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Disco del mese - maggio 2020

di Marco Cicogna , pubblicato il 20 Maggio 2020 nel canale AUDIO

“Composta più di un secolo fa la rivoluzionaria pagina di Stravinsky appare sempre più moderna. La Sagra della Primavera si fa dominare esclusivamente dai migliori impianti”

La Sagra della Primavera
il meglio in audio e in video, semplice stereo o “Immersive Audio”


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All'audiofilo l'ascolto in due canali offre un grande vantaggio: lascia spazio all'immaginazione. Nella situazione di un evento musicale reale infatti avremmo gli occhi ben aperti e il suono attorno a noi. La stereofonia è dunque un compromesso, una finestra - più o meno trasparente - sul mondo sonoro. Sulle pagine di AV Magazine, parlando di buone incisioni, mi piacerà segnalare anche edizioni in video, in audio multicanale (SACD e in file audio DSD) e ovviamente in stereo, alta e bassa risoluzione. Persino in vinile, perchè il disco nero conserva il suo valore di suggestione e nostalgia.

In più occasioni nei miei seminari di ascolto, “Le Sacre du Printemps” ha messo in difficoltà i sistemi più importanti, offrendo nuovi orizzonti sonori agli audiofili. Nella musica pop un brano scritto dieci anni fa viene considerato superato. Un pezzo di trenta anni è “vintage”. La “Sagra della Primavera” invece ha superato cento anni ma suona ancora moderna. Per molti anche troppo moderna, con i suoi timbri insoliti, il ritmo incalzante, le improvvise impennate dinamiche, l'impatto delle percussioni su accordi dissonanti di ottoni tirati al calor bianco. E' possibile ascoltarla in modo significativo attraverso un buon impianto? Può una registrazione “fotografare” in modo corretto una struttura sonora tanto esuberante? E poi ancora, saranno in grado gli audiofili che al massimo (e quando va bene) ascoltano “Pini di Roma” e “Sheherazade”, affrontare con il proprio impianto una partitura dai tratti così autenticamente “barbarici”? Se siete curiosi, cerchiamo di darvi una risposta. Ciascuna registrazione ne offre una lettura diversa, una sensibilità nuova e una cornice acustica e tecnologica differente. Ricordiamo che la resa finale del nostro impianto non sarà mai migliore della qualità sonora della registrazione.  


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Perchè l'audiofilo dovrebbe ascoltare la Sagra della Primavera?

La “Sagra” appare davvero nelle sonorità, dirompente nello sviluppo ritmico e dinamico. Concepita come balletto modernista nella Parigi dei primi anni del Novecento (“Quadri della Russia pagana” recita il sottotitolo), destò scandalo nel 1913 anche in una città pronta ad accogliere ogni novità. Non a caso si conferma come pagina amata-odiata dagli audiofili, che si cimentano con i complessi impasti timbrici, gli importanti intervalli dinamici e armonie ardite.

Nasceva grazie all’iniziativa di quel Diaghilev che con la sua compagnia dei “Ballets Russes” era alla ricerca di compositori di talento, ma si imporrà sin dall’inizio nella versione da concerto al pari dell’Uccello di Fuoco e di Petrushka, di poco anteriori e sempre firmati da Stravinsky. La modernità del linguaggio, l'inconsueta scrittura strumentale, il ricorso ad elementi ritmici mai prima di allora ascoltati giustificano lo sconcerto del pubblico del Théatre des Champs-Elysées. Proprio per questi aspetti innovativi, tuttavia, la Sagra divenne presto uno dei “manifesti musicali” più rappresentativi della nuova musica, partitura cardine del Novecento.

Ecco allora che l’ascolto dal vivo di una partitura come questa rappresenta una ghiotta occasione per apprezzare una delle più originali espressioni della grande orchestra. Difficile, infatti, poter cogliere l’essenza sonora di una partitura tanto complessa soltanto attraverso il supporto discografico.

Per una comprensione di questa complessa partitura il video è quasi d'obbligo.

