per il BFI ma tra le due preferisco sicuramente il Ronson Theatre per qualità generale, sia audio che video.
La qualità della copia sembra leggermente inferiore, almeno in alcuni pezzi, con dinamica appena inferiore (come se il livello del nero fosse leggermente superiore rispetto alla proiezione del BFI. Inoltre in almeno due occasioni, durante la sessione di caccia, con Menelao e Telemaco che passeggiano impegnati in quello che sembra più un "tiro al piattello", c'era una riga orizzontale lungo tutto il fotogramma per parecchi secondi. Dopo il termine dei titoli di coda sono tornato indietro per cercare informazioni sulla sala, almeno sulle dimensioni dello schermo visto che sul sito ufficiale dello Science Museum non sono stato in grado di trovare quello mi serviva. Purtroppo le due persone con cui ho scambiato qualche parola non sono state in grado di aiutarmi. Ho quindi scritto una mail all'ufficio stampa chiedendo anche il permesso di pubblicare le brevi clip che ho girato, all'interno del museo e della sala, senza chiedere preventivamente il permesso. Vi terrò aggiornati.
Pagella
- Immagine: 8,5
- Sonoro: 7,5
- Complessivo: 8,0
- Posti consigliati: file L ed M
- Link: sciencemuseum.org.uk/imax-cinema
Londra: Dolby Cinema al TCITPS di Battersea
Una volta uscito dallo Science Museum sono arrivato alla stazione di "Battersea Power Station" in meno di 40 minuti e ho trovato ristoro in uno dei tanti posti lungo l'Electric Boulevard che porta all'ingresso SUD della vecchia centrale elettrica, quindi dal lato "giusto" per l'accesso al piccolo cinema dal nome particolare: The Cinema In The Power Station. Anche in questo caso trovate una esaustiva analisi della struttura e della sala principale con tecnologia Dolby Cinema in questo articolo grazie ad Alessandro Minelli, in occasione dell'approfondimento sul film Oppenheimer.
In questo paragrafo mi concentrerò quasi esclusivamente sull'analisi della qualità audio e video. Prima di tutto però c'è da sottolineare un particolare di questa sala Dolby Cinema che abbiamo sempre dimenticato di sottolineare ma che stavolta assume una importanza fondamentale: l'ottimo schermo bianco microforato è purtroppo con rapporto d'aspetto di 2,39:1 e questo è uno svantaggio enorme e i tagli in alcune scene sono davvero esagerati. Con l'occasione, cercherò di capire se è possibile stilare un elenco delle sale Dolby Cinema, almeno qui in Europa, con schermi FLAT 1,85:1. Anche in questo caso, continuate a seguirci per avere aggiornamenti.
Arrivato in sala appena in tempo per gustarmi trailer e pubblicità in HDR (circa 20 minuti), ho preso posizione nella poltrona F9 centralissima, magari un po' più indietro rispetto al rapporto di visione unitario (in quella posizione siamo probabilmente a 1,3:1) ma con un maggior equilibrio per i canali effetti che arrivano dalla zona posteriore. Già dai trailer in HDR riconosco la stessa eccellente qualità video, con rapporto di contrasto quasi da OLED, flusso luminoso perfettamente adeguato alle necessità e un dettaglio molto elevato, quasi come se ci fosse un solo proiettore, segno che la convergenza tra le due macchie è praticamente perfetta.
La proiezione inizia alle 16:20 e le luci ci spengono completamente: avete capito benissimo: COM-PLE-TA-MEN-TE. Soltanto grazie all'assenza di luce in sala è possibile sottolineare il vantaggio tecnologico delle sale Dolby Cinema, con un rapporto di contrasto nativo inarrivabile da tutte le altre sale sull'intero globo terracqueo. La prima caratteristica che apprezzo è un livello del nero sicuramente basso ma non esattamente a livello di una distribuzione in HDR, segno che probabilmente il master è stato trattato dai tecnici Dolby con cura per evitare di stravolgere il look rispetto alla proiezione in 70mm.
