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Il subwoofer: come e perché

di Gian Piero Matarazzo , pubblicato il 22 Aprile 2016 nel canale AUDIO

“Cosa ci dobbiamo aspettare da un subwoofer da inserire nel nostro impianto? Quali sono le caratteristiche che dobbiamo tenere nel conto quando ci apprestiamo a scegliere un subwoofer? In questi casi sarà utile rileggere queste quattro note.”

Introduzione: il subwoofer


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Il subwoofer nasce commercialmente verso la fine degli anni ’80 e serve per estendere verso il basso la risposta dei sistemi di riproduzione sonora che nel frattempo stavano diventando sempre più piccoli. Si tratta quasi sempre di un solo diffusore monovia, dotato di un altoparlante progettato e costruito per riprodurre una porzione di spettro che va, di solito, dai 20 Hz ai 100 Hz.

Le implicazioni di tale scelta sono molte, ma quelle che determinano l’effettiva bontà del progetto sono sostanzialmente due: estensione verso le basse frequenze e tenuta in potenza. Nella corretta valutazione di un subwoofer occorre poi mettere nel conto anche la rigidità della costruzione, la massima potenza elettrica erogabile dall’amplificatore interno.

Tra le caratteristiche in realtà non dobbiamo dimenticare la sezione del trattamento del segnale che sta diventando sempre più sofisticata, con DSP integrati che permettono di selezionare curve di risposta diverse, oppure consentono di "caricare" file di calibrazione personalizzati all'interno della sezione di elaborazione, oppure ancora il SUB viene fornito con sistemi integrati di analisi della risposta in ambiente e creazione di file di calibrazione.

Cerchiamo quindi di analizzare dettagliatamente questi aspetti, uno per uno, con un duplice scopo: sia per aiutarvi nella scelta del vostro prossimo subwoofer ma anche per proporre una sorta di benchmark per rendere più semplice ed efficace la comparazione tra prodotti differenti.