Su YouTube troverete molte edizioni in video che potranno essere utili per una vista di insieme su questa partitura. Di livello ben più elevato, anche tecnicamente, è doveroso segnalare la piattaforma in streaming “Digital Concert Hall” della Filarmonica di Berlino. A titolo di esempio, se proprio non riusciste a districarvi (!) vi segnalo almeno questo trailer (Kirill Petrenko alla testa dell'Orchestra Giovanile Tedesca...gratis!):

https://www.digitalconcerthall.com/en/concert/51908#


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Daniele Gatti ad Amsterdam: in video e su Native DSD

Recente e tecnologicamente avanzata la prova di Daniele Gatti alla testa del Concertgebouw di Amsterdam. Disponibile in formato audio alta definizione attraverso la piattaforma di Native DSD, c'è anche la versione in vinile e soprattutto un Blu Ray video di moderna fattura con audio di eccellente qualità. Lettura dai tratti eloquenti, grande cura per il particolare, appena smussati gli accenti più “barbarici”. Una delle più belle sale da concerto del mondo è senza dubbio quella del Concertgebouw di Amsterdam. Dalla sala prende nome la prestigiosa orchestra olandese “Koninklijk Concertgebouworkest” (Orchestra reale del Concergebouw), una delle formazioni più apprezzate dagli appassionati e ben rappresentata in discografia. L'occasione è preziosa per l'audiofilo, perchè la “Sagra” è disponibile in Blu Ray con ottime riprese e regia attenta ad ogni particolare dello sviluppo musicale. Per chi volesse conoscere il suono della grande orchestra è come assistere ad un film che racconta il suono con il supporto delle immagini. Ampia e decisamente inedita la possibilità di scelta del menu audio. Due formati per il due canali, in 24/48 e in 24/192 DTS Master Audio, un eccellente 5.0 DTS e un rarissimo 9.0 Auro-3D. Inoltre non manca la versione solo audio in SACD (stereo e multicanale) e la possibilità di acquistare il file audio in PCM (24/96 e 24/192 ma soltanto in due canali). Per i più raffinati c'è il contenuto in DSD (stereo e multicanale, sino al DSD 256) attraverso il sito di Native DSD. Una versatilità inedita e una ricchezza di formati straordinaria. Pensate alla possibilità di fare confronti tra formati audio, video, fisico e file. Davvero imperdibile anche a prescindere dalla validità artistica.


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La “Sagra” in video a San Francisco, il “must” della musica in immagini e DTS

Più datato, ma anche più spettacolare nella resa sonora il Blu Ray diretto da Tilson-Thomas con l'orchestra di San Francisco. Fa parte della serie “didattica” Keeping Score che abbina una ampia sezione descrittiva al concerto vero e proprio.  In effetti la più recente produzione di video musicali (almeno in ambito classico) non si limita a proporre i suoni e le immagini di concerti, ma è in grado di arricchire il documento dell’evento artistico con una sezione documentaristica che ci racconta come nasce questa musica.

Vi piacerà sapere che una selezione di questo video fa parte del materiale dimostrativo della Dolby utilizzato anche nei convegni professionali. Con il supporto delle immagini e della spettacolare registrazione in multicanale la Sagra diventa allora un prezioso documentario che esprime nel massimo coinvolgimento le possibilità espressive di un'orchestra. Per anni Emidio Frattaroli ed io abbiamo effettuato dimostrazioni di sistemi Home Video proprio con il finale di questa edizione della Sagra. Ora tutto il concerto è disponibile in questa serie “Keeping Score” che abbina anche un documentario che ne spiega la genesi, la struttura sonora e musicale. L’intento  è quello di inquadrare in senso storico e “sonoro” questa partitura destinata a rivoluzionare la musica del Novecento. Frase per frase la partitura è analizzata e commentata dal direttore, con interventi al piano abilmente uniti dalla regia alle immagini dell’esecuzione orchestrale. Gli stessi musicisti sono chiamati a descrivere il rispettivo “ruolo”, mai come in questo caso da comprimari, dagli ottoni alle percussioni, descrivendo ciascuno l’originalità della scrittura. Il direttore americano è anche attivo con dei “family concerts” nella Davies Hall di San Francisco, una tradizione che ha evidentemente raccolto dal suo antico maestro Bernstein, esperienza preziosa che lo rende coinvolgente narratore della forza espressiva della sua arte. Dai saloni di San Pietroburgo alla cornice di una Parigi avida di balletto russo dei primi decenni del XX secolo, la Sagra è presentata nel suo sviluppo musicale; il tono è scorrevole, le immagini perfettamente realizzate ed integrate nel contesto del concerto vero e proprio, mentre la complessa pagina è illustrata nel suono e nelle immagini con suggestive ed efficaci inquadrature.

Oltre al documentario il BR contiene il concerto completo, immagini di alto profilo in formato 16:9 e audio di ottima qualità e presenza, tanto che il finale della Sagra faceva parte del programma dimostrativo della Dolby. Multicanale di grande coinvolgimento, resa straordinaria per impatto e realismo della grancassa, regia puntuale nel seguire ogni particolare della partitura supportando lo sviluppo sonoro attraverso una perfetta interazione tra suono ed immagine.