Per essere chiari, ci sono film nativamente in Dolby Cinema che hanno un rapporto di contrasto ancora più estremo rispetto a quello che ho potuto osservare in Odissea ma il vantaggio rispetto alla proiezione nella sala del Ronson Theatre è comunque abissale. Non è solo il rapporto di contrasto, la tridimensionalità generale e la vibilità dei particolari sulle bassissime luci a trarne giovamento. Sono anche i colori ai livelli più bassi di luminanza che trovano nuova vita e che non vengono mortificati dai limiti della proiezione in pellicola e/o da livelli di inquinamento luminoso da denuncia.
In buona sostanza la qualità d'immagine è così elevata che riesco a notare in maniera ancora più netta tutti i limiti di una scarsa coerenza di esposizione in alcune sequenze, soprattutto nelle scene che riguardano l'attacco dei Lestrigoni e l'Ade, nel dialogo tra Sinone e l'Odisseo. L'audio è potente, ben esteso in frequenza, con articolazione molto elevata e timbrica praticamente perfetta. Anche il mix con i canali surround bene in evidenza appare eccellente. La pressione sonora durante la tempesta a cavallo della prima ora di proiezione sfiora un picco di 105 dB, con i 30 Hz molto ben rappresentati e molto ben smorzati. Secondo me la qualità audio complessiva che ho sperimentato all'Arcadia di Melzo è ancora avanti ma solo leggermente.
Qualità audio e video al top mi tolgono completamente il sonno, nonostante le 34 ore di veglia. Devo quasi "violentarmi" per uscire dalla sala prima della fine del film per non correre rischi e arrivare all'aeroporto di Stansted in orario, per riprendere il volo di ritorno FR2734 programmato per le 22:00 e partito - ma guarda un po' il caso - con 51 minuti di ritardo... Atterriamo a Bergamo all'una e mezza e riesco ad arrivare in hotel alle 2:30, sfrantumato di stanchezza ma felice per aver fatto questa ricca esperienza.
Pagella
- Immagine: 9,0
- Sonoro: 9,0
- Complessivo: 9,0
- Posti consigliati: file F ed G
- Link: thecinemainthepowerstation.com
Castel Di Lama: DLP 2K laser al Multiplex delle Stelle
Mentre l'articolo si arricchiva di contenuti, anche grazie ai contributi di Alessandro Minelli e Andrea Manuti, ho deciso di visionare Odissea per la settima volta in un cinema "normale", con proiettore NEC Laser-fosfori a risoluzione 2K, presso il Multiplex delle Stelle a Castel Di Lama, in provincia di Ascoli Piceno e a circa 40 minuti da Teramo. Una struttura di qualità, di proprietà di un grande appassionato di cinema e di tecnologia e in cui "resiste" ancora (quasi incredibilmente) un proiettore Sony con tecnologia SXRD a risoluzione 4K ma che sarà sostituito a breve per far posto ad un nuovo proiettore NEC DLP. Il proiettore NEC Laser 2K è ottimo ma la sala 5 dove era in programmazione Odissea non è tra le migliori. Le prime quattro file sono più in basso rispetto alla base dello schermo SCOPE 2,39:1 largo 12 metri. Le file consigliate sono quasi le ultime più in alto, tra la H e la L.
La proiezione ha inizio quasi perfettamente in orario, dopo alcuni trailer e spot pubblicari che iniziano poco prima dell'orario di programmazione del film. La qualità video è molto buona, con luminanza corretta, buona uniformità e un rapporto di contrasto abbastanza elevato e pari a circa 10 stop, quindi lo stesso probabilmente delle sale IMAX digital 4K ma soggettivamente migliore, grazie ad un flusso luminoso più consono al contenuto ma comunque un po' più basso rispetto alle proiezioni in pellicola e le migliori sale DCI 4K. La superficie dello schermo microforato è evidentemente di qualità e non noto imperfezioni oppure effetti spot o vignettature anche da posizioni laterali.
La messa a fuoco è ottima e senza aberrazioni cromatiche apprezzabili. La perdita di risoluzione rispetto alle proiezioni 4K è abbastanza evidente ma non in tutte le scene, segno che vale la pena vedere questo film in una sala con proiettori 4K oppure in pellicola 70mm. L'audio invece non mi ha convinto per niente. Troppo asciutto, limitato agli estremi banda e con un canale centrale un po' troppo troppo "medioso". L'esercente ha tenuto a precisare che a breve quella sala subirà un adeguamento proprio dell'impianto audio, assieme ad altre sale. anche in questo caso cercheremo di tenervi aggiornati.
