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Misure: fotometria e tempi di risposta

di Emidio Frattaroli , pubblicato il 17 Dicembre 2009 nel canale Display e TV Color

“A conclusione di un lavoro di ricerca e sviluppo iniziato più di due anni fa, posso finalmente presentare un nuovo, potente sistema di misura che sarà di fondamentale importanza per l'analisi di alcuni degli aspetti dinamici dei display, dei videoproiettori e dei sistemi di riproduzione 3D”

Introduzione

La scorsa settimana per me è finito un vero e proprio incubo da cui non riuscivo più ad uscire e che si è trasformato, per mia grande fortuna, in un successo davvero straordinario. Ai lettori di AV Magazine della prima ora sarà piuttosto familiare la mia passione per la fotometria. Una passione così profonda che ha reso AV Magazine tra le più autorevoli testate a livello internazionale per quanto riguarda le misure sui display e videoproiettori. Al di là delle rilevazioni sul flusso luminoso, rapporto di contrasto, gamma e colori, avevo in programma  l'introduzione delle misure sui tempi di risposta già prima della nascita di questa testata, con particolare riguardo all'analisi del famigerato "motion blur" (alias "effetto mosso") legato ad alcuni limiti della tecnologia LCD.

È notorio come, tra i limiti della teccnologia LCD, ci sia una certa "lentezza" nel modulare i vari livelli di intensità luminosa di ogni singolo pixel. Se il tempo necessario per la transizione ai vari livelli è troppo elevato, possono verificarsi degli artefatti che si traducono oggi in una certa perdita di dettaglio nelle immagini in movimento. Per questo motivo, l'analisi dei tempi di risposta potrebbe fornire un importante tassello nella costituzione del giudizio complessivo della qualità d'immagine dei videoproiettori e display.


Il meraviglioso fotometro Photo Research PR810L con tubo fotomoltiplicatore
alta sensibilità e uscita analogica che può essere interfacciato con l'oscilloscopio

Il progetto per qualche anno è andato avanti solo sulla carta, rallentato dalla cronica mancanza di tempo e di liquidità. Nel 2007, con la comparsa dei primi sistemi di riduzione del "motion blur" di qualità accettabile, ho deciso che questo progetto non poteva più essere rimandato poiché ero certo che la "nitidezza" delle immagini in movimento sarebbe diventata uno degli aspetti principali nell'analisi della qualità dei display e dei videoproiettori. Purtroppo mi sono scontrato immediatamente con due grandi difficoltà: la mancanza sia di letteratura tecnica adeguata alle mie esigenze, sia di un vero confronto con altri ricercatori, comprensibilmente gelosi del know-how accumulato.

Per un primo, lungo periodo, ho iniziato a verificare la presenza di strumenti di misura utili allo scopo. Sul mercato esistono numerosi strumenti "già pronti" per questo tipo di rilevazioni. Purtroppo, il budget necessario per quelli più interessanti è incompatibile con le possibilità finanziarie di una testata come questa. Quelli con prezzo più accessibile hanno troppe limitazioni. Inoltre, con l'avvento dei primi, veri, sistemi di riduzione del "motion blur", è cambiato anche l'approccio nella quantificazione dei tempi di risposta. In altre parole, quello che mi serviva era lo strumento "perfetto": veloce, versatile, preciso e poco costoso. Che non esisteva.