Social Buttons AV Magazine su Facebook AV Magazine su Twitter AV Magazine RSS AV Magazine Newsletter

Anteprima Invictus a L'Aquila

di Monica Pilolli , pubblicato il 26 Febbraio 2010 nel canale CINEMA

“Lo scorso giovedì 25 Febbraio, a L'Aquila, c'è stata la proiezione in anteprima nazionale gratuita di “Invictus”, il nuovo film di Clint Eastwood che torna dietro la macchina da presa per raccontarci la storia di uno dei più grandi leader morali e politici dell’intera umanità. L’evento nell’evento”

Introduzione

Serata evento, offerta gratuitamente dalla Warner Bros, lo scorso 25 Febbraio al Movieplex, piccolo complesso di 6 sale cinematografiche nella città di L’Aquila, che in questi giorni, con varie iniziative socio-culturali , si sta rivelando un sempre più apprezzato polo di aggregazione per quelle persone che trovano ormai nel capoluogo abruzzese pochi spazi di incontro e condivisione, garantiti da quelle pochissime strutture che hanno superato quasi indenni il disastroso shock sismico del 6 aprile 2009. La proiezione del film in anteprima nazionale, si è rivelato un nuovo colpo messo a segno da Clint Eastwood: Invictus, l’invincibile.

“Rendo grazie a qualunque Dio ci sia, per la mia anima invincibile. Sono il padrone del mio destino, il capitano della mia anima”. 11 Febbraio 1990,ore 15. Il “terrorista”, per il popolo bianco, “Madiba”, per il popolo nero; il leader della resistenza anti -apartheid, non di rado sabotatrice e guerrigliera, viene liberato da una prigionia politica durata quasi 30 anni. Il chiacchiericcio da bar nelle retrofile in sala, cede ben presto il posto ad un religioso silenzio, interrotto soltanto da qualche “veristica” godereccia risata di astanti allenatori e praticanti di rugby, lo sport che come testimoniato nel film rivestì per Mandela un ruolo di forte collante sociale e che per questa città ha rappresentato sovente forte motivo di orgoglio.

“Un gioco per selvaggi, giocato da gentiluomini”. Tra gli spettatori più attenti ed entusiasti i bambini, che non di rado cedono a timidi applausi, coinvolti dal colorato e folcloristico tifo da stadio a cui molte sequenze della pellicola sono dedicate. Sala gremita, oltre la capienza consentita; impossibile camminare sulle gradinate laterali. La platea si infervora in un continuum con le immagini passate sullo schermo. Lo stadio è qui.

Un illuminante Morgan Freeman (nomination all’Oscar come migliore attore protagonista), un ispirato Matt Damon (nomination all’Oscar come migliore attore non protagonista): all’evoluzione del rapporto tra il Presidente della Repubblica del Sud Africa e Francois Pienaar, capitano degli Springboks - nazionale di rugby sudafricana ribattezzata dai tifosi Bokke, percepita inizialmente come trait d’union col movimento politico razziale - fanno da corollario il placarsi di emblematiche tensioni all’interno della stessa scorta presidenziale mista tra componenti bianchi e neri, la riabilitazione umana della governante nera all’interno della famiglia Pineaar, e l’accettazione progressiva, da parte dei membri del Consiglio Nazionale dello Sport e della società tutta, delle divise sportive di color giallo-oro e dello stemma della squadra nazionale, inizialmente invisi alla popolazione nera.

Segue : Il film Pagina successiva