Pagella
- Immagine: 7,0
- Sonoro: 5,0
- Complessivo: 6,5
- Posti consigliati: fila I
- Link: multiplexdellestelle.it
Andrea Manuti all'IMAX Digital - UCI di Porta di Roma
Premetto che non ho assistito ad una proiezione personale, quindi la valutazione è di uno che ha trovato il biglietto su Internet pensando “Guarda che c… guarda come sono seduto comodo, che ho trovato posto in quarta fila!”. La quarta fila, rispetto ad uno schermo di 150 mq. significa stare oggettivamente troppo sotto, e questo era evidente anche per una certa fatica nel dover girare leggermente la testa per vedete tutto. Questo però è un problema legato al posto che ho trovato.
La sala è dotata di uno schermo abbastanza curvo e di poltrone molto comode, che declinano di qualche grado ed hanno spazio per le gambe. Peccato che l’aria condizionata, tenuta ad una temperatura di circa 31° K (quindi poco sopra lo zero assoluto), rendesse l’uscita (esterno a 32° C) una sorta di shock termico. Ma noi vogliamo fare gli americani, anche nei casi in cui ci propinano delle… scelte discutibili!
Vi assicuro che non era certo la posizione in sala a farmi percepire in maniera errata la qualità del proiettore, definito come “laser 4K”. Era un doppio DLP 2K con lampade allo xeno fino a qualche tempo fa, ed ora è stato sostituito. Ho chiesto informazioni direttamente al cinema, e sto aspettando la risposta. Risultato? Un pantano di grigi senza fine, un fastidio costante nel non riuscire a vedere le sfumature, un nero ridicolo anche per un proiettore cinese economico che compri per 100 €… Purtroppo, dato che il film è mediamente scuro, il fatto era molto evidente. E fastidioso: se pretendi 15 €, mi devi anche dare un risultato di conseguenza. Solo elementi negativi? No, nelle scene a luminanza elevata i volti di Matt Demon, e soprattutto Charlize Theron (la parte migliore del film) erano equilibrati e ben calibrati. Però se neanche questo fosse stato a posto…
Parlo brevemente dell’audio. Credo ci siano almeno 197 subwoofer da 1.5 metri l’uno, perché i bassi sono debordanti ed eccessivi, e tendono a sopraffare tutto il resto: ho visto gente saltare sulla poltrona quando Polifemo ha spostato il masso nella grotta e chiedere un consulto medico immediato… Audio calibrato nei dialoghi, ma non particolarmente spinto nell’uso dei canali laterali e posteriori. Il volume, poi, per uno vecchio come me e che ci sente poco, è troppo alto: la pensava forse così anche quel signore, molto più giovane, che dopo un’ora e 49 minuti di proiezione ha abbandonato la postazione pagata a caro prezzo…
Pagella
- Immagine: 4,5
- Sonoro: 5,5
- Complessivo: 5,0 (rapportato al prezzo ed alzato per la qualità delle poltrone)
- Posti consigliati: file dalla 7 alla 9
- Link: ucicinemas.it/cinema/uci-cinemas-porta-di-roma-roma
L’Odissea di Alessandro Minelli
L’uscita di un novo film di Nolan, come credo sia ormai noto a chi frequenta queste pagine, è sempre un evento per cui si scatena un turbinio di programmazioni e incastri per la ricerca della sala migliore dove vivere al meglio ogni volta “l’evento” e alzare sempre di più l’asticella dell’esperienza. Tre estati fa, con l’uscita di Oppenheimer, realizzai la comparativa tra Dolby Cinema (in particolare nella sala di The Cinema in The Power Station a Battersea) e IMAX 70mm, al famoso BFI, sempre in territorio londinese, il cui confronto potete leggere in questo articolo.Odissea è il primo film commerciale nella storia dell’umanità interamente girato con macchine da presa IMAX 65mm, grazie anche all’arrivo delle nuove versioni denominate “Keighley”, più compatte, maneggevoli e silenziose rispetto alle macchine IMAX storiche, e ciò si porta dietro anche, per la prima volta da quando Nolan usa questo tipo di macchine, il risultato di un film a formato costante dall’inizio alla fine.
