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WHDI in licenza a terzi e presto 4K

di Gian Luca Di Felice, pubblicata il 17 Dicembre 2012, alle 12:01 nel canale ACCESSORI

“L'israeliana Amimon, detentrice dei brevetti dello standard wireless HD WHDI, ha deciso di concedere in licenza a terzi l'uso dello standard. L'obiettivo è quello di promuovere l'espansione del protocollo di trasmissione audio-video wireless, consentendone l'implementazione in soluzioni SoC di terze parti, nonché la riduzione dei costi produttivi”

Amimon annuncia di voler concedere in licenza la propria tecnologia di trasmissione wireless audio-video WHDI (Wireless Home Digital Interface). Con questa mossa i produttori di chip e le multinazionali dell'elettronica di consumo potranno implementare lo standard WHDI all'interno dei loro prodotti, senza dover ricorrere all'acquisto dei chip proprietari prodotti dall'azienda israeliana. Questa scelta porterà ad un doppio vantaggio: da una parte una maggiore disponibilità di soluzioni dotate di compatibilità Wireless HD e dall'altra una progressiva riduzione dei costi produttivi della tecnologia. Amimon annuncia anche di essere al lavoro su un aggiornamento del WHDI in chiave 4K, multicast e con una portata del segnale più estesa.

Amimon presenterà le ultime novità in occasione del CES 2013 di Las Vegas e dimostrerà anche una soluzione PC Windows 8 con display touch-screen collegato in wireless WHDI al computer.

Fonte: Engadget



Commenti (3)

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Commento # 1 di: Luiandrea pubblicato il 17 Dicembre 2012, 13:33
Eliminare cavi è sempre una gran bella cosa, mi piacerebbe sapere se davvero tutto questo continuo proliferare di onde radio sempre più potenti sia innocuo o meno.
Temo che l'attesa per scoprirlo sia ancora lunga..
Commento # 2 di: andrea_gi pubblicato il 17 Dicembre 2012, 15:50
ovviamente no...qualsiasi tipo radiazione non è compatibile con il corpo umano...perfino quella solare...figurati queste che usano onde a frequenza altissima
Commento # 3 di: Nova SS pubblicato il 25 Dicembre 2012, 21:59
Purtroppo tra cellulari, wi-fi e quant'altro siamo continuamente bombardati anche quando si dorme. Il problema è che lo scopriremo tra una decina d'anni o forse più, quando (speriamo di no) un'intera generazione soffrirà di tumori.

La miglior cosa sarebbe spegnere tutto prima di recarsi a dormire... giusto per limitare l'esposizione alle sole ore di utilizzo effettivo delle apparecchiature.