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La “Sagra” in solo audio, file e formato fisico con Pentatone il SACD ha ancora molto da raccontare 

Tra le registrazioni più recenti di casa Pentatone va segnalato questo doppio SACD che ospita anche la Sagra. Attenzione è disponibile anche come file audio PCM 24/96 (solo stereo) e lo trovate su Native DSD in questo formato altamente performante, stereo e multicanale. L'esecuzione, dai tratti morbidi ed avvolgenti, è affidata al giovane Gustavo Gimeno alla testa della Filarmonica del Lussemburgo.


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Il Multicanale di Channel Classics

Ha da poco compito 30 anni la label di Jared Sacks. Per questo importante anniversario l'etichetta olandese ha appena pubblicato un sampler in alta risoluzione disponibile sulla piattaforma di Native DSD. Mi piace allora menzionare qui uno dei migliori album di Channel Classics che offre la “Sagra” in un felice abbinamento con l'Uccello di Fuoco” dello stesso Stravinsky.

Alcune grandi letture della “Sagra” riescono nel rendere il senso barbarico senza mancare il preziosismo dello smalto strumentale ed il senso “narrativo” di questo balletto d'avanguardia. Su questa linea Ivàn Fischer trova una collocazione autorevole, non nuovo a queste partiture e appare sempre più saldamente alle redini della “sua” Budapest Festival Orchestra, con la quale ha eseguito una notevole integrale delle sinfonie di Mahler in suggestivo “Immersive Audio”.

Prime parti smaglianti, limpida presentazione della struttura, toni mai graffianti, con gli episodi più brillanti tenuti a freno dall'omogeneità del colore orchestrale. Fischer evita ogni tentazione di nervosismo e pur con tempi non sempre scattanti mantiene alta la tensione su un profilo ritmico ben articolato. Si apprezza il senso della frase ed il risalto timbrico della formazione ungherese.

Registrazione dal colore morbido ed avvolgente, che in stereo e ancor più in multicanale presenta una scena profonda e articolata. Notevole e realistica dinamica, contenuto l'impatto della grancassa, che qui avremmo voluto più energica.


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Salonen a Los Angeles in uno storico SACD della Deutsche Grammophon

Questa incisione con la Los Angeles Philharmonic diretta da Salonen del 2006 era arrivata con ritardo nella mia discografia, un disco disponibile anche in SACD multicanale. Da tempo è di difficile reperibilità in Italia, ma Amazon può aiutare. Questo disco rappresenta un buon approccio pur nell'ambito di una vasta e stimolante discografia, anche per la presenza nel programma della “Notte sul Monte Calvo” di Mussorgsky e della suite del “Mandarino Miracoloso” di Bartok. Il prosieguo con la Sagra si annuncia sul celebre ed impervio assolo del fagotto, perno di una sezione legni di smalto raffinato, documentato da una registrazione che risulta trasparente e corposa al tempo stesso. Se l'incisività degli ottoni è un tratto comune alle grandi orchestre americane, qui dobbiamo riconoscere la qualità espressiva degli archi e il notevole senso di intesa della compagine che anche nelle parti ritmicamente più articolate mantiene un controllo assoluto. Salonen domina la partitura esaltandone l'originalità della scrittura, curando gli impasti timbrici, e dosando tempi e dinamiche senza rinunciare al parossismo fonico di alcune parti. Sappiamo come timpani e grancassa diventino a tratti protagonisti e finalmente troviamo una registrazione moderna che (sulla scia della storica lezione di Maazel per Telarc) riesce a metterli a fuoco al momento giusto nel modo più opportuno. A volume adeguato l'effetto è esaltante, l'impatto della grancassa vi solleverà dalla poltrona, sempre che i woofer, nel frattempo, non siano andati in giro per la stanza. Timbro naturale, mai eccessivamente pungente e chiara percezione delle sfumature più sottili della partitura. In multicanale si apprezza il rinforzo dei canali posteriori, ma l'immagine è solida e centrata anche nel semplice due canali. Da ascoltare con attenzione se avete un lettore SACD multicanale. Non esiste come file DSD purtroppo. 

e il “banale” CD?