Giova specificare che il fatto di essere senza cambi formato in proiezione è una informazione che è emersa col tempo, ma al momento dell’annuncio non era ovviamente nota. Da tempo ho deciso di vedere i film in italiano prima di vederli all’estero in lingua originale, quindi la prima scelta da fare era relativa alla sala italiana in cui fare la prima visione, e la mia scelta è ricaduta ancora una volta sulla Sala Energia ad Arcadia Cinema Stezzano, posti C1 – C2, che garantiscono la visione perfetta anche in caso di film in formato flat, come poi si rivelerà essere Odissea. Come mai non ho scelto Melzo, col suo schermo gigante e la pellicola 70mm (peraltro è possibile ammirare nell’atrio il proiettore IMAX 70mm precedentemente in uso a Riccione, dove vidi all’epoca The Dark Knight Rises)? Per quattro motivi essenzialmente: personalmente prediligo l’assoluta e totale stabilità del digitale; l’uso del Christie laser 4K con lenti ad alto contrasto garantisce una qualità d’immagine eccellente; il formato flat è il più vicino (o meno lontano) a quello dell’IMAX 70mm; anche per il sonoro preferisco il digitale, nonostante, come tutti i film di Nolan, esso si limiti ad un ridicolo 5.1 anziché Atmos come la totalità delle grandi produzioni moderne. Non escludo comunque di vedere prossimamente anche la versione 70mm, all'Arcadia di Melzo.
Stezzano: DLP 4K Sala Energia all'Arcadia - C2
Appena caricati su Webtic gli orari, i primi biglietti venduti per la proiezione di sabato 18 luglio alle 17:00 furono i miei, in modo da assicurarmi i posti migliori: ero certo che le polemiche e lo scetticismo di chi non aveva ancora visto il film si sarebbero tramutate in un successo epico, riservando ad esse lo stesso trattamento operato da Circe ai compagni di Ulisse in cerca di cibo. Gli addetti ai lavori sanno che originariamente almeno una delle due sale Energia di Stezzano avrebbe dovuto essere una sala Dolby Cinema, quindi troviamo uno schermo curvo Harkness Perlux® HiWhite in formato flat e un impianto audio Dolby Atmos Meyer Sound da riferimento, oltre alle comode poltrone reclinabili con portabottiglia.
La sala è quasi completamente buia, e grazie allo schermo con gain non troppo elevato, lo speckle - vero tallone d’Achille (giusto per restare in tema) dei proiettori Christie - è quasi invisibile, diventando appena apprezzabile solo durante il risveglio di Ulisse ad Itaca. Il nero rimane rigoroso ma sempre definito, senza dare mai segni di “impastamento” nonostante la presenza di scene anche molto buie, come nella la grotta di Polifemo.
L’audio (ALTO COME SI DEVE!!!) è una assoluta goduria per i sensi, scena ampia, dialoghi cristallini, perfetta spazialità, frequenze basse potentissime e al tempo stesso controllatissime. Le tre ore scorrono rapide, totalmente prive di affaticamento per i sensi e con una perfetta fusione tra lo spettatore e il film che sta guardando, o forse sarebbe meglio dire vivendo. Chissà come sarebbe l’immagine se al posto del Christie 4440 ci fosse un Barco SP4K?
Pagella
- Immagine: 9
- Sonoro: 11
- Complessivo: 10
- Posti consigliati: C1 - C2
- Link: arcadiacinema.com
Milano: DLP 4K in Sala Venezia al Multisala Colosseo - H11
La Multisala Colosseo, appartenente al circuito Il Regno del Cinema di Brescia, è una struttura all’interno della capitale meneghina, che ebbi modo di scoprire quasi per caso nel 2024, dove vidi una magnifica proiezione di Parthenope. La struttura, come il resto del gruppo, sta aggiornando tutte le sale con i Barco SP2K e SP4K, pensionando i gloriosi Sony 4K, e la sala Venezia rappresenta il flaghsip all’interno della stessa: schermo curvo bianco da 13 metri in formato scope, proiettore Barco SP4K, poltrone comode e correttamente posizionate, sala esteticamente molto bella e anche in questo caso quasi completamente buia, con impianto audio Dolby 7.1.
