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Stop al DVBT/MPEG-2 dal 1/9/2021

di Riccardo Riondino, pubblicata il 24 Luglio 2019, alle 13:05 nel canale SOFTWARE

“La nuova roadmap pubblicata dal MISE ha fissato le due tappe in cui avverrà la conversione allo standard DVB-T2, la prima delle quali è l'abbandono del codec utilizzato attualmente per le trasmissioni a risoluzione standard”


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Il Ministero dello Sviluppo Economico ha pubblicato la nuova roadmap del digitale terrestre, fissando le date per il passaggio agli standard MPEG-4/H.264, DVB-T2 e HEVC. Il secondo switch-off avverrà in due fasi, separate tra loro da un periodo di soli dieci mesi. La prima è l'abbandono del codec MPEG-2, impiegato per le trasmissioni SD, su tutto il territorio nazionale, passando al più efficiente MPEG-4/H.264 pur mantenendo la trasmissione in standard DVB-T. La scadenza è stata spostata al 1 settembre 2021, data oltre la quale sarà necessario un apparecchio in grado di visualizzare gli attuali programmi HD/MPEG-4. Sempre dal 1 settembre 2021 partirà la spostamento delle frequenze per gli operatori nazionali e locali definito dal nuovo PNAF (Piano Nazionale di Assegnazione delle Frequenze).

Sono state anche in parte modificate le quattro macroaree di ripartizione del territorio nazionale. Dal 1° settembre 2021 al 31 dicembre 2021 saranno coinvolte le Aree 2 (Lombardia tranne la provincia di Mantova, Piemonte, Valle d’Aosta. province di Piacenza, Trento e Bolzano) e Area 3 (Emilia Romagna tranne la provincia di Piacenza, Friuli Venezia Giulia, Veneto e provincia di Mantova). Nel periodo 01/01/2022-31/03/2022 sarà la volta dell'Area 1 (Campania,  Lazio, Liguria, Sardegna, Umbria e Toscana) per finire con l'Area 4, che comprende Abruzzo, Calabria, Marche, Molise, Puglia e Sicilia (01/04/2022-20/06/2022).


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La seconda tappa, quella del passaggio definitivo allo standard DVB-T2 HEVC, si completerà in tutta Italia dal 21 al 30 giugno 2022. Da sottolineare come l'Unione Europea abbia imposto unicamente la liberazione della banda a 700 MHz per il 5G, mentre il passaggio al DVB-T2 è stato deciso per farlo coincidere con il cambio delle frequenze assegnate alle emittenti. Non si può escludere comunque che la data definitiva venga spostata alla fine del 2022. La roadmap comunitaria stabilisce in ogni caso che tutti i broadcaster nazionali cedano le frequenze in banda 700 MHz entro il 1° luglio 2022. Gli operatori potranno anche iniziare a trasmettere in DVB-T/MPEG-4 o DVB-T2/HEVC in anticipo rispetto alle scadenze, così come richiedere la rottamazione volontaria anticipata delle reti con il relativo indennizzo previsto dalla legge. Il MISE ha anche deciso un contributo statale di 50€ per l'acquisto di un decoder DVB-T2, che è obbligatorio per i televisori venduti in Italia a partire dal 1° gennaio 2017. 

Fonte: Eurosat, Digital News



Commenti (2)

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Commento # 1 di: Druido pubblicato il 31 Luglio 2019, 15:10
Quindi se non ho mal interpretato i vecchi TV continueranno a funzionare di fatto anche per tutto il 2020.
Il vero switch off dove sarà necessario cambiarli o prendere un decoder sarà nel 2021
Commento # 2 di: Riccardo Riondino pubblicato il 10 Agosto 2019, 13:04
Agosto 2021 almeno, poi se si risiede al centro-sud la scadenza si sposta ancora (da quattro fino a dieci mesi)