È possibile ascoltare la Sagra della primavera nel semplice formato CD? Se siete convinti che sia possibile ascoltare in modo convincente limitandosi a due soli canali, la risposta è positiva. Ovviamente in termini di esecuzione ciascuno troverà immancabili alcuni grandi nomi. Tra questo Boulez, Gergiev e lo stesso Stravinsky. Ma qui voglio raccontare di registrazioni che possono colpire soprattutto per la resa sonora. La segnalazione doverosa va allora ad un paio di CD che negli anni hanno segnato le mie dimostrazioni audio.


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Intanto uno storico Telarc con Maazel e la Cleveland Orchestra.

A distanza di anni questa incisione (originariamente in LP, ormai introvabile), appare scarsamente drammatica. Maazel la esegue con grande cura, ma se volete l'aspetto russo e barbarico dovete ascoltare interpreti “tosti”, come Gergiev ad esempio. Tuttavia la grancassa appare realmente nella nostra sala d'ascolto e in termini di verifica della gamma bassa c'è poco o nulla di meglio.


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Tra le vecchie glorie di casa Deutsche Grammophon segnalo il più dirompente CD firmato da Levine con l'orchestra del Metropolitan. La lettura di Levine sia dei “Quadri” che della “Sagra” appartiene infatti al genere di quelle essenziali ed incisive. Il carattere a volte tagliente della partitura di Stravinsky viene portato all’estremo attraverso l’esaltazione del ruolo dei fiati e, soprattutto, delle percussioni. Tanto per essere chiari: in nessuna esecuzione a me nota viene offerto altrettanto rilievo alle parti dei timpani, resi qui in tutto lo splendore sonoro. Altrettanta cura è riservata alla grancassa, ma la ricerca per la chiarezza delle parti strumentali riguarda ogni sezione ed ogni singolo intervento, grazie anche ad un’incisione che non manca di porre ogni dettaglio nel giusto rilievo. Si tratta di una visione asciutta che per certi versi ricorda quella ormai storica realizzata da Boulez per la CBS, ma oggi la resa sonora è ovviamente superiore.

Un’orchestra così difficilmente potreste sentirla anche dal vivo, per l’originalità di questa edizione e per la resa del mezzo tecnico. L’incisione sembra infatti assecondare in pieno le esigenze sonore del direttore. La ripresa è piuttosto ravvicinata e sacrifica un poco la profondità della scena sonora, ma in compenso offre una finestra di incredibile chiarezza su ogni sezione strumentale. Dinamica ed estensione in frequenza sono davvero allo stato dell’arte. Da ascoltare preferibilmente con un grande impianto.


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In Vinile, per i più temerari

In vinile il gioco si fa ancora più impegnativo. Tutti gli appassionati del disco nero ci raccontano meraviglie del loro impianto, ma quando ci fanno ascoltare qualcosa si tratta quasi sempre di quei dischi “speciali” con chitarrina, voce femminile morbida e seducente, base ritmica senza una dinamica davvero impegnativa. OK, sarà anche piacevole, ma per la vera musica è altra cosa. Questa è vera musica, grande orchestra senza mezzi termini, una partitura tanto audace in cui ogni strumento è spinto al limite delle possibilità tecniche; scoprirete inediti impasti timbrici ed il ritmo diviene protagonista punteggiato da un’ampia batteria di percussioni. Voglio proporre Georg Solti con l’orchestra Chicago Symphony ripresa nel Medinah Temple. L’incisione è curata da Kenneth Wilkinson e James Lock, due ingegneri del suono apprezzati da tutti gli audiofili. La lettura di Solti è incisiva, diretta, pronta ed efficacie senza mezzi termini. A questo interprete si è talvolta rimproverata una certa freddezza, una tecnica quasi eccessivamente sicura che attraverso la ben nota potenza sonora dell’orchestra americana portava ad esecuzioni secche e poco espressive. Noi siamo di parere contrario. Ancora oggi la sua integrale della Tetralogia di Wagner (con la Filarmonica di Vienna e con i migliori cantanti dell’epoca) rimane un riferimento sicuro. Con Chicago la trama degli archi è forse meno raffinata, ma una pagina di grande concretezza come la Sagra della Primavera si esalta in questa lettura, che porta in luce ogni particolare e non manca di restituire tutta la drammaticità degli straordinari intervalli dinamici. La registrazione si colloca sugli elevati standard Decca di quegli anni e offre un suono pieno e possente senza nascondere i particolari. I solisti sono messi a fuoco anche nei momenti più delicati. Naturale e coinvolgente l’impatto dei timpani, scena sonora ampia e ben estesa nel senso della profondità, ovviamente non confrontabile con le migliori registrazioni più attuali.     

Buon ascolto

 

 

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