Una caratteristica a cui bisogna fare attenzione in questa struttura è che il film inizia esattamente all’orario indicato nel biglietto preciso spaccato, quindi mi organizzo in modo da essere seduto per tempo. Il cavallo e Sinone mettono subito in chiaro le cose: siamo di fronte alla solita, splendida e spettacolare immagine Barco laser, con i suoi colori vividi e il suo contrasto morbido e al tempo stesso definito, una vera gioia per gli occhi, con speckle praticamente sempre assente, anche nella scena iper luminosa del risveglio ad Itaca.
La sala completamente buia aiuta ad aumentare ancora di più l’immersività, anche se, dopo aver visto il formato flat in Arcadia, il formato scope onestamente riduce un po’ l’immersività, seppur paradossalmente in poche scene l’aumenti (ad es. la fuga dai Lestrigoni). L’audio si mantiene ottimo e controllato, con picchi vicini ai 100db (misurati da smartphone, che penso sia comunque cappato a tale valore). Ringrazio il direttore Pino e il proiezionista per la disponibilità a rispondere alle mie domanda relativamente alla sala.
Pagella
- Immagine: 9
- Sonoro: 8
- Complessivo: 9
- Posti consigliati: G1
- Link: ilregnodelcinema.com/colosseo
Parigi: Dolby Cinema al Pathé Palace - K15
Ed eccoci arrivati, al piatto forte dell’articolo: La nuova sala Dolby Vision + Atmos presso Pathé Palace, a Parigi. La struttura è frutto di una importante ristrutturazione che ha coinvolto anche Renzo Piano, al fine di farla diventare la struttura flagship dell’insegna francese. La sala Dolby Vision + Atmos (ai fini pratici la possiamo anche chiamare Dolby Cinema perché presenta le stesse caratteristiche) è l’unica dell’intera struttura dotata di proiettori, in tutte le altre sale sono infatti installati schermi Samsung Onyx LED, 4K e 2K. Originariamente avevo previsto di andare a godere Odissea nella eccellente sala Dolby a Monaco di Baviera, che ebbi modo di testare e apprezzare già tempo addietro. L’idea era di andare il primo weeend di programmazione di Spider-Man: Brand New Day, in modo da riuscire a godere entrambi i film.
Monaco sembrava la scelta strategicamente ideale: treno diretto da Verona, vicinanza della struttura alla stazione, sala eccellente in cui sapevo già che posti scegliere, e avendo previsto di fare 4 giorni ero certo sarei riuscito a vedere entrambi i film senza particolari difficoltà (ovviamente stiamo parlando di film in lingua originale). Il mio stupore è stato grande quando, appena caricati gli orari del nuovo capitolo di Spider-Man, ho scoperto che non ci sarebbero più state proiezioni di Odissea nella sala Dolby: questo sanciva definitivamente l’impossibilità di vedere Odissea lì, dato che il treno diretto non era disponibile nei giorni antecedenti a causa di lavori sulla rete ferroviaria. Scartate le ipotesi di Amburgo e Londra per motivi di praticità e di costi, la mia attenzione è andata quindi a Parigi, sulla sala che sia io sia il Direttore da tempo volevamo provare, e complici orari dei voli particolarmente comodi, la scelta è stata quasi obbligata.
La struttura si presenta dall’esterno come un elegante edificio storico, perfettamente integrata col contesto, mentre all’interno lo sviluppo in verticale, con un grande albero al centro e uno schermo LED Samsung all’ingresso della biglietteria contribuisce a dare un senso di accoglienza “tecnologica” calda e moderna. La sala dispone di uno schermo curvo in formato scope da circa 18 metri di base, poltrone Lino Sonego rosse senza portabottiglie e casse proprietarie Dolby, la proiezione inizia circa 20 minuti dopo l’orario indicato sul biglietto. Le luci si spengono completamente e anche in questo caso abbiamo una sala quasi completamente buia, l’unica flebile luce di emergenza è a sinistra e molto debole, mentre il rumore degli screen shacker è quasi impercettibile.
E qui, il Dolby Vision dispiega tutta la sua magia, addirittura difficile da descrivere: Contrasto praticamente infinito, dettagli sempre ben visibili, colori vividi e al tempo stesso sempre naturali. I capelli di Telemaco sono sempre ben visibili anche nelle scene più buie, e l’ingresso della grotta di Polifemo mostra orgoglioso il nero assoluto, con la luce che filtra dall’ingresso che rimane dettagliata e visibile, e al tempo stesso leggera e rarefetta. Ovviamente nessun problema di sincronia tra i due proiettori, nessuno speckling in nessuna scena ma solo un’immagine sempre nitida, luminosa e rilassante, un’assoluta gioia per gli occhi. L’audio è ottimo, sempre potente, e bilanciato, ma inferiore come precisione e coinvolgimento alle sale Energia dell'Arcadia.
Pagella
- Immagine: 11
- Sonoro: 9
- Complessivo: 10
- Posti consigliati: J14 J15
- Link: pathe.fr/en/cinemas/cinema-pathe-palace
Parigi: Samsung Onyx Cinema LED 4K al Pathé Palace - D7
Confesso che ero curiosissimo di testare per la prima volta questa tecnologia, perché mentre con Dolby Vision sapevo bene o male cosa aspettarmi, in questo caso non avevo alcun riferimento su cui basarmi. Innazitutto la sala è abbastanza piccola, da 100 posti, e lo schermo è ovviamente dritto. Le poltroncine sono tutte dotate di tavolino e portabottiglia, e quelle dell’ultima fila sono fisicamente contro il muro, con le casse a pochi centimetri dalla testa. Visto da vicino sembra impossibile che lo schermo possa riprodurre un film in modalità “cinema”, arrivando per tempo (dopo la proiezione di Spider-Man: Brand New Day nella sala Dolby) ho tempo per guardarmi attorno e conoscere un po’ meglio la sala, i diffusori sono Darkside, un marchio proprietario dell’integratore francese ADDE leader del mercato locale.
Mi accomodo al mio posto, e la prima cosa che noto è che lo schermo consente di cambiare qualsiasi formato senza far percepire alcuna tipologia di banda nera, il nero dello schermo si confonde sempre col nero della parete: In questo modo è possibile garantire sempre l’uso del miglior formato possibile, e infatti Odissea in questo caso sarà proiettato visualizzato in formato flat finalmente: dopo le ultime 2 visioni in scope è davvero un piacere ritornare a Itaca in formato flat. Quindi? Com’è la qualità di questo Onyx?
In breve: molto buona, ma inferiore a quella di una sala moderna dotata di Barco SP4K, e non confrontabile con Dolby Vision, anche perché ovviamente il materiale non gode di una pipeline di sviluppo dedicata come nel caso di Dolby o Barco HDR. L’immagine risulta sempre molto definita e il contrasto è molto buono, l’ormai classico esempio della caverna regge molto bene il confronto, col nero che risulta anche qui definito ma mai impastato…
Rimane comunque una certa “piattezza” e mancanza di tridimensionalità e profondità dell’immagine, sembra inoltre mancare “l’organicità” a cui oltre un secolo di cinema ci ha abituati. Purtroppo sono dovuto uscire poco dopo l’incontro con Sinone per riuscire a prendere l’aereo, quindi non sono riuscito a testare il risveglio ad Itaca. L’audio sicuramente di impatto anche qui, sia come volumi che come dinamica, ma sicuramente inferiore come coinvolgimento alle altre esperienze.
Pagella
- Immagine: 8,5
- Sonoro: 8
- Complessivo: 8,5
- Posti consigliati: D7 D8
- Link: pathe.fr/en/cinemas/cinema-pathe-palace
Conclusioni e classifiche con tutte le sale
Il grande vantaggio delle migliori sale IMAX 70mm è che ci sono dei posti in posizione stupenda, ovvero quelli centrali delle ultime 4 file, che sono abbastanza vicini al centro dello schermo in senso verticale e in cui avete un rapporto di visione di 1:1 (distanza pari alla larghezza dello schermo). Invece nella maggioranza delle sale, le file con rapporto di visione di 1:1 sono sensibilmente più basse rispetto al centro verticale dell'immagine. Al contrario, nelle sale IMAX 70mm la maggior parte dei posti non offrono altrettanta qualità di visione perché sono troppo decentrati, sia in senso orizzontale che verticale, con immaginabili effetti sull'uniformità e sul confort di visione a causa del rapporto di tiro molto corto del proiettore, della superficie silver dello schermo e della sua curvatura.
Quindi se scegliete quel 10% dei posti migliori, ok, vale la pena volare fino a Londra. Per un altro 20% di posti (segnalati in giallo nella pianta del Ronson Theatre qui in basso) siamo comunque ancora entro la sufficienza. Oltre secondo me non vale la pena andare. E comunque, anche in uno dei posti migliori, il rapporto di contrasto sarà sempre quello della pellicola, quindi al massimo circa 12 stop, quindi leggermente indietro rispetto alle migliori sale digitali DCI come quella di Stezzano o al Colosseo di Milano, mentre le sale con proiettori HDR permettono una qualità ancora più elevata. C'è anche da ricordare che i proiettori IMAX sono alimentari da lampade "tradizionali" che cambiano lo spettro luminoso con il passare delle ore e non è possibile adeguare il bilanciamento del bianco o i colori per seguire l'invecchiamento della lampada.
Questo per dire che la differenza di colori, bilanciamento del bianco e luminanza tra la prima e l'ultima proiezione IMAX prima del cambio della lampada, potrebbe essere evidente. Con i proiettori digitali laser, soprattutto quelli con laser RGB, l'invecchiamento è molto più lento e comunque le eventuali differenze possono essere controllate digitalmente, con la calibrazione periodica (ammesso che venga fatta e non sempre succede). L'altro limite delle sale IMAX 70mm londinesi (e probabilmente di tutte le altre) è l'audio che non è al top della qualità rispetto alle migliori sale Dolby Atmos. Per questi motivi, la posizione in classifica delle due sale IMAX londinesi è indietro a molte altre sale.
Una nota la merita anche la sala Epic di Rozzano che ha una qualità d'immagine finalmente molto buona (a patto di scegliere una posizione abbastanza centrale e dalle ultime 4 file) e che potrebbe essere ancora migliore se spegnessero (o abbassassero notevolmente) le luci LED sul bordo dei gradini che limitano quasi tutti i vantaggi di un rapporto di contrasto molto elevato. L'audio merita un discorso a parte. È una sala Dolby Atmos ma la qualità non è al top rispetto alle migliori sale Italiane. Inoltre nella proiezione del 16 luglio i sub sembravano assenti ed è questo che ne ha drammaticamente limitato la posizione in classifica. Confido nel fatto che il problema, qualunque fosse, sia stato risolto. Fatecelo sapere nei commenti. Noi torneremo in quella sala a settembre, anche per riconsiderarne la posizione in classifica.
Un commento anche su Melzo e sulla proiezione in pellicola 5/70mm. Il feeling è dannatamente simile a quello che potreste sperimentare in una delle sale IMAX 70mm e mi riferisco alla colorimetria generale, al rapporto di contrasto e anche alla risoluzione percepita che, almeno sulla carta, è solo il 25% in meno rispetto al positivo IMAX a 15 perforazioni. La stabilità di quadro del proiettore Victoria VIII di Melzo è sorprendente ma uniformità, livello di luminanza e flicker invece sono più indietro rispetto alle sale IMAX di Londra. Per quanto riguarda il rapporto d'aspetto, rispetto al formato 1,85:1 di Stezzano e Rozzano che preferisco in assoluto, a Melzo si perde complessivamente solo il 16% dell'area (8% in alto e 8% in basso) e anche lo stesso Nolan ha detto che il formato 2,20:1 va benissimo.
Le due sale Dolby Cinema, con qualità audio e video ai vertici assoluti, anche rispetto alle due sale IMAX 70mm, sono nettamente davanti a tutte le altre. L'unico cruccio è il rapporto d'aspetto di 2,39:1 che è un po' troppo sacrificato. Ho chiesto a Dolby se esiste un database con il rapporto d'aspetto degli schermi delle sale Dolby Cinema in modo da dare indicazioni più precise. Nell'attesa, vi consigliamo una sala con schermo "FLAT" che conosciamo benissimo e di cui vi abbiamo già parlato in questo articolo: quella che è nel centro di Amsterdam. Confermiamo comunque che, al netto delle rinunce per colpa del formato 2,39:1, visione e ascolto nelle due sale Dolby sono al top senza discussione, con il Pathè davanti grazie alle dimensioni e alle proporzioni della sala, con quella di Battersea troppo lunga e con schermo un po' troppo piccolo, soprattutto in relazione alla posizione migliore per l'ascolto.
Menzione particolare per la sala EPIC di Rozzano, nell'attesa di una analisi della nuova sala EPIC che è stata da poco aperta a Roma, presso la struttura The Space Cinema di Parco De' Medici. L'assenza di basse frequenze per un probabile problema occasionale nella proiezione delle 13:30 del 16 luglio pesa tantissimo, non solo nella classifica audio ma anche in quella generale. Se dovessero risolvere il problema nella gamma bassa e anche modulare correttamente i LED gialli sui bordi delle gradinate, la sala di Rozzano salirebbe senza alcun dubbio al terzo posto assoluto.
Prossima tappa, dopo Itaca… Arrakis!
| Video | Audio | Generale |
|---|---|---|
| 1. Dolby Pathé Paris | 1. Energia Melzo | 1. Dolby Pathé Paris |
| 2. Dolby Battersea | 2. Energia Stezzano | 2. Dolby Battersea |
| 3. EPIC Rozzano | 3. Dolby Pathé Paris | 3. Energia Stezzano |
| 4. Energia Stezzano | 4. Dolby Battersea | 4. Colosseo Milano |
| 4. Colosseo Milano | 5. Colosseo Milano | 5. IMAX Ronson |
| 6. IMAX Ronson | 6. IMAX Ronson | 6. Energia Melzo |
| 7. Energia Melzo | 7. IMAX BFI | 7. IMAX BFI |
| 8. IMAX BFI | 8. ONYX Pathé Paris | 8. EPIC Rozzano |
| 9. Onyx Pathé Paris | 9. IMAX Orio | 9. Onyx Pathé Paris |
| 10. IMAX Orio | 10. IMAX Roma | 10. IMAX Orio |
| 11. IMAX Roma | 11. EPIC Rozzano | 11. IMAX Roma |
| 12. Castel di Lama | 12. Castel di Lama | 12. Castel di Lama |
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Commenti (2)
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27 Agosto 2026, 14:45
Odissea: l'analisi dal 70mm IMAX al miglior digitale
Andarli a vedere tutti in fila è stata un'impresa titanica, ma anche scrivere un articolo del genere non è una cosa da poco! Bello. Grazie! -
27 Agosto 2026, 14:46
Odissea: l'analisi dal 70mm IMAX al miglior digitale
Finalmente!
Innanzitutto non conoscevo il Colosseo a Milano, pur vivendo a Milano. Gli darò un'occasione.
Melzo sempre una sicurezza
Come scrissi in altro thread, sono stato a Rozzano il 24/7 sala Epic, posti un pochino più sotto alle ultime 4 file che sono poltrone ultra lux e lux, ma in posizione centrale. Anche secondo me l'audio era squilibrato. I dialoghi erano buoni, gli acuti un po' troppo stridenti, i bassi si sentivano a tratti quindi decisamente c'era qualcosa che non andava.
Per quanto riguarda il video, inquinamento luminoso a go-go, erano accesi anche alcuni faretti sul tetto, a bassa intensità, che non illuminavano un bel niente giù ma distraevano , per fortuna il problema sulla via d'uscita di sicurezza che era stato segnalato mi pare all'apertura, era abbastanza smorzato. Un peccato, basterebbe veramente poco a farlo salire di